Autore:
Paolo Sardi

RIVOLUZIONE FRANCESEManifesto concreto del nuovo posizionamento del marchio Citroën”. Non usano mezzi termini gli uomini del Double Chevron per inquadrare la Citroën C4 Cactus: è una macchina che a prima vista si potrebbe erroneamente liquidare come una boutade, una proposta di nicchia e che invece pare venga investita un po’ a sorpresa del ruolo di portabandiera del marchio. D’altro canto nel Gruppo PSA sono in atto rivoluzioni importanti e in futuro le Citroën cambieranno pelle. Per loro ci sarà una nuova filosofia, a partire da un look pulito, senza elementi di aggressività, abbinato ad abitacoli vivibili e accoglienti, proprio come quello della Cactus.

ANNIVERSARIO Non è dunque un caso, visto il forte valore simbolico della Citroën C4 Cactus, che i vertici della Casa abbiano scelto di svelarla in una data particolare, il 5 febbraio 2014, nel quinto anniversario del debutto – sempre a Parigi – della DS Inside, capostipite della gamma DS. Quest’ultima si differenzierà dunque sempre più da quella Citroën: raffinatezza ed eleganza da una parte, praticità e benessere dall’altra, con anche un occhio al portafoglio ma senza cadute di stile. Piuttosto si annunciano formule d’acquisto innovative, compresa una – in alcuni Paesi - con un canone legato in parte ai chilometri effettivamente percorsi. Senza contare, poi, nuovi servizi al cliente (contatti telefonici per chiarire eventuali motivi d’insoddisfazione, lavaggio della macchina a ogni visita in officina, ecc.) e la creazione di Citroën Advisor, uno strumento che permetterà di conoscere i giudizi sulla rete delle concessionarie e anche di dire la propria.

FACCIA A FACCIA Ma dopo tante parole, com’è dal vivo ‘sta benedetta Citroën C4 Cactus? Il primo aggettivo che viene in mente è sicuramente originale: è impossibile confonderla con qualsiasi altra compatta, per le scelte cromatiche coraggiose, per gli inserti Airbump e anche per una sagoma fuori dagli schemi. Sembra massiccia, in grassetto, con un’aria però rassicurante. L’abitacolo è sulla stessa lunghezza d’onda. La parte imbottita che fa da trait-d’-union tra i due sedili anteriori riesce davvero a dare l’idea di una maggiore ospitalità, di un ambiente più amichevole e la plancia, bassa e lineare, dà il suo contributo nello stesso senso.

VIAGGIO NELLO SPAZIO Lo spazio a bordo non manca, specie in rapporto agli ingombri esterni. Il posto di guida ha regolazioni ampie ma la posizione della pedaliera porta a sistemare il sedile in posizione leggermente arretrata, con la seduta non proprio rasoterra se si vuole trovare la triangolazione migliore con il volante. In ogni caso la sensazione è positiva e anche chi si accomoda dietro, sul divano, trova centimetri a sufficienza, anche se non a tutti piaceranno i vetri apribili solo a compasso. Stesso discorso anche per i bagagli: il vano è ampio e piuttosto regolare, pur se con un gradino alto tra la soglia e il piano di carico.

GIUDIZIO SOSPESO E i difetti? Qualche perplessità viene osservando alcune finiture. I pannelli delle porte posteriori, pur se dotati di maniglie molto belle, non sembrano curati a meraviglia, come anche i gruppi ottici posteriori, specie se si osservano con il portellone aperto. Tra quest’ultimo e le lamiere circostanti ci sono poi un po’ troppi millimetri ma prima di dare un giudizio definitivo bisognerà aspettare di toccare con mano esemplari usciti dalla catena di montaggio a regime non di preserie come quelli mostrati in anteprima a Parigi.

Raccontato il vis à vis con la Citroën C4 Cactus, ecco qui sotto, per completezza, anche quanto scritto ieri, sulla base delle solo foto e del comunicato che le accompagnava.

