Autore:
Luca Pezzoni

RAGIONI DEL CUORE La fauna automobilistica si potrebbe dividere, come altre categorie, in due poli: quelli che amano la certezza, ovvero un bel tetto in lamiera sopra la testa. Poi ci sono i romantici, quelli che dopo aver provato l'emozione della guida scoperchiata tirano su la copertura in tela solo a gennaio o se proprio diluvia. E non manca chi guarda al grande centro: le coupè cabriolet, moderni trans automobilistici.

SENZA LIMITI E poi ci sono gli estremisti. Quelli dell'emozione forte e senza compromessi. Pronti a sfidare le leggi climatiche e della ragione e disposti a sacrificare tutto in nome del piacere. Un taglio netto e via: l'auto diventa una sfida al bollettino meteo e anche alle leggi della fisica: si gode solo tra le curve. Non serve avere altro che quattro ruote, un bel motore e due sedili. Esempi? Ne basta uno del tempo che fu: Porsche 356 Speedster. 

RAGIONI DEL MARKETING Poi ci sono le ragioni commerciali.Siamo nell'epoca dei consumi indotti e, parallelamente alla produzione in grande serie, bisogna fronteggiare le voglie di esclusivo e personalizzato di affezionati e intenditori. Che magari non fanno numeri ma immagine. E se magari la versione speciale serve a ricordare, ai comuni mortali, che è appena uscita la TT Roadster tanto meglio. In soldoni Audi ha colto al balzo l'occasione del raduno annuale dei fan del marchio nel Worthersee, ridente località lacustre della Carinzia, per regalare alle loro mani, e agli occhi di tutto il mondo, una TT davvero speciale. Molto più di quanto il nome clubsport potrebbe far intendere.

CONTA IL RISULTATO Qualunque motivazione ci sia non si può non rimanere colpiti dalla reinterpretazione in stile "speedster" della TT. Rimangono le forme algide della TT new generation, che traghetta l'intuizione della forma piegata all'utilizzo in stile Bauhaus della prima versione in qualcosa di più muscolare e definito. Ma sembra quasi un'altra auto. E il risultato finale lascia a bocca aperta quasi come l'urlo di Munch sul frontale.

SUPER FRAME Come da recente tradizione non manca il single frame in versione riveduta e allargata, con tanto alluminio spazzolato e un design che tende ad allargare il campo visivo. In modo da donare ancora più presenza scenica. E, noteranno i più attenti, i quattro anelli sono stati spostati sulla punta del cofano. Non mancano neppure carreggiate allargate, tubi di scarico doppi e in stile RS e altre delikatessen. Il Daytona Grey si adatta bene ad una TT speciale, cattiva e tecnologica.

ZAC! TAGLIO SECCO Ma a dominare tutto rimane il taglio secco. Zac! Un colpo di matita, o meglio, di gomma e la TT diventa "cosa altra". Manca il tetto curvilineo rispetto alla coupè. Ma manca anche qualsivoglia montante: a, b o c non importa. L'effetto alleggerimento é completo e non indugia: rimane solo un miniparabrezza che regala suggestioni da barchetta ante litteram. Secco nella sua definizione, basso che non serve neppure per riparare dai moscerini e che però toglie il fiato per come si raccorda scendendo in diagonale fino a degradare, sparendo, nella fiancata. Quasi a chiedere scusa per il disturbo. Da sportiva solida e raffinata ma non troppo "cruda", la TT in versione clubsport sembra pensata apposta per rispolverare i dettami della bella guida: via tutto quello che non é indispensabile.

COSA AGGIUNGE Tante parole dedicate ad un parabrezza che non c'é? Sì, perché alla fine la concept clubsport, concettualmente, sta tutta qui. Se poi ci si aggiungono i due rollbar, abbassati rispetto alla Roadster e subito dietro i poggiatesta con i sedili belli avvolgenti e con le cinture a 4 punti e ancora, quelle gobbe aerodinamiche che riecheggiano memorie storiche di corse in salita e assolvono alla loro funzione aerodinamica-estetica il quadro è completo. Tante cose in meno ma tanta emozione in più.

