Autore:
Luca Pezzoni

SCATOLA CINESE Dentro lo scatolone del Salone di Shangai (20-28 aprile) spunta la sorpresa che non ti aspetti: una BMW molto speciale. E non si tratta di una copia cinese. Le linee a metà tra il futuribile e i richiami alle antenate è pura e originale. E il marchio sul cofano è proprio quello che richiama le eliche degli aerei. Anche il cuore, preso a prestito da M5 e M6 non lascia spazio a tentennamenti. Da Monaco si decide lo sbarco, prossimo e ancora a data da destinarsi, nel promettente segmento delle quattroporte coupé del futuro, con taglio e cuore sportivo. Quello della Porche Panamera, della Aston Martin Rapide per non parlare della Maserati Quattroporte, capostipite di questo segmento.

FINESTRA SUL DOMANI Ma l'importanza della concept CS, già elevata di per sé, non si limita alla sua stessa presenza. Le linee, si capisce alla prima occhiata, segnano una fuga in avanti nel repertorio BMW. Basta immaginarla idealmente in fila nella gamma attuale. La CS apre un discorso nuovo, tenendo buono il meglio del passato e reinterpretandolo al futuro. Lecito immaginare future ricadute sulla gamma, anche verso il basso. Quella per i comuni mortali. E allora guardiamola bene questa superberlina. A partire dal muso.

MUSO DA SQUALO Il doppio rene BMW va a prendersi tutta la scena. Non in modo esagerato, come accade con i single frame Audi. Ma con i due incavi in posizione mediana che richiamano senza mezzi termini le BMW del passato. Solo leggermente allargati. A noi ricorda la Serie 6 prima generazione. Costruita intorno al doppio rene si delinea la faccia aggressiva, quasi da squalo.

CONTORNO Con i gruppi ottici, due occhi affilati espalmati verso i lati, a fare da contorno. E poi superfici levigate e altri due buchi imponenti, uno per lato, nella fascia inferiore del paraurti, per dare aria al motore e impaurire chi la guarderà dallo specchietto e indurlo a cedere strada. Riecheggiati al posteriore dagli incavi per gli scarichi.

ALTERNANZA E proprio l'alternanza tra superfici levigate e tratti aggressivi sembra essere il comune denominatore dello stilnovo BMW. Allargando la visuale si nota un portamento da modella con tratti gentili, e alcuni tocchi di taglio sportivo come le branchie laterali, il taglio dei finestrini da vera coupé. O i fanali posteriori da vera BMW del nuovo millennio. Non come quelli di sapore cheap-jap della Serie 3. Senza offesa per nessuno. Un design che appare ben bilanciato e non cade in banalità o in barocchismi eccessivi stile Serie 7. Hanno normalizzato Chris Bangle? Non proprio: forse si tratta di una naturale evoluzione dell'immagine di marca e, dopo aver rivoluzionato la gamma con uno stile di rottura, ora inizia un nuovo momento estetico.

PARTICOLARI Come sempre quando si parla di concept gli occhi si muovono veloci su particolari degni di attenzione e discussione. Del gioco di superfici levigate e nervature s'è detto. La CS è tutta protesa in avanti pronta a mordere l'asfalto e dettagli stilistici, che poi fanno la differenza, come gli specchietti affilatissimi, o la spalla alta che si innalza dietro la portiera posteriore prima della ruota parlano il linguaggio delle supercar. Anche le maniglie sono obnubilate alla vista: tra il finestrino e l'inizio della lamiera. Mentre da certe prospettive il padiglione si unisce al terzo volume e il bauletto appoggiato c'è ma senza esagerazioni. La trazione, noblesse oblige, è al posteriore.

LUNGA E FORTE Anche prendendo il metro la CS non scherza.Si supera la barriera dei 5 metri (5,106) di lunghezza, e anche l'altezza la dice lunga sull'inclinazione della CS: 1,36 m. Il passo extralungo unisce resa estetica e abitabilità premium. Per non parlare sotto il cofano. Non sarà una novità assoluta ma dieci cilindri e oltre 500 cavalli, il motore è il noto 5 litri che fa correre le serie 5 e 6 in versione M, non lascia spazio a dubbi o discussioni. Si tratta quasi di un'auto da corsa in doppio petto. Facile ipotizzare comunque un trapianto di motori più tranquilli sotto il cofano in caso di produzione in serie. Le scarpe sono da ginnastica, belle larghe e da 21 pollici con dei cerchi multirazza che si allargano verso l'esterno. Per assicurare scatto, stop e curve senza esitazioni.

RIARREDATA Quasi cogliendo al volo la contemporaneità con il salone del mobile meneghino, in BMW ne hanno approfittato per rinfrescare anche gli interni. Dove un cockpit cucito addosso al pilota, e qui siamo nel solco della tradizione, trova contorno in un abitacolo che gioca sull'incontrarsi di diverse superfici e soprattutto su discorsi luminosi: con le cromie tendenti al chiaro, un tripudio di pelle e alcuni particolari di taglio futuribile come le bocchette e le luci nascoste negli incavi. Curioso lo specchietto tagliato che riecheggia la branchia sulla fiancata. E nota di merito per la strumentazione multilayer su piani ottici separati, che crea un effetto 3D in funzione dell'importanza dell'informazione. Il futuro si avvicina.

FUTURO RADIOSO Una limo? Una sportiva? Un ibrido tra una coupè e una quattro porte? Cos'è davvero la CS e arriverà mai dai concessionari? Tutte domande a cui riesce difficile dare una risposta definitiva. Di certo una BMW così non si era vista mai e quel che più conta la direzione stilistica lascia sperare in un futuro radioso. Fatto di auto che uniscono passione, tradizione, grinta e linee da accarezzare.

GUARDALA DA VICINO



















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