ANCORA UNA VOLTA La storia della Citroën è quella di una Casa che più volte ha provato in passato a proporre qualcosa di nuovo rispetto quanto offriva il panorama automobilistico dell’epoca. La Traction Avant, la 2CV e la DS sono forse i tre esempi più famosi di Citroën rivoluzionarie e ora è in arrivo un nuovo modello che potrebbe nel suo piccolo segnare a sua volta una piccola rivoluzione: la Citroën C4 Cactus. Erede della quasi omonima concept svelata a Francoforte lo scorso autunno, la C4 Cactus svolge il tema della compatta in modo originale, mettendo l’accento, da una parte su una linea fresca e personale, dall’altro su un’elevata qualità della vita a bordo.

NON VA KO Partendo dalla carrozzeria, la Citroën C4 Cactus sorprende in primis con i cosiddetti Airbump, cuscinetti in TPU (poliuretano termoplastico) piazzati ai quattro angoli della macchina e lungo le fiancate. Disponibili in quattro colori (nero, grigio, cioccolato e sabbia), non hanno solo una funzione estetica ma incassano anche i piccoli urti senza subire alcun danno, inglobando capsule d’aria. Sono loro a movimentare una linea acqua e sapone, ricca di superfici lisce ed essenziali. Gli altri segni particolari sono il tetto, che sembra sospeso, e la fanaleria, con le luci diurne a Led piazzate in alto, appena sotto il cofano.

TIPA DA SPIAGGIA  La Citroën C4 Cactus ha anche proporzioni sui generis, con un passo molto lungo (260 cm, identico a quello della normale C4) e sbalzi ridotti ai minimi termini. Lunghezza, larghezza e altezza sono rispettivamente di  416, 173 e 148 cm, mentre i passaruota con bordo in plastica e le barre sul tetto  fanno sì che, socchiudendo gli occhi, venga naturale pensare la Cactus davanti a una spiaggia.

A TUTTO SCHERMO Se l’esterno ha personalità da vendere, l’abitacolo non è da meno. A rendere originale la Citroën C4 Cactus sono in questo caso i sedili anteriori sofà, separati ma con l’imbottitura che visivamente crea continuità tra il posto di guida e quello del passeggero, come se il pilota e il suo secondo sedessero su un divano. Davanti a loro c’è una plancia bassa e minimalista, movimentata da pochi pulsanti. Ciò perché molti comandi (climatizzazione, stereo, navigatore, telefono, sistema d’infotainment Multicity Connenct con relative App) sono inseriti nel touch screen da 7 pollici che troneggia sopra il mobiletto centrale e che fa coppia con un altro schermo, che rimpiazza in toto una classica strumentazione analogica. Sugli esemplari dotati di cambio robotizzato ETG, la classica leva è sostituitra da tre tasti (D,N e R) mentre per la selezione dei rapporti in modalità sequenziale sono previste levette al volante.

SOTTO UN CIELO DI STELLE Sul lato destro c’è spazio per un ampio vano portaoggetti, dato che l’airbag del passeggero viene dirottato nella parte alta della cornice del parabrezza. Last but not least, ultimo ma non meno importante, merita una menzione il tetto panoramico in cristallo con trattamento termico ad altre prestazioni, che fa filtrare la luce ma protegge dai raggi UV come i migliori occhiali da sole, rendendo superflua la presenza di una tendina oscurante.

PESO PIUMA La Citroën C4 Cactus fa strabuzzare gli occhi anche quando sale sulla bilancia, facendo fermate l’ago sotto la tonnellata, esattamente a 965 kg per la versione più leggera. Giusto per fare un paragone in famiglia, significa che pesa circa 200 kg meno della C4, grazie all’uso della piattaforma di ultima generazione del Gruppo PSA e di scelte progettuali che vedono il cofano realizzato in alluminio, i vetri posteriori apribili solo a compasso e lo schienale posteriore ribaltabile, sì, ma non in modo frazionato. Queste soluzioni hanno anche un costo ridotto per la Casa e ora, per inquadrare bene la Citroën C4 Cactus, non resta che capire che prezzi avrà quando arriverà sul mercato quest'estate, forte di un’articolata gamma motori a benzina e a gasolio. Di sicuro saranno bassi i costi gestione: grazie al peso contenuto, le prime voci parlano di consumi francescani, con una versione diesel BlueHDi prossima ventura da soli 3,1 litri/100 km e 82 g/km di CO2.


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