Autore:
Luca Pezzoni

IL SOGNO E' dal 1992 che la vicenda Bugatti naviga in mezzo a mari tempestosi, problemi finanziari e aule di tribunale. Poi, nel '98 è arrivato Ferdinand Piech, all'epoca boss della Volkswagen e fanatico di supercar, a tracciare le linee guida definitive del sogno: la Bugatti doveva avere 18 cilindri, piu' di 1000 cavalli e superare i 400kmh. Un visionario. Bene, tra molti incidenti di percorso e difficoltà, la promessa è stata mantenuta. All'appello mancano solo due cilindri ma la Veyron è quanto di più affascinante potesse essere immaginato. Un concentrato di esagerazioni e tecnologia che vive in un mondo a parte e inventa una nuova categoria: la GranTurismo più veloce del mondo.

ANACRONISTICA Facile fare i moralisti parlando della nuova Bugatti, l'auto meno politicamente corretta che si ricordi. E' troppo potente, ha 1001 cavalli; troppo costosa, costa più di 1 milione di euro; troppo veloce, raggiunge i 407 kmh; troppo assetata, fa circa 2,5 km con un litro. Eppure, evitando di pensare se abbia un senso o no, per un appassionato d'auto ci sarebbero argomenti per parlarne giorni interi. E alzi la mano chi, pur non pensando di comprarsela, non farebbe carte false per farci un giro sopra. Giusto per vedere l'effetto che fa.

ORIGINALE Se la Veyron è un sogno, il giudizio non può che partire dalle sue sembianze. Diciamo subito che difficilmente sarà esposta al Moma per la purezza delle linee o per un design memorabile. Comunque non passa inosservata nella sua originalità. Se è vero che l'estetica è un giudizio soggettivo non si può dimenticare che la carrozzeria, in fibra di carbonio e pannelli d'alluminio per contenere il peso, ha dovuto fare spazio, in primis, al 16 cilindri e poi alla massa radiante per raffreddarlo. Con una serie di appendici aerodinamiche che, mai come in questo caso, sono presenti non per ragioni estetiche ma per motivi funzionali.

BICOLORE Prima particolarità: la scelta della colorazione bicolore. Forse anche per dare snellezza e riequilibrare le forme extralarge, l'auto pesa circa 1900kg è lunga 4,4 metri e soprattutto larga 2, in casa Bugatti hanno fatto ampio ricorso al tono su tono, obbligatorio ma disponibile in diversi abbinamenti. Il che, unito ad ampi giochi di finiture in alluminio per l'alettone e alle innumerevoli prese d'aria, riesce a dare grinta a linee tutto sommato semplici.

FERRO DI CAVALLO Il muso rende onore a Ettore Bugatti, milanese d'origine ma trapiantato in Francia, e all'epopea sportiva delle sue auto. La mascherina a ferro di cavallo che domina il frontale, non è neppure esagerata considerando il design di molte tranquille berline da famiglia (e di famiglia) in giro sulle nostre strade, ed è quasi commovente con la sua bella grigliatura a nido d'ape e lo stemma Bugatti su fondo rosso.

FASCINO A partire dalla mascherina, circondata da altre prese d'aria, si alzano le linee del cofano, evidenziato dal bicolore, con i fari a trapezio stondato, molto semplici, e i parafanghi che abbracciano le enormi ruote. Il parabrezza, leggermente arcuato come se fosse una sport-prototipo, lascia immaginare un'auto dove l'attenzione del pilota deve essere rigorosamente concentrata nel guardare in avanti... La fiancata prosegue con una presa d'aria scavata dietro le portiere e, finiti i finestrini, la linea diventa più pesante. Guardandola di profilo si capisce che è stata costruita attorno al sedici cilindri. Ma la Veyron ha fascino, con quell'alone di superiorità che circonda chi sa di essere il più forte.

DOPPIO NASO In Bugatti hanno fatto la scelta di disegnare l'auto attorno alle esigenze tecniche, mettendo il design al servizio dell'ingegneria. Tipico esempio sono i due nasi a periscopio che partono dal tetto. Assicurano la respirazione al motore della Veyron e sembra comunque una soluzione brillante sotto il profilo estetico, molto racing, e funzionale al tempo stesso.

VEDO TUTTO Senza contare poi che incastonato tra le due prese snorkel, sul dorso e senza coperture in vetro, fa bella mostra il sedici cilindri a doppia V, tutto in alluminio e magnesio per esigenze di magrezza, con le sue 64 valvole, 4 per cilindro. Solo questa vista richiederebbe una serata d'approfondimento e varrebbe il prezzo del biglietto.Più convenzionale la coda, con i quattro fari tondi, come sportività comanda, e lo scarico centrale, quadrato e sdoppiato, di dimensioni extralarge. Quasi da fumetto.

COCKPIT D'AUTORE L'interno della Gran Turismo più veloce del mondo lascia senza parole per la pulizia e la definizione sportiva degli spazi, dei comandi e delle finiture. Lussuoso al punto giusto, con la consolle centrale in alluminio lavorato, con il cruscotto raccolto, dominato al centro dal contagiri e da un volante che sarebbe da staccare e portarselo a casa, con le tre razze in una lega d'alluminio e magnesio e la firma con la E rovesciata e la B di Bugatti in rilievo. Emozionante. Per non parlare dei paddle del cambio DSG che, tanto sono lucidi e ricavati dal pieno d'alluminio, fanno venir voglia d'accarezzarli. Poco spazio, per scelta, ad ammennicoli tecnologici. A bordo della Veyronl'attenzione deve essere concentrata sulla guida: a 400 kmh si percorrono pur sempre circa 111 metri al secondo... vietato distrarsi.

