Autore:
Silvio jr. Suppa

CONCEPT CAR OF THE YEAR Non ci sono bandierine colorate con i simboli dei Paesi Europei, non ci sono chilometriche giurie di esperti, niente grancassa pubblicitaria per la fortunata eletta. Il "Concept Car of the Year" degli inglesi di Autocar è un premio molto diverso dal "Car of the Year", più celebre e differente. Ma ciò non significa che il riconoscimento sia meno importante.

PALMA

Quest’anno la palma di prototipo più interessante è andata alla proposta Citroën di Francoforte, che inoltre sarà ri-proposta al nostro Motorshow bolognese. La C-Airlounge ha vinto per il look ma soprattutto per il pacchetto tecnologico, secondo Autocar abbastanza innovativo da essere paragonabile perfino alla rivoluzione DS. Forse un po’ esagerati questi inglesi, anche se sotto le stranezze elettroniche c’è tanta ricerca che farebbe piacere ritrovare sul mercato.

FIREWORKS

Ma nella classifica d’Oltremanica risaltano un bel po’ anche le altre candidate. Auto che sono rimaste con una ruota sul gradino più alto del podio, come la seconda arrivata. Nell’ordine: Lancia Fulvia Coupé, medaglia d’argento; Peugeot Elixir, bronzo; Opel GTC, quarta classificata. Sono piaciute la prestanza teutonica, l’eleganza felina e la classicità italiana, ma in Inghilterra considerano la Fulvia vicina alla produzione e lontana dalle loro strade con guida a destra. Hanno vinto i futuribili fuochi d’artificio del double chevron.

PUNTUTA

Dall’esterno la C-Airlounge sembra una multispazio. Forme generose, da quadro di Botero, faccia "arricciata" dalle linee puntute. Ma dentro lo spirito è quello di una executive-car, auto per annegare nel comfort manager e famiglia.

CELLULA

Sono un po’ indecisi alla Citroën, ma neanche troppo se si pensa che l’evoluzione delle berline di lusso potrebbe andare in questo senso. E per chi una volta se ne intendeva… Si alza il tetto, si inclina il cofano et voilà, aumentano comodità e vivibilità della cellula-passeggeri. Poi a Parigi ci hanno messo del loro, forti di uno studio aerodinamico che va avanti da decenni.

AVANTIME

I designer hanno voluto una forma non troppo modificabile in galleria del vento, per mantenere un’impronta francese diversa dalle altre. Dalla Renault ad esempio, vedi Avantime e Vel Satis. Per questo ai tecnici, che di solito lisciano e smussano con la cazzuola, non è rimasto che lavorare di cesello. E la parte più importante è sotto il pianale.

AMALGAMA

Fra un longherone e un braccio delle sospensioni si dipanano "cunicoli" degni di una talpa: i flussi di aria entrano dal frontale e fuoriescono nei passaruota, mentre dietro ci sono altre correnti che penetrate dall’alto si riversano in basso, ri-amalgamando le turbolenze.

NO ORPELLI

L’obiettivo è creare una "capsula" di gas intorno a ogni singola ruota, ottenendo lo stesso effetto delle coperture sui passaruota che distinguevano le Citroën di una volta. Con la differenza che oggi si può agire "gassosamente" anche sui cerchi anteriori, e ottimizzare la resistenza senza coperchi esterni. La C-Airlounge raccoglie l’heritage di casa sviluppandolo in maniera invisibile: niente orpelli, tutta tecnologia.

VENTOLA

Non è un caso nemmeno se le razze delle ruote assomigliano alle pale di una ventola; servono all’effetto-risucchio, per aggiungere altra aria a quella che già si muove sotto gli occupanti. E lo studio aerodinamico non è finito: alla sommità del lunotto si sollevano piccoli "denti" verticali che agiscono da mini-spoiler.

RASTRELLO

Sembra che sul tetto sia montato un "rastrello" destinato a fare il solletico all’aria che scivola. Invece anche questo concorre alla buona riuscita finale. Nessuno parla di Cx – un tempo tanto importante da dare il nome all’ammiraglia doppiogallonata – però si pensa a come rendere la "dentiera" retrattile per una eventuale produzione di serie.

PLASTICA LIBERTY

Anche perché di originalità nelle linee ce n’è già abbastanza, meglio occultare l’occultabile. Bastano ad attirare l’attenzione il taglio della vetratura, il montante anteriore a doppia inclinazione, l’eccentrica fanaleria posteriore. Che sembra fatta di vetro tagliato e poi filettato col piombo, quasi come una lampada liberty. In plastica però.

DESERTA

E chi si compiace di fare l’originale fuori, dentro potrebbe raggiungere il tripudio dell’autoesaltazione. La Airlounge sembra una show-car nel vero senso della parola, fatta per mostrare. Nell’abitacolo c’è una plancia essenziale come poche (praticamente deserta) ma anche dettagli super-vistosi come l’illuminazione.

FIBRA OTTICA

Su padiglione, pannelli porte e sedili si disegnano proiezioni luminose, generate da un opportuno apparecchietto installato dai curatori del décor. Le fantasie variano da grafismi barocchi a una costellazione di double-chevron luminescenti, e per finire le portiere s’illuminano pure loro: perché sono cucite in fibra, ma fibra ottica. Tutto con sfondo di cromature e moquette a pelo lungo, per sentirsi nella villa di Elvis degli anni Settanta.

DS

Completano i braccioli ritorti come un tipo di pasta Barilla, i sedili posteriori ricentrabili (tipo Opel Meriva) e l’accoppiamento pelle bianca-rosso fuoco. Un rosso che ricorda quello di alcune sellerie della mitica DS, come il guscio semplice e liscio del cruscotto. Il copri-piantone del volante è integrato nelle forme di plastica con voluto effetto retrò.

TRIP

A questo punto i cinque futuribili passeggeri potranno confrontarsi con la latitanza di tastini e comandi vari, dopo essersi ripresi dalle luci e dall’atmosfera da happy-hour figo. Che forse fanno miglior figura su pareti di cemento, perché il rischio è che il conducente pensi di vivere un trip allucinogeno-psichedelico, in perfetto stile Seventies.