Autore:
Davide Varenna

LA BERTONE DEL FUTURO Porta la firma di Bertone una delle tre concept con la quale l'Alfa Romeo festeggerà a Ginevra i suoi 100 anni di storia. Prima delle proposte realizzate da Pininfarina e dalla Italdesign di Giugiaro, ecco dunque le forme del primo prototipo creato dalla Bertone Cento dopo le travagliate vicende che l'hanno vista protagonista lo scorso anno. Un'auto che vuole rompere con il passato anche a livello formale, con linee che guardano al futuro togliendo spazio ad ogni minimo accenno rétro.

RITORNO GLORIOSO Si volta pagina dunque, ma senza dimenticare il trascorso glorioso del carrozziere torinese. "Pandion”, nome latino del falco pescatore, rimanda così alle concept realizzate negli anni d'oro del design automobilistico, battezzate proprio con i nomi di alcuni animali: prime tra tutte le Alfa Canguro (1964), Carabo (1968) e Delfino (1983) .

LINEE RAPACI Il riferimento al mondo animale non si limita però al solo nome: i designer guidati da Mike Robinson si sono ispirati concretamente al falco pescatore per disegnare alcune linee di questa coupè 2+2. Il profilo esterno della fenditura anteriore, in cui sono annegati i gruppi ottici, riprende ad esempio quello degli occhi dei rapaci, mentre l'apertura verticale delle portiere rimanda alle ali dei volatili.

SPORTIVA VERA Le linee innovative sono poi valorizzate da un'impostazione classica: la base della 8C competizione, con il grosso motore anteriore di 4.7 litri, rende necessario il lungo cofano e la disposizione molto arretrata dell'abitacolo, andando a creare un profilo che non rinnega la tradizione. Le dimensioni compatte e ben proporzionate concorrono a trasmettere grande cattiveria, registrando una lunghezza di 4620 mm, un'altezza ridotta (1230 mm) e ad una larghezza di 1971 mm. Il cerchio della sportiva perfetta viene poi chiuso dall'incredibile leggerezza: i 1000 kg dichiarati, ottenuti tramite il largo uso di carbonio, permettono di esaltare le prestazioni del poderoso propulsore da 450 CV.

GIOCO DI CONTRASTI Ma ciò che stupisce maggiormente di questa magnifica concept car, come si può intuire, sono le sue linee altamente innovative. Il cofano motore perde la classica nervatura a V, presentando superfici pulite e morbide che contrastano con le fenditure del frontale. Il grande intaglio orizzontale, che raccoglie i gruppi ottici ed il sottile scudo triangolare, regala infatti spigoli vivi che enfatizzano la cattiveria dell'auto. Nella parte bassa del paraurti un bel gioco di volumi determina le forme delle due prese d'aria inferiori impreziosite, come la calandra, da un intreccio di schegge che richiama il posteriore della vettura.

ONDE SPEZZATE Il profilo laterale trasmette grande dinamicità, grazie al movimento ondulato generato dai cristalli e dai pannelli porta che viene interrotto dagli ampi cerchi a sette razze. Anche qui le curve morbide sono rafforzate dal contrasto con le due linee spezzate dei vetri (la prima orizzontale nella parte anteriore, la seconda diagonale nella parte inferiore verso la coda) che, proseguendo oltre i passaruota, creano continuità con l'anteriore ed il posteriore.

CODA PIUMATA È nella coda che si ritrova il lato più innovativo di questa concept: raccolte tra le quattro palpebre che si sviluppano a ridosso delle ruote, un'infinità di schegge domina tutto il posteriore, riprendendo forse le piume aerodinamiche del falco pescatore o una scultura del periodo futurista. Un gioco di superfici spettacolare, in cui vengono immersi i gruppi ottici, lo stemma Alfa Romeo e due scivoli aerodinamici in cui campeggiano quattro grandi scarichi gemellati.

VEDO NON VEDO Le ampie superfici vetrate del padiglione, oltre a regalare un'ottima visibilità ed illuminazione interna, concorrono, con la verniciatura scura della coda, a trasmettere grande leggerezza. Un'impressione che continua anche negli interni, con il tunnel centrale che si scompone in leggere ramificazioni, sostenendo gli organi di guida e un ampio schermo che sostituisce la plancia. Il grande cristallo superiore, che parte dal parabrezza, si restringe verso la coda per amplificare il dinamismo e regalare più spazio alle spalle muscolose. Ciò comporta una riduzione della visibilità posteriore, sopperita però dalle bellissime telecamere che, come due lame, sembrano tagliare la carrozzeria alla base dei montanti anteriori.


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