QUADRITURBO Il profilo tecnico è però il vero pezzo forte della vettura tanto voluta da Ferdinand Piech. Negli anni '80 si diceva Biturbo e bastava per sognare. La Bugatti dei record, anno 2005, è invece ben oltre. E' quadriturbo, con quattro "piccole" turbine che hanno consentito di ottenere la quadratura del cerchio: potenza elevata e risposta immediata.

1001 Anche grazie alla sovralimentazione, i cavalli erogati da questo capolavoro della tecnica motoristica sono 1001 (in realtà la cifra è stata scelta per ragioni di marketing e sembra che effettivamente i cavalli oscillino tra i 1036 e i 1090 in base alle condizioni metereologiche e all'altezza s.l.m.). Anche la coppia è in grado di impressionare con i suoi 1250 Nm costanti tra i 2200 e i 5000 giri. Sono numeri che non si discutono. Qualcuno sa fare di meglio?

CONTACAVALLI Tra i vari indicatori di bordo c'è pure... il contacavalli! In realtà è uno strumento che indica costantemente e in tempo reale quanta potenza viene erogata dal motore. Scelta snobistica per segnare la distanza con le altre supercar, poverine, da 3-4-500 cavalli o ruffiano omaggio del capoprogetto a Ferdinand Piech, che era fissato sulla potenza superiore ai 1000 cavalli tanto da farlo diventare un aut-aut del progetto?

ASSETTO VARIABILE Una delle sfide che hanno dovuto affrontare e risolvere i progettisti era quello di assicurare alla vettura unaguidabilità eccellente, a 50 come a 400kmh. Esigenze difficilmente conciliabili. Il traguardo pare raggiunto grazie a tre differenti assetti, standard, handling e top speed, dove a mutare non sono solo le tarature delle sospensioni ma anche quelle aerodinamiche.

SPEED KEY Se per accendere la Veyron bisogna premere l'ormai classico pulsante "start", per raggiungere i 407 km/h orari il pilota deve girare anche la "speed key" posizionata vicino al sedile di guida. In questo modo l'alettone posteriore si ritrae quasi completamente, le prese d'aria frontali si chiudono, si abbassa l'assetto di 7 cm dietro e 6,5 davanti. A quella velocità, la strada corre veloce, il carico aerodinamico è ridotto e si sente solo il rumore delle turbine.

AIR BRAKE SYSTEM Questo bolide è per potenza, consumi e cura aerodinamica, più simile ad un aereo che a un auto. A riprova di questo è dotata di un air brake system, ovvero un flap che, nelle decelerazioni ad alta velocità, frena la corsa dell'auto. Esattamente come un aereo. Il sistema inoltre, assicurando maggior carico aerodinamico sulle ruote posteriori fa sì che l'impianto frenante possa lavorare al massimo alzando la soglia del bloccaggio delle ruote. C'è da dire che questa non è una primizia assoluta, anche la Mercedes McLaren SLR è dotata di un sistema simile... C'è ancora da dire che in Bugatti hanno comunque dotato il loro aereo.. ehm la loro automobile... di dischi in carbonio all'anteriore e in ceramica al posteriore.

DETTAGLI Per citare tutte le particolarità tecniche e i risvolti nella progettazione bisognerebbe scrivere un libro. Tra l'altrola Veyron è anche 4 ruote motrici, è dotata di pneumatici runflat dedicati, studiati da Michelin, con un sistema di controllo continuo della pressione, hacerchi in lega OZ dal classico design sportivo, e un cambio DSG a 7 marce sequenziali studiato dallo specialista Ricardo. Questo miracolo dei tempi moderni viene costruito a Molsheim, proprio dove un tempo venivano costruite le vecchie Bugatti. Dettagli in un quadro d'eccellenza, ma che dettagli...

COME VALENTINO Parlando di prestazioni basta fare due esempi. La Gran Tursimo Bugatti accellera da 0 a 100 in 2,5 secondi. Il che vuol dire riuscire a rimanere appaiati a Valentino, Loris e compagnia in una partenza a sparo della MotoGP. Mai nessuno era riuscito a fare tanto.

FORMULA BUGATTI Siccome i numeri non mentono e, mai come in questo caso, testimoniano l'eccezionalità della vettura diciamo anche che raggiunge i 200 kmh in 7.3 secondi. Meglio di quanto fa Schumy a bordo della sua rossa. Mentre servono 55 secondi per raggiungere i 400 km/h autolimitati, che altrimenti sarebbero 450.... un'auto da strada che va più forte di una F1!

VORREI UNA BUGATTI Un oggetto tanto strano come la Veyron prevede, come ovvio, particolari ed esclusive procedure d'acquisto. Non pensate dunque di andare a dare un'occhiata, come i comuni mortali, dal concessionario più vicino, di sedervi e chiedere se è in pronta consegna o magari a km0. Per iniziare a pensare di acquistarne una bisogna versare al momento dell'ordine una caparra da 300.000 euro. A questo punto il Boss di Bugatti, Thomas Bscher, finanziere chiamato a medicare i conti della Casa ed ex pilota di Le Mans, vi contatterà per un demo-drive che si annuncia memorabile. Poi, con comodo l'auto arriverà, del bicolore prescelto e con i sedili tagliati sulle vostre misure.

COSTI DI GESTIONE Più o meno il giochetto vi costerà (fino ad ora pare siano in 25 ad averla prenotata) 1 milione di euro più IVA. Unica consolazione, risparmierete con gli optional, non presenti a catalogo. Aggiungeteci che, se la userete spesso, potrebbe diventare conveniente acquistare una stazione di servizio e anche qualche corso di recupero dei punti patente... La Bugatti, e questo è male, non si spreca troppo con la garanzia, solo due anni o 50.000 km. Ma chi vuole sognare, e questo a volte è bene, con la Veyron 16.4 è libero di farlo.

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