Autore:
Paolo Sardi

L'APRIPISTA... Così come in ogni parto gemellare, anche in quello trigemino che porta alla nascita la Citroën C1, la Peugeot 107 e le Toyota Aygo c'è qualcuno che vede la luce per primo. Nel caso specifico il ruolo di apripista tocca alla Citroën, che brucerà sul tempo le sorelle, arrivando sul mercato già verso giugno. Peugeot e Toyota hanno invece entrambe in calendario il lancio delle loro piccole in vista dell'autunno.

...E LE ATTENDISTE

La Peugeot vuole infatti evitare che la 107 rubi la scena a un altro importante e attesissimo debutto, quello della 1007, che arriverà a cavallo tra la primavera e l'estate. Per la Toyota, invece, il motivo del ritardo va ricercato nel desiderio di non "bruciare" una novità così succosa come l'Aygo in un'epoca in cui solitamente il mercato langue un po'. Un aspetto, questo, su cui l'entusiasmo dei vertici Citroën è passato come un carro armato.

BUONA FORCHETTA

E che l'entusiasmo attorno a questo progetto sia piuttosto giustificato lo si è potuto sperimentare a Ginevra, dove la C1 ha fatto bella mostra sotto i riflettori, a pochi metri dalle sue gemelline. Vista dal vivo, la citycar francese conferma la prima impressione regalata a suo tempo in foto e ispira una gran simpatia. Il merito va soprattutto all'aria paffuta che deriva dall'abbondanza di linee curve nel disegno del frontale. Il bordo interno dei fari sembra tracciato con il compasso, mentre tra il cofano motore e il paraurti c'è uno scalino che dà alla C1 l'aria di una che è tutt'altro che denutrita.

A BOCCA APERTA

Poco più sotto, il massiccio paraurti tiene separate due prese d'aria, anche se il colore nero rende il tutto omogeneo e crea l'affetto di un'unica grande bocca che sbadiglia. A dare slancio all'insieme provvedono comunque i fari stessi, allungandosi all'indietro fin quasi alla base del parabrezza. La fiancata è corta e ha una linea di cintura leggermente obliqua, che sale svelta verso il montante posteriore, tanto nella versione a tre porte quanto in quella a cinque.

NON E' DA SOMA

In quest'ultimo caso, per guadagnare centimetri, le porte vanno in battuta direttamente sulle luci posteriori, composte da due gemme tonde sovrapposte e inserite in un pannello triangolare. Il lunotto funge anche da portellone, privo com'è di cornice. La sua forma a U è molto gradevole ma il suo ridotto sviluppo in altezza lascia la soglia di carico piuttosto alta. Ciò non fa comunque una gran differenza, visto che con un volume utile di 139 litri le possibilità di usare la C1 come sherpa sono già limitate in partenza.

MEZZO MIRACOLO

D'altronde gli ingombri sono quelli che sono e, con una lunghezza di 343 cm e una larghezza di 163, gli ingegneri hanno fatto già un mezzo miracolo a ricavare un abitacolo accogliente. Il posto di guida è ben impostato e, anche se il volante si regola solo in altezza, chiunque si sente a proprio agio. La sorpresa più lieta si ha però accomodandosi sul divano e scoprendo che le ginocchia non faticano a trovare posto dietro lo schienale dei sedili anteriori, disegnato appositamente con uno spessore ridotto. Quattro adulti di taglia large possono dunque affrontare con la C1 viaggi anche a medio-lungo raggio senza troppi problemi.

A TUTTO TONDO

La plancia ha uno stile curato, con il cerchio che fa da ritornello nelle bocchette dell'aria e nella strumentazione. Quest'ultima si compone di un semplice tachimetro, cui può eventualmente essere affiancato a mo' di satellite un piccolo contagiri. La consolle centrale si sporge in avanti per facilitare l'azionamento dei comandi, tutti ben a portata di mano.

BADA AL SODO

Le finiture non sono sfarzose ma le plastiche sembrano comunque solide. La C1 bada al sodo sotto tutto i punti di vista, con soluzioni tecniche stracollaudate. Le sospensioni anteriori hanno uno schema di tipo Mc Pherson e le posteriori sono a ruote interconnesse, mentre i freni giocano sull'accoppiata dischi ventilati - tamburi. I cerchi sono da 14 pollici con pneumatici 155/65.

1.0 VVT

La motorizzazione d'accesso è il mille a benzina con fasatura variabile portato in dote al matrimonio dalla Toyota. Dotato di 68 CV e di una coppia massima di 93 Nm, può essere abbinato a un cambio manuale a cinque marce o al robotizzato Sensodrive, sempre a cinque rapporti e dotato anche di funzione automatica. La velocità massima è in entrambi i casi di 157 km/h e anche il consumo medio si equivale, attestandosi attorno ai 22 km per litro.

1.4 HDI

Ancor più parco è il diesel 1.4 Hdi con passaporto francese e che percorre 24,5 km con un litro di gasolio. Ottenibile solo con cambio manuale, questo motore ha 54 CV e 130 Nm di coppia e porta la C1 a toccare a 154 km/h. La prova di accelerazione 0-100 km/h richiede 15,4 secondi, un tempo leggermente superiore a quello della versione a benzina che ferma il cronometro dopo 13,7 secondi con il cambio manuale e dopo 14 con il Sensodrive.

DA 8.500 IN SU

Per adesso è ancora presto per parlare di dotazioni di serie e prezzi. Stando alle prime indiscrezioni, si può comunque ipotizzare che il classico "a partire da" sia seguito da una cifra prossima agli 8.500 euro. Il tutto con un equipaggiamento base comprendente quanto meno l'Abs, il servosterzo e il Cornering Stability Control, oltre agli airbag frontali. Quelli laterali sono attesi standard sul livello di allestimento superiore mentre quelli a tendina dovrebbero essere eventualmente disponibili solo a pagamento.

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