Autore:
Luca Pezzoni

SVOLTA INTEGRALE La Casa con gli anelli omaggia il personalissimo trentennale di trazione integrale con un concept acchiappaocchi. Si chiama "quattro", come l'antenata che faceva sognare sugli sterrati delle prove speciali dei rally pilotata da Walter Rohrl piuttosto che Michelle Mouton. Non affascina solo per le forme ma per ciò che rappresenta. Allora era una sfida visionaria di Ferdinand Piech, un uomo solo al comando che ha dimostrato di aver ragione; oggi è un'autocelebrazione di capacità e competenza tecnologica. Sotto le forme che solo a tratti richiamano l'antenata c'è un'inedita commistione di telaio RS5 accorciato e un cinque cilindri turbo pronto a spingere. Ecco immagini, particolari tecnici e citazioni rétro di un concept destinato a farsi desiderare. E sembra che un futuro produttivo non sia da escludere.

OMAGGIO Bastano due battiti di ciglia per riconoscere la quattro concept come un'Audi contemporanea ma anche come una citazione della coupé squadrata degli Anni 80. Le auto di Ingostaldt di oggi sono molto diverse ma la sorpresa parigina sembra oscillare tra presente e passato come se la timeline temporale lunga trent'anni fosse stata tagliata. C'è il single frame e ci sono gli occhi affilati e le lamiere tagliate con superfici muscolari delle Audi contemporanee. Ma ci sono anche la bocca scavata sul cofano per respirare, il logo in rilievo sul cofano e sulla fiancata, i montanti posteriori triangolari e i gruppi ottici posteriori moderni eppure d'epoca, squadrati come sono e uniti da una striscia nera proprio come accadeva sull'antenata. Passaruota rigonfi, alettone posteriore mobile e cerchi da venti pollici a serraggio centrale parlano il linguaggio dell'emozione unito alla funzionalità delle corse.

VOLUMETRIA Eppure sono in generale le proporzioni in gioco e la distribuzioni del volumi ad allontanare la quattro concept dalla RS5, da cui comunque deriva, fino a farla diventare un modello completamente nuovo e inestricabilmente legato alla rally car che ha segnato la storia di Ingostaldt e delle competizioni. E non si tratta solo di percezione visiva: gli elementi base concettuali ci sono tutti: dal peso contenuto in 1300 kg al passo accorciato, di 15 centimetri, rispetto alla coupé di derivazione.  Oggi come allora. Anche la linea del tetto risulta più vicina all'asfalto di 4 centimetri. E per completare l'opera al posto del V8 è stato trapiantato sotto il cofano il 5 cilindri in linea turbo. Si tratta del propulsore che muove la TT RS  pompato a 408 cavalli. Più nervoso, più leggero e più coerente con la memoria storica rispetto al motorone da muscle car europea della RS5. Si tratta di elementi importanti, indice sia della volontà di rimanere fedeli alla ricetta originaria ma anche di creare un bolide dalla personalità ben distinta all'interno della gamma Audi.

ANTI GT-R E anche allargando lo sguardo al listino completo non vengono in mente tante auto comparabili e, per certi versi, si potrebbe parlare di una anti Nissan GT-R.  Anche qui ci sono  cavