Autore:
Luca Pezzoni

TANTI AGURI C'era una volt(a)... il più grande costruttore al mondo che macinava utili producendo pick-up e Suv. Ora festeggia il centenario, adeguandosi ai tempi. L'innovazione si chiama Volt, auto elettrica e a zero emissioni per i primi 60 km dopo la ricarica nella presa di casa, ma con range di utilizzo esteso. Per il lungo raggio ci sono il serbatoio di benzina e un piccolo motore a scoppio, che non trasmette moto alle ruote ma ricarica le batterie. Curata anche nel vestitino, si candida (negli States) a ricevere le future sovvenzioni governative per le auto verdi. Prevista a fine 2010, un anno dopo in Europa.

FACCIA DA CHEVY Prima della particolarità tecnica, il lato estetico. Che potrebbe sembrare secondario, ma basta pensare alla Prius e ai clienti tipo delle auto ecologiche per essere smentiti. La Volt si presenta originale, diversa ma piacente. Riprende le stimmate tecnico-estetiche del concept presentato nel 2007, normalizzandolo in ottica di linea produttiva. Aerodinamica curatissima e portamento da auto godereccia, i due parametri guida. Fin dal primo sguardo, lontana da forme solo funzionali.

ORE E ORE In GM non volevano una Volt solo aerodinamica, troppo legata alla missione salva-energia. Oltre 1000 ore trascorse dal team di sviluppo in galleria del vento, il doppio rispetto ad un'auto normale, aprono un capitolo nuovo per le auto a basso impatto ambientale. La mascherona tipicamente Chevy, il linguaggio spigoloso di lamiere e gruppi ottici, le ruotone da 17 pollici insolitamente prestanti per il genere, non fanno immalinconire gli amanti dei muscoli e delle curve asfaltate. Così come il fondo aerodinamico da vera GT.

NON OPPONE RESISTENZA Molti dettagli manifestano una cura apprezzabile, dai gambi degli specchi laterali tagliati da una freccia lampeggiante, fino ai giochi luminescenti al led. E poi si arriva alla sostanza. Bob Lutz - il capitano chiamato a spegnere le candeline del compleanno e ospite di talk show televisivi dedicati all'evento - parla del miglior design possibile, compatibilmente con le esigenze di un veicolo pensato per il risparmio energetico.

ZERO EMISSIONI Oltre la facciata ci sono un nuovo format tecnologico, e dettagli tecnici appena accennati da GM. Con annunci pensati apposta per guadagnare simpatia e titoli sui giornali, come appunto i 60 km in modalità "solo elettrica" a "zero emissioni". Attaccati alla 220 si ricarica la batteria agli ioni di litio (bastano tre ore) e via, il casa-ufficio si supera senza traumi. In base alle tariffe elettriche americane basterebbe meno di un euro.

LA BENZINA AIUTA Poi certo, superata la soglia magica bisogna usare la benzina (o l'etanolo, la Volt beve anche quello). A quel punto entra in gioco un piccolo motore a scoppio che beve benzina, ma non trasmette moto alle ruote, serve solo a trasmettere corrente al motore elettrico e a ricaricare le batterie. Nasce così un nuovo genere di veicolo battezzato con l'acronimo ERV (Extended Range Electric Vehicle). Non solo elettrico ma neppure appena ibrido. In buona sostanza per i pendolari del casa-ufficio si apre la possibilità di passare dal benzinaio solo per il week-end fuori porta.

ERV Se non l'uovo di Colombo, una soluzione molto pragmatica e che assicura mobilità vera, senza limiti. Eliminate in un amen le scuse per non ricorrere alle auto elettriche. La dotazione tecnologica della Volt si presenta degna del nome. Batteria agli ioni di litio da 16Kw, un motore elettrico che eroga l'equivalente di 150 cavalli e soprattutto 370 Nm di coppia "istantanea", subito pronta sotto il pedale.

LAYOUT SEMPLICE Prestazioni senza rinunce e 160 km/h di punta massima con un layout relativamente semplice. Sotto il cofano anteriore si trovano motore elettrico e generatore, la batteria è disposta centralmente, fino a spingersi verso il treno posteriore per equilibrare la distribuzione dei pesi. La presa elettrica dovrebbe essere posizionata in prossimità del parafango anteriore sinistro. Non mancano la frenata rigenerativa per evitare sprechi energetici e pneumatici specifici a bassa resistenza al rotolamento.

COCCOLE ELETTRICHE Tutto si muove, secondo la Casa, in un silenzio molto educato e rispettoso dell'ambiente. Grazie alla particolare cura per l'insonorizzazione: se non si sente il motore risaltano gli altri rumori, a cominciare da quelli di rotolamento e per soddisfare pretenziosi clienti meglio pensare a tutto. Le coccole non sono solo per l'udito. L'arredamento interno si caratterizza per spirito minimalista, con una buona dose di hi-tech.

COERENTE Schermo a sfioramento, stato di carica delle batterie e display esplicativi in stile simil-Prius fanno da antipasto. Hard Disk e connessione bluetooth si rivolgono alla Net generation, i molti che iniziano a comprare e scegliere le auto anche sulla base dei contorni tecnologici. La strumentazione a cristalli liquidi si annuncia configurabile a piacere, per accontentare smanettoni e spiriti semplici, come nei videogame, altro trend che troveremo nelle auto di prossima generazione.

INCENTIVI, LOBBISTI E... La Volt sembra rispondere ai mutati sentimenti dell'automobilista medio americano, in improvvisa sintonia con i temi ambientali e salvaconsumi. Mancano ancora alcuni dettagli non secondari, come il prezzo. Per ora la stessa GM non nasconde il fatto di puntare a incentivi governativi per sopportare anche i costi di sviluppo e produzione, maggiori rispetto alle auto tradizionali. Negli USA si parla di cifre consistenti, fino a 7500 dollari a "pezzo", ma come sempre non mancano le voci fuori dal coro.

POLITICA ECONOMICA Toyota - senza mai nominare la nuova arrivata - sostiene di prestare molta attenzione alle scelte del governo americano in tema di incentivi "verdi", auspicando che non siano limitati solo a specifici format. E secondo i bene informati i Jap stanno pensando (anche) ad una Prius con batteria "rinforzata". L'auto quindi si lega alla politica e la proposta GM, innovativa senza essere rivoluzionaria (neppure i benzinai potranno lamentarsi troppo...), lancia un sasso nello stagno. Sarà la Volt(a) buona?


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