Autore:
Davide Varenna

RISCHIO OBLIO Uno sguardo veloce, una rapida occhiata ai dettagli tecnici, e poi via, diretti ad osservare la successiva novità del Salone. L’interminabile lista delle anteprime dell’ultima kermesse svizzera ha fatto sicuramente la felicità di tutti gli appassionati del mondo a quattro ruote ma, a ben vedere, questo “tour de force” non ha di certo premiato il grande lavoro svolto dalle case automobilistiche. Tante, tantissime le auto svelate sugli stand di Ginevra, ed ecco che molti dei dettagli finemente studiati da designer ed ingegneri sono caduti nell’oblio, senza ricevere le attenzioni che avrebbero invece meritato.

BELLEZZA NASCOSTA Una semplice e veloce occhiata alle forme esterne ha così appiattito il vero valore di molte concept car, attente invece a proporre anche rivoluzionarie tecnologie ed interessanti soluzioni per gli interni. Ne è un esempio la Vision ConnectedDrive, la spyder di Casa BMW che, come se non bastasse, occupava una posizione un po’ defilata dello stand ginevrino, sicuramente non adatta a comunicare i suoi ricercatissimi contenuti. Colpiti dalle sue soluzioni, non potevamo dunque non tornare a parlarne, per svelarvi su cosa punteranno e come cambieranno le BMW del domani.

VISIONI CONCRETE Nessun dato tecnico ha rivelato la meccanica che si nasconde sotto la carrozzeria, perché questa BMW, come si può ben capire dal nome, ha ben altro per la testa. Se le concorrenti puntano tutto sull’ecologia, sfoggiando motori super efficienti e profili estremamente aerodinamici, la creatura bavarese esce fuori dal coro, giocando tutto sul tema della connessione, che influenza le sue linee ed il suo cocktail tecnologico. Le infinite chicche high tech paiono subito molto visionarie, ma arrivano in realtà da concreti studi su prototipi marcianti, tanto che molte di esse sono ormai vicine a ricevere l’approvazione definitiva per la serie.

DOLCE E SFRONTATA Prima di vedere come cambierà il profilo tecnologico delle future BMW, la nostra attenzione non può che soffermarsi sullo stile eccentrico di questa ultima concept Bmw. Le sue forme spiazzano subito l’osservatore: le linee dolci e slanciate che caratterizzano la parte centrale della vettura creano un forte contrasto con i tagli e i volumi sfrontati che si ritrovano nel frontale, tanto schiacciato da smorzare un po’ la dinamicità della carrozzeria. Il doppio rene è molto largo, quasi esagerato nella sua estensione, proprio come le due prese d’aria sottostanti. Al contrario, i gruppi ottici si fanno piccoli, quasi volessero nascondersi tra le lamiere che li circondano.

CENNI CLASSICI Se le nuove proporzioni sembrano rompere con i canoni più classici, il disegno delle luci strizza però l’occhio al passato. Si ritrova infatti il profilo rettangolare di un tempo (rispolverato anche sulla nuova X3), e il doppio anello luminoso torna in primo piano, caratterizzando lo sguardo della piccola senza tetto. Decisamente più classica anche la fiancata, con superfici pulite e una grande nervatura all’altezza del brancardo, che sembra ricordare un leggero drappo di seta. Anche la soluzione adottata per le piccolissime portiere rimanda al passato: i pannelli esterni e interni, scomparendo all’interno della fiancata ( quello esterno scivola in avanti, mentre quello interno si muove in direzione opposta), rievocano la soluzione a scomparsa adottata sulla Z1, permettendo di viaggiare anche a “porte aperte”.

SI VESTE A STRATI Quella di realizzare una vettura senza tetto non è stata una scelta casuale: questa configurazione risulta infatti ideale per comunicare la sua anima, devota alla connettività. In una prospettiva a volo di uccello si apprezza la propagazione degli elementi dell’abitacolo verso l’esterno, che dona grande continuità alla vettura. Il largo uso di differenti layer metallici prosegue il concetto estetico introdotto sulla Vision Efficient Dynamics, anche se ora appare molto più equilibrato. Se la precedente concept calzava infatti un vestito troppo futuristico ed estremo per la produzione, l’ultima spider di Monaco prosegue lo studio senza più cadere nell’eccesso, così da dare una chiara anticipazione di come cambieranno le forme delle future BMW. Le superfici stratificate, d’altra parte, stanno facendo tendenza in tutto il mondo dell’auto e difficilmente le bavaresi del domani abbandoneranno questo nuovo codice stilistico.

