Autore:
Luca Pezzoni

MANIFESTO Il nuovo corso stilistico Cadillac passa ormai da anni attraverso un linguaggio stilistico algido, fatto di linee taglienti e personalità decisa, tutto sommato senza neppure troppe concessioni a barocchismi vari. Una ricetta di design ormai collaudata e arrivata a maturazione: dopo la CTS in versione berlina, indiscutibilmente americana ma anche accettabile per palati e galatei europei, ecco la versione Coupé. In realtà condivide con la berlina solo il pianale accorciato, il motore e la plancia e i fari anteriori. Tutto il resto dei lamierati è nuovo. E più che una semplice variazione sul tema di taglio sportivo, può considerarsi il primo vero prodotto di un marchio che tenta, come nuova missione, di trovare clienti in giro per il mondo e non solo in patria.

GRANITICA A vederla da fuori sembra, ed in effetti è, pantografata sulle linee del concept presentato nel 2008. Lunga 478 centimetri, larga 188 e alta 142, le proporzioni della CTS "corta" sono costruite intorno ai quattro angoli spigolosi, dove ad ogni ruota si accompagna il gruppo ottico a sviluppo verticale. L'effetto, complici anche le fiancate da salto in alto e i passaruota bombati, rimane quello di una coupé granitica e possente, quasi scolpita dal pieno. Il lungo cofano si raccorda con il parabrezza, mentre il lunotto scende quasi orizzontale e di fianco quasi non si vede.

PIATTA Tutte le forme sono un susseguirsi di tagli decisi, senza rotondità, ammorbiditi da superfici metalliche piatte, quasi prive di nervature, svasature o ghirigori tanto cari all'immaginario muscle car. Un linguaggio formale all'insegna della semplicità evidenziato dalla relativa misura nelle cromature e dall'assenza delle maniglie, sostituite da pulsanti a sfioramento. Il montante centrale, che non interrompe le aperture in vetro, alleggerisce la fiancata, mentre al posteriore non mancano le bocche da fuoco a fare capolino minacciose dal paraurti.

ROBA BUONA Il tetto corto lascia intuire un dimensionamento dell'abitacolo tarato sul 2+2. Nel bozzolo abitativo si trova confermatissima la plancia, fatta tutta di buoni materiali della CTS berlina. E non mancano tutti i vizi tecnologici che ci si aspetta da una sportiva premium: sistema di navigazione e infotainment con hard disk da 40 giga, bluetooth per viva voce, sistema di entrata a bordo e accensione keyless, sistema audio Bose e compatibilità MP3 e iPod. Non manca neppure la camera posteriore per rendere possibili i parcheggi, altrimenti difficoltosi, tra lunotto verticale e sederone alto. Come optional, per i nostalgici europei ci sono i sedili Recaro.

SEGRETO MECCANICO Non ci sono molti segreti prima della commercializzazione, prevista per la primavera del 2010. Neppure alla voce meccanica: sotto il cofano alberga il sei cilindri a V da 3,6 litri, a iniezione diretta con 304 cavalli e 370 Nm di coppia, disponibile con cambio manuale a sei marce o automatico (sempre a sei rapporti e, volendo, con pulsanti al volante). Si può optare, in luogo della trazione posteriore, anche per la trazione integrale. Freni a disco sulle 4 ruote, cerchi da 19 pollici, sospensioni multilink e sistema di controllo elettronico delle sospensioni StabiliTrack completano il quadro.

VECCHIETTI ARZILLI Non è neppure un segreto, lo dichiara la stessa Casa costruttrice, che arriverà pure la versione impepata, contraddistinta dalla sigla V tipica della Casa. Per decretare o meno il successo sul mercato europeo della CTS Coupé saranno decisivi i fattori moda e prezzo, lecito aspettarsi listini concorrenziali, come quelli della berlina, sotto i 50.000 euro e dotazione full optional. E poi, certo, bisogna vedere se sarà più forte la C di Crisi o la C di Cadillac, icona yankee che costruisce lusso a motore da 107 anni e che ora vuole piacere di più in giro per il mondo.


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