COSA TOGLIE Oltre a parabrezza, montanti, capote manca ancora qualcosa. In ossequio alla filosofia no frills anche le maniglie non si vedono... perché non ci sono. Sono state sostituite da un sistema d'apertura automatizzata e rendono la fiancata ancora più pura e levigata. E gli specchi retrovisori sono stati rimpiccioliti e resi un piccolo capolavoro estetico dalla bacchetta magica.

DELIKATESSEN A concludere il gioco stilistico arriva un posteriore conosciuto nelle sembianze generali ma che, nella vista di tre quarti regala nuove suggestioni, sarà per le carreggiate allargate, la linea piatta che congiunge le gobbe con il bauletto o i due tubi di scarico tagliati a fetta di salame. E molti altri dettagli che a prima vista non si notano: le prese d'aria tagliate in due sui lati del muso, i led di posizione che disegnano uno sguardo minaccioso come sulle Audi sportive di ultima generazione. Con qualche particolare forse non all'altezza delle ambizioni, come le pinze dei freni vistosamente arancio. Davvero kitch, diciamola tutta.

CUORE GTI Le buone notizie non finiscono alla vista esterna. Andando subito alla ciccia si scopre che sotto il cofano si nasconde una vecchia conoscenza. La base è quella del mai abbastanza apprezzato cuore GTI della Golf ultima generazione. Il duemila benzina iniezione diretta TFSI. Prezzemolino del gruppo che trasborda sempre con naturalezza e onore da versioni cattive di Leon, A3 e Octavia fino a popolare la TT in versione normale. Ma qui, grazie a polmoni ben dotati, leggasi impianto di aspirazione e scarico rivisti in toto ed elettronica in versione evoluta, siamo a quota 300 cavalli. E 150 cv litro non sono mica bruscolini. Il tutto accoppiato al cambio a doppia frizione Stronic (nomignolo per il DSG in casa Audi).

QUATTRO L'altro fatto degno di nota è la trazione sulle quattro ruote. Vista la potenza in gioco si tratta di una notizia tranquillizzante e benvenuta. Mentre i più lungimiranti noteranno che così diventa disponibile la trazione integrale, finora riservata solo ai 6 cilindri, anche con i motori a 4 cilindri... Futuri allargamenti di gamma anche per la gamma TT "normale"? I puristi, stupefatti di fronte al coraggio concettuale della clubsport, non potranno non desiderare o notare che il massimo su questo genere di auto sarebbe avere la trazione posteriore. Ma se si usano piattaforme condivise con le compatte del gruppo tutto non si può avere.

CERAMICA A completare un quadro dinamico che si preannuncia entusiasmante per potenze in gioco, carreggiate allargate di ben 8 cm e cerchi da 20 pollici con scarpe adeguate (265/30), rimangonoi freni: dalla RS4 sono stati trapiantati i dischi in ceramica. In Audi parlano di un mezzo pronto alle sgroppate in pista ed, in effetti, qualche tornata senza limiti con casco integrale non sembrerebbe fuori posto.

ARANCIA D'ALLUMINIO Nell'incavo scavato in posizione mediana, la vista dall'alto è commovente, si intravedono giochi cromatici audaci. L'arancio e il nero della selleria e degli interni in pelle si accompagnano a un utilizzo intenso dell'alluminio. Che brilla non solo nel volante o in mille particolari, ma che arriva ad essere utilizzato pure per la pedaliera e nella piastra appoggiapiedi per il passeggero. E la zona del cambio assomiglia tanto a quella della R8...

PER MOLTI DA GUARDARE Insomma, la clubsport non rappresenta solo un esercizio stilistico, un capriccio o un'operazione per puntare i riflettori sul modello. Si tratta comunque di un omaggio agli amanti e agli appassionati di meccanica, estetica e ricercatezza tecnologica. Non manca niente, come si pretende da un'auto moderna che strizza l'occhio al passato. Come dire, per molti da guardare.

PER POCHI DA COMPRARE Mentre Audi dichiara che non è da escludere una produzione in piccoli numeri. Indipendentemente dal fatto che l'uso e consumo effettivo di una scoperta senza orpelli come la clubsport sia riservato a pochi fortunati che possono permettersi la terza o quarta auto.Se si decide di andare senza tetto è meglio fare scelte radicali: occhialini foulard e magari a seguire da spettatori itineranti la Mille Miglia. Guardando da dove sono andati a prendere le idee quelli del single frame...


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TAGS: audi tt clubsport quattro