Autore:
Emanuele Colombo

 TECH DAY 2016 Connessa con le infrastrutture e con la nostra vita digitale tramite lo smartphone che abbiamo in tasca; autonoma al bisogno; capace di vedere dove l'occhio non arriva e intelligente nello sfruttamento dell'energia (con un peso crescente dell'elettrificazione nei motori) in funzione del percorso e delle condizioni: sono le linee guida che collegano le auto attuali a quelle del futuro. Nel decennale del BMW Group Training Centre, la casa tedesca ce ne ha parlato partendo da lontano, cioè dall'utente, che per sta sperimentare cambiamenti radicali nell'approccio alla tecnologia sin dal momento in cui mette piede in uno show room.

BMW COME APPLE Il punto di riferimento, forse a sorpresa, è Apple, che offre un servizio di assistenza ritenuto di riferimento. Il problema che BMW vuole risolvere è rendere più accessibile la tecnologia sempre più ricca di cui i suoi modelli sono dotati. Per fare ciò introduce i Genius (chiamati proprio come gli omologhi addetti di Apple), che con l'aiuto di tablet, e con tutta probabilità tra non molto anche di visori per la realtà virtuale, potranno portare gli appassionati BMW a bordo delle vetture ancora prima di farceli salire realmente: con demo interattive dei principali sistemi di bordo. Visori VR che inizialmente verranno introdotti proprio per la formazione del  nuovo personale e che abbiamo sperimentato in anteprima.

REALTÀ VIRTUALE Che cosa ci hanno mostrato i visori? Indossandone uno, del tipo Gear VR che quindi usa uno smartphone Samsung come schermo, mi sono trovato a bordo della concept BMW Vision Next 100. Ne vedevo l'interno come fossi a bordo, girando la testa in ogni direzione. Un mirino al centro del campo visivo mi permetteva di inquadrare dei punti che attivavano contenuti video: animazioni che mi facevano vivere in prima persona l'uso dell'auto connessa. Bello, in particolare, poter vedere l'arrivo dei ciclisti attraverso i palazzi, grazie ai sensori avanzati dell'auto virtuale: una funzione che - ci dicono alcuni studi - in futuro potrebbe diventare realtà grazie a tecnologie per il collegamento tra le auto, tra queste e l'infrastruttura e al monitoraggio puntuale degli smartphone che si spostano sulle strade.

SCENARI FUTURIBILI Non sono lontani i tempi in cui l'auto sarà in grado, dopo aver dato un'occhiata al calendario del nostro smartphone e al GPS, di inviare da sola un sms al cellulare della persona che stiamo per incontrare, così da avvertirla del nostro arrivo. Oppure comanderà a distanza l'accensione del condizionatore della nostra casa domotica, dopo aver sollevato le tapparelle prima del nostro rientro. Ancora, potrà fungere da punto di consegna per i fattorini di Amazon, aprendo il bagagliaio al loro arrivo in nostra assenza...

SEMPRE PIÙ CONNESSA... CON NOI L'auto si avvia a diventare un complemento della nostra vita, sempre più intrecciata con il digitale. Non a caso BMW ha lanciato da poco la nuova app Connected Drive (ora per iPhone e da metà ottobre anche per Android), che oltre a permettere la gestione dei servizi a pagamento della Casa, trae ispirazione dall'intelligenza artificiale di Google Now per intervenire nel nostro quotidiano in modo propositivo. Ed ecco che, per esempio, è in grado di trasmettere alla vettura la destinazione del nostro prossimo appuntamento (se ci siamo premurati di scriverlo nell'agenda dello smartphone) e di predisporre la rotta nel navigatore: avvisandoci al cellulare quando è ora di partire in base alla distanza e alla situazione del traffico.

RIVOLUZIONE CLOUD L'app si appoggia alla piattaforma Open Mobility Cloud, che è la vera novità del sistema BMW Connected Drive. Comprende una sorta di intelligenza artificiale che impara giorno per giorno le nostre necessità e ci propone le informazioni di nostro interesse pescandole via internet da un gran numero di fonti. Inoltre ci permette di fruirne con mezzi diversi: dal sistema di bordo dell'auto allo smartphone, dallo smartwatch al pc. Permette anche di attivare e utilizzare nuovi servizi tra quelli proposti da BMW: per esempio la musica in streaming da Deezer e Napster, con un repertorio di 12 milioni di brani. Questo ci dice che sempre più, in futuro, i costruttori di auto puntano a diventare fornitori di servizi: un po' come ha fatto Apple con iTunes.

ASSISTENZA ALLA GUIDA L'ultimo appuntamento dell'Innovation Day 2016 è con i sistemi di assistenza alla guida, sulle nuove Serie 3 GT e sulle ammiraglie Serie 7. Ovviamente l'equipaggiamento più completo è sul top di gamma Serie 7, che si avvicina molto a un veicolo a guida assistita. Da citare, per esempio, il sistema Lane & Traffic Jam Assistant, che sull'ammiraglia aiuta a mantenere la corsia girando da solo il volante nella direzione giusta, purché i sensori sul volante rilevino che il guidatore in carne e ossa ha almeno una mano appoggiata allo sterzo. Ma la dotazione è davvero ricca.

DOVETE STUDIARE! La Serie 3 GT ha sistemi semplificati, che si limitano ad avvisare di un eventule pericolo con una vibrazione sul volante: sia che si superi una linea di demarcazione involontariamente, sia che si cerchi di cambiare corsia al sopraggiungere di un veicolo nel nostro angolo cieco. Tutto utilissimo, a patto che l'utente conosca bene come si usano questi dispositivi, e qui entreranno in scena i Genius di BMW di cui parlavamo all'inizio: sulla Serie 7, per esempio, un sistema di telecamere permette di vedere la propria auto dall'esterno in manovra, evitando così di urtare contro eventuali ostacoli. Peccato che tale sistema vada attivato manualmente: non aspettatevi insomma che le telecamere si accendano da sole quando provate ad accostare il marciapiede, altrimenti lo colpirete di sicuro.


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