Una fuoriserie che mira dritta al cuore con una freschezza stilistica che ricorda le vecchie coupé di scuola italiana, disegnate con semplici tratti di matita, senza inutili leziosità e ricercatezze. E' una concept, una esibizione di abilità stilistica e anche tecnica, ma il tocco di classe del sarto di fama si nota subito.

Il vestito disegnato da Bertone è quello di una coupé tal taglio spiccatamente sportivo, con un cofano particolarmente lungo, slanciato, imponente e aggressivo, su cui poggia un abitacolo quasi accennato tanto è ridotto rispetto alla sezione della fiancata. La sua forma a goccia chiude su una coda corta, tronca, muscolosa e senza sbalzi.

Una Gran Turismo per due, con un passo lungo che lascia intuire spazio e comfort di prima classe, mentre i parafanghi a filo della linea di cintura sono il segno di un'altezza da terra estremamente ridotta.

A dare consistenza alle forme c'è un V8 di cinque litri ad alte prestazione fabbricato a Monaco; sulla Z8, dove è stato alloggiato per due anni, garantiva 400 cv di potenza a 6600 giri, una coppia di 51 kgm a 3800 giri, 250 km/h autolimitati e un tempo di 4,7 secondi per passare da 0 a 100 km/h.

Dalla Z8 ha preso le dimensioni e la struttura in alluminio realizzata con tecnica space frame, la stessa utilizzata per la carrozzeia della nuova Rolls-Royce Phantom. Niente di preciso ancora, ma si parla di una lunghezza di 4,5 metri per una larghezza superiore al metro e novanta. La trazione sarà posteriore.

Più misterioso il contenuto tecnico di cui sembra particolarmente ricca. Non ci sarà la tecnologia by-wire (senza fili) vista lo scorso anno sulla Novanta, ma altre soluzioni originali, frutto della collaborazione tra la carrozzeria torinese e un gruppo di aziende leader nel settore. Con una sorpresa a dir poco originale: un "tender", forse un mezzo a due ruote elettrico, da utilizzare per muoversi in centro una volta parcheggiata la vettura.

Restano le molte domande che questa operazione Bmw-Bertone suscita. A Torino tagliano corto su tutto: si tratta di una consuetudine della Bertone, che ogni anno si presenta a Ginevra con un prototipo funzionante dai contenuti stilistici e tecnologici di assoluta avanguardia. Una vetrina insomma di quello che l'azienda torinese è in grado di progettare e realizzare. E produrre da subito in serie, se fosse necessario.

L'anno scorso è toccato alla Novanta, su base Saab, due anni fa alla Filo, e quest'anno a questa Bmw, per soddisfare soprattutto un desiderio della signora Bertone che chiedeva di cimentarsi in un prototipo innovativo dal punto di vista tecnologico, provocatorio, ma fortemente sportivo e, soprattutto, emozionante nel design.

Richiesta soddisfatta? A prima vista si direbbe di sì. Con una menzione particolare all'autore dell'opera, il quarantenne Giuliano Biasio, design director dello stile Bertone, autore anche della Filo e della Novanta. Quanto poi a descriverla come la nuova Z8 (uscita di produzione a inizio anno) a Torino non ne vogliono nemmeno sentir parlare.

Il nome infine, è derivato dall'aggettivo "biross" (da pronunciare "bir§ss)  che in piemontese indica una persona particolarmente brillante, positiva, entusiasta, piena di risorse.

WALLAPER

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