Autore:
Paolo Sardi

UNA DOPO L’ALTRA Tre modelli in soli venti mesi: è a questo ritmo incalzante che la gamma delle Citroën DS sta mettendo radici sul mercato, portando rapidamente il double chevron nei quartieri alti del mercato. Capostipite della famiglia è la DS3, lanciata nel 2010 e capace da allora di conquistare oltre 110.000 clienti europei, sedotti soprattutto dalle grandi possibilità di personalizzazione, se si pensa l’altissima percentuale di allestimenti unici in circolazione (in Italia siamo al 34%). Anche per la DS4 c’è stata un’accoglienza calorosa, tanto che sinora sono stati raccolti circa 15.000 ordini, e ora tocca alla DS5 completare degnamente il quadro.

LE DIMENSIONI NON CONTANO Protagonista dei Saloni di Shanghai, prima, e di Francoforte, poi, la Citroën DS5 arriverà nelle concessionarie italiane all’inizio del 2012 ma si è già fatta avvicinare e toccare prima al Salone di Francoforte e successivamente in una occasione riservata a pochi giornalisti specializzati. Vis à vis la macchina ha una notevole presenza scenica, con una sagoma davvero sui generis. Gli ingombri la collocherebbero in teoria a cavallo tra ii segmenti C e D (la DS5 è lunga 452 cm, una spanna abbondante meno della sorella C5) ma la Citroën DS5 avvalora le tesi secondo cui le dimensioni non contano. Da brava arrampicatrice sociale, guarda infatti più in alto, puntando a farsi spazio con un linguaggio stilistico nuovo.

COCKTAIL Bravo, infatti, chi riesce a inquadrarla: il taglio è a due volumi, con un padiglione che si sviluppa però in stile shooting break e un’altezza degna di una suv/crossover (151 cm da terra). Il risultato è che la Citroën DS5 esce da qualsiasi schema e a renderla ancora più unica ci sono soluzioni estetiche personalissime. L’elemento più curioso è rappresentato dalle lame cromate che prendono vita dai fari e si allungano fino ai finestrini ma tra i segni particolari figurano anche le prese d’aria che si aprono ai lati del frontale e che lo fanno apparire largo e ben piantato sulla strada. Pur intonando una voce fuori dal coro della sua classe, la DS5 mostra un chiaro family feeling con le sorelle minori, dalle quali riprende l’ampia bocca trapezoidale e il tipico doppio baffo cromato che dà slancio al logo.

OCCHI AL CIELO L’abitacolo è altrettanto originale, con una plancia massiccia e orientata verso il pilota, quasi ad avvolgerlo, una soluzione, questa, di chiara ispirazione aeronautica. Il vero coup de théâtre c’è però sollevando gli occhi al cielo e trovandosi davanti il tetto Cockpit, con tre pozzetti di luce sopra le teste dei passeggeri (per un totale di 0,58 mq) e una console secondaria che ospita alcuni comandi. Oltre a fare una gran scena, gli arredi appagano anche il tatto, confermando che la Citroën sta continuando a lavorare duro per innalzare i suoi standard qualitativi. I materiali sono infatti mediamente di ottima qualità e raggiungono talvolta l’eccellenza, con i rivestimenti in pelle Club pieno fiore e con una lavorazione che ricorda quella delle maglie dei bracciali degli orologi.

MEGLIO DAVANTI Il posto di guida della Citroën DS5 pesca a sua volta da più generi. Il volante piuttosto verticale strizza l’occhio al mondo delle sportive, così come il sedile, non troppo rialzato dal pavimento. La seduta è comunque alta e offre una posizione abbastanza dominante su quel che accade davanti al muso. La visuale posteriore è invece limitata dalla forma del lunotto e dei finestrini, che con la loro superficie ridotta, limitano un po’ la luminosità a chi viaggia dietro. Per chi siede sul divano i centimetri non mancano ma è fuori di dubbio che nel segmento D ci siano macchine più grandi e accoglienti. Buona è anche la capacità del bagagliaio, che parte da 465 litri, ben sfruttabili nonostante la soglia sia un po’ alta da terra.

CINQUINA La gamma della Citroën DS5 si articolerà attorno a cinque motorizzazioni, due a gasolio, due a benzina e una ibrida. Quest’ultima è la HYbrid4 sviluppata dal Gruppo PSA e già provata, per esempio, sulla Peugeot 3008, con il suo turbodiesel HDi da 163 cv abbinato a un’unità elettrica da 37 cv. Lo stesso turbodiesel può vivere anche da single, con cambio manuale o automatico, mentre a fargli da scudiero c’è il 1.600 e-HDi con trasmissione robotizzata CMP-6. Sul fronte a benzina si trovano invece due varianti del 1.600 THP turbo sviluppato a braccetto con BMW, quella 155 cv e quella d 200 cv. Per il momento restano ancora da definire per filo e per segno gli allestimenti per il mercato italiano. In ogni caso già si sa che la dotazione di accessori sarà da prima della classe, con disponibili anche gli abbaglianti attivi, la telecamera posteriore di assistenza al parcheggio, i fendinebbia con funzione cornering in curva e l’head up display.


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