Autore:
Paolo Sardi

IL SOLITO RITARDO

Ormai a Monaco è diventata una prassi: quando viene introdotto un nuovo modello, le versioni sportive, come si addice agli ospiti d’onore, si fanno desiderare e arrivano sempre in un secondo tempo. La Serie 5 non sfugge a questa regola e a quasi un anno dalla prima uscita ufficiale la sua gamma è ancora orfana della M5, sigla che da un ventennio identifica la punta di diamante della famiglia.

MANCA POCO

Questo vuoto si sta però per colmare. Al Salone di Ginevra, la BMW ha infatti esposto la Concept M5, che prefigura in tutto e per tutto la vettura di produzione, attesa in listino con ogni probabilità entro la fine dell’anno. D’altra parte, quanto visto sotto i riflettori ha ben poco della concept car: ogni minimo particolare ha un aspetto definitivo e pure dal punto di vista tecnico la vettura non ha più molto da nascondere.

DIVERSA DA TUTTE

Anche se nei tratti generali la sua linea ricalca fedelmente quella tagliente e filante delle versioni più tranquille, la M5 non è certo facile da confondere con un’altra Serie 5. La sua aria è ben più grintosa e muscolosa, complici molti dettagli di spiccata ispirazione sportiva, primi fra tutti gli spoiler di forma e dimensioni differenti.

HA LE BRANCHIE

La parte inferiore del fascione paraurti è ora molto più estesa e sulla sua superficie si aprono prese d’aria maggiorate, con quella centrale schermata da una rete in puro stile racing. Altrettanto suggestiva è la vista laterale, in cui lo sguardo viene catturato dalle piccole branchie che si aprono subito dietro i parafanghi anteriori. Questa è inoltre la prospettiva in cui appare più evidente il lieve abbassamento dell’assetto che caratterizza la M5, sottolineato pure dal diverso profilo delle minigonne.

SPUTAFUOCO

La zona più cattiva è comunque quella posteriore. Il merito non va tanto al paraurti bombato, quanto piuttosto dei quattro terminali di scarico che, accoppiati a due a due, sembrano pezzi d’artiglieria pronti fare fuoco. A chiudere ogni possibile equivoco sulla reale natura della vettura provvedono infine i cerchi da 19 pollici, con pneumatici anteriori e posteriori rispettivamente da 255/40 e 285/35.

NUMERO CHIAVE

Per il resto la scheda tecnica si presenta ricca di dati appetitosi, nei quali, scherzi del destino, ricorre insistente proprio il numero 5. Cinque sono infatti i litri di cilindrata del motore V10, che eroga 500 CV e 500 Nm permettendo di ottenere nella canonica prova 0-100 km/h un tempo inferiore ai 5 secondi. Non più cinque ma sette sono invece le marce di cui dispone il cambio SMG con possibilità d’impiego in modalità automatica oppure manuale sequenziale. Questo trasmette il moto alle ruote posteriori attraverso un differenziale autobloccante variabile simile a quello della M3.

IL CHIP AIUTA

Un aiuto a gestire l'esuberanza della meccanica, progettata attingendo a piene mani dal know-how acquisito dal team di Formula 1, viene dal sistema elettronico di gestione dinamica della stabilità DSC. Questo è stato appositamente tarato per meglio adattarsi alle caratteristiche della M5 e del suo raffinato telaio in alluminio che, a detta della BMW, contribuisce tra l’altro ad assicurare un rapporto peso/potenza record per una berlina ad alte prestazioni.

SCATOLA A SORPRESA

Un certo alone di mistero aleggia in pratica solo sull’abitacolo, che alla rassegna ginevrina è stato tenuto lontano da occhi indiscreti. Ufficialmente la BMW fa sapere solo che l’allestimento sarà sportivo ed esclusivo al tempo stesso, nel pieno rispetto della tradizione delle M5 del passato. Vista l’importanza strategica del modello, c’è da scommettere che questa sia la sacrosanta verità.

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