Autore:
Gilberto Milano

FIRMA D'AUTORE Chris Bangle colpisce ancora. Mischiando passato e futuro, legando l'estetica alla funzione, pensando al domani con l'occhio rivolto ai valori della tradizione, Chris Bangle, il designer più odiato e amato al mondo, rende omaggio alla Mille Miglia (gara a cui partecipa ogni anno) con una concept di forte impatto stilistico il cui fine ultimo però è molto più raffinato: evidenziare come siano bravi oggi i progettisti di Monaco di Baviera, e ribadire come lo fossero già sessantasei anni fa. Il risultato è una concept che sa d'antico ma che sembra proiettata in un futuro da Blade Runner, supertecnologica, futuristica, anche se con un abito che sembra disegnato negli Anni 60 da quei visionari che immaginavano il 2000 come un mondo di fantascienza (vedi Syd Mead).

IERI E OGGI Un puro esercizio di stile che non prelude a nessun nuovo modello Bmw, ma solo a dimostrare come già nel 1940 la tecnologia in possesso della Casa bavarese fosse così avanzata al punto che i principi e la tecnica di allora possono essere applicati a una vettura di sessantasei anni dopo. Sia nello sviluppo dell'aerodinamica sia nei principi tecnici. L'auto a cui questa concept rende omaggio è la Bmw 328 Mille Miglia Touring Coupé del 1940, vittoriosa in quella edizione della gara bresciana con oltre un quarto d'ora di vantaggio sulla seconda classificata e titolare di un record (una media di 166,7 km/h) ancora imbattuto. Per la cronaca, i piloti erano Fritz Huschke von Hanstein e Walter Bäumer.

CITAZIONI La ricetta della nuova Coupé Milla Miglia 2006 è infatti la stessa di allora: cofano motore chilometrico che finisce su un parabrezza sdoppiato, abitacolo molto arretrato come si addice a una vera sportiva, parafanghi proiettati all'indietro come nella moderna Z4, passaruota generosi che liberano ruote di diametro sostanzioso (da 20" con pneumatici 245/40 R 20) e coda che degrada fino a formare una V rovesciata. Come in passato è il doppio rene Bmw a caratterizzare maggiormente il muso della Concept Coupé, lasciando ai fari un ruolo secondario, anche se l'insieme ricorda molto da vicino il muso della vecchia 328 del 1940. Fari realizzati con elementi a Led, frutto di una modernissima tecnologia che ha consentito di raggrupparli in due piatti ci circa quattro centimetri di spessore, capaci di creare una fascio di luce molto più intenso di quello prodotto dai fari tradizionali.  

ARIA FRESCA L'aerodinamica, per esempio, era stata determinante già nel 1940; oggi, grazie alle nuove conoscenze, si sono trovate soluzioni più efficaci, ma l'intuizione di allora era così avanzata da servire da base per gli studi attuali. E per sondare altre strade. Come quello di incanalare l'aria senza turbolenze fino alla coda, con effetti benefici sulla portanza, sulla tenuta di strada e sulla guida. Bangle però è riuscito a inserire nel corpo della Concept 2006 anche le cinque prese d'aria sulla fiancata che già caratterizzavano il vecchio modello, cinque fessure disposte in modo da formare una Z ideale tra la linea che sovrasta il parafango e la parte inferiore della portiera che richiamano il vecchio modello. La loro funzione è quella di fare fuoriuscire l'aria entrata dal doppio rene anteriore (servita per raffreddare il motore) e contemporaneamente ridurre le turbolenze che verrebbero a crearsi all'interno dei passaruota, migliorando così l'aderenza delle ruote sulla strada.

SENZA PORTE Sempre in funzione di una migliore efficienza aerodinamica e per contribuire a un ulteriore alleggerimento della vettura, oltre che per incrementare la rigidità alla torsione del telaio, le portiere nella Mille Miglia 2006 sono state eliminate. La fiancata è in un unico pezzo, senza aperture laterali. Per entrare si solleva tutto l'abitacolo come si fa con il cofano motore delle auto moderne, scoperchiando la vettura dall'altezza del lunotto al parabrezza compreso. Non proprio comoda come soluzione ma efficace.

LEGGERA LEGGERA Altra soluzione fuori dagli schemi riguarda il materiale usato per il vestito della Mille Miglia 2006. Anche qui l'esigenza di ridurre il più possibile il peso senza rinunciare alle doti di rigidità dello chassis ha portato a sondare nuove strade. Mentre un tempo per la Mille Miglia 1940 la Bmw si rivolgeva alla Carrozzeria Touring Superleggera, specializzata in carrozzerie in alluminio, oggi la soluzione è stata trovata in un materiale più consono ai tempi: la plastica. Non ci si faccia ingannare dal color alluminio della Concept 2006 quindi, tutta la carrozzeria è in plastica rinforzata con fibra di carbonio, estremamente leggera e rigida.

MISURE DA MISS Vista nelle foto si direbbe anche una vettura di dimensioni sostanziose, ma l'effetto ottico tradisce le reali misure della Concept Coupé. In lunghezza supera di 23 centimetri la Z4 Coupé di oggi, e di 14 in larghezza (è invece più bassa di 4 cm) ma nonostante quel cofano chilometrico e quella coda a strascico, resta una coupé piuttosto compatta e acquattata a terra. Le misure esatte sono di 432 cm di lunghezza, 192 di larghezza e 123 di altezza.

TAGLIATA CON IL LASER L'interno è un altro esempio di originalità. I materiali utilizzati sono l'acciaio inossidabile laminato ultrapiatto, pellami non trattati e Lycra, tutti cuciti tra loro con tecniche speciali per dare quel tocco di atmosfera futuristica ed esclusiva come avviene per il resto della Concept Coupé. Le lamiere, ridotte a un foglio di un millimetro di spessore, sono state tagliate con un laser quindi piegate come si fa con gli origami e lavorate fino a modellarle con una estrema precisione.

NATURE Anche i pellami hanno subito un trattamento particolare, conciati in vari strati e poi pressati uno sull'altro al naturale. L'effetto è quello di una pelle che sembra aver subito un processo di invecchiamento naturale, che aggiunge fascino a tutto l'abitacolo. Si torna alla normalità invece con la meccanica: motori, sospensioni sono quelli della Bmw Z4 M Coupé, con il sei cilindri in linea di 3.246 cc e 343 cv (365 Nm a 4.900 giri). Come dire, dopo tanto avvenirismo un po' di sano realismo non guasta.

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