TRIAL BAND La sovrapposizione di diversi strati si apprezza soprattutto negli interni, dove si ritrova la vera anima della concept, chiave di lettura delle BMW di prossima generazione. Tutto l’abitacolo è infatti rivolto al tema della connessione, che viene suddivisa in tre diverse categorie: sicurezza, infotainment e confort. A ciascuna area viene dedicato un apposito strato dell’ambiente interno, che abbandona così la classica configurazione a plancia verticale. Tre differenti tonalità cromatiche (rossa per la sicurezza, azzurra per l’infotainment e verde per il confort) illuminano poi i percorsi luminosi che corrono lungo tutta la vettura, rendendo visibile il flusso di informazioni che dall’esterno raggiunge i due passeggeri.

IL FUTURO DEL PREMIUM La mostruosa quantità di differenti informazioni fornite dai sistemi tecnologici di bordo viene così suddivisa e selezionata, in modo da non diventare una fonte di distrazione e di confusione, svolgendo invece pienamente la sua funzione di assistenza alla guida. È proprio su questo che si gioca la sfida delle future auto, e su cui BMW sembra voler puntare tutto: “il futuro del premium”, ha spiegato il responsabile del design degli interni Marc Girard, “verrà definito attraverso il modo in cui verrà messa in scena l’esperienza di guida. Questo sarà il fattore che creerà la differenza”.

TERZA DIMENSIONE Ecco allora che le informazioni vengono comunicate in modo estremamente chiaro, a seconda delle priorità della situazione. L’head up display tridimensionale, ad esempio, permette di leggere direttamente sul parabrezza più informazioni contemporaneamente, proiettate più o meno in profondità a seconda della loro importanza. Seguendo lo stesso concetto, il sistema di navigazione diventa estremamente intuitivo, grazie alle indicazioni che vengono sovrapposte direttamente alla strada. Una soluzione estremamente funzionale, resa possibile dalla nuova tecnologia della realtà aumentata, capace di sovrapporre immagini fittizie alla realtà che ci circonda. Una chicca destinata a subire una grande diffusione sulle auto del domani, a partire proprio da BMW, che ha dimostrato di credere fortemente nelle sue potenzialità.

LUCE NEGLI OCCHI Questa capacità di selezionare le informazioni e renderne più immediata la fruizione comporterà grandi benefici soprattutto per la sicurezza. Un ulteriore aiuto arriverà poi dai raffinatissimi sistemi elettronici, capaci di dialogare con le altre vetture per evitare qualsiasi tipo di collisione, preavvisando ad esempio una possibile situazione di pericolo quando l’altra auto si trova ancora dietro l’angolo. Anche i sistemi di visione notturna, già commercializzati da qualche anno, saranno ulteriormente potenziati, grazie agli attenti occhi elettronici che, in questa concept, sono alloggiati proprio nei gruppi ottici, sia anteriori che posteriori.

VIZIO TECNOLOGICO Nei momenti più tranquilli, però, tutta questa tecnologia vizierà i passeggeri, offendo ogni sorta di intrattenimento. La Vision ConnectedDrive sfoggia infatti un grande schermo dedicato al solo passeggero anteriore, invisibile dalla posizione del conducente per evitare ogni sorta di distrazione. Un apposito sistema di comunicazione dei dati tra le due postazioni permette però un continuo scambio di informazioni, evidenziato dal movimento del fascio luminoso azzurro. Accedendo alla rete internet, tramite un software dedicato per la selezione dei punti di interesse limitrofi alla posizione della vettura, il passeggero potrà così proporre una nuova meta al conducente, che provvederà a confermarla al sistema di navigazione.

LA CHIAVE DEL FUTURO Come se non bastasse, dalla vettura si possono comprare i biglietti per qualche evento proposto dal software, pagando semplicemente con la chiave della vettura. Un errore di battitura? Niente affatto. La chiave di questa Vision ConnectedDrive funziona anche come carta di credito e un domani la potremo usare come biglietto elettronico, per accedere ad ogni sorta di evento. Altrimenti, che futuro sarebbe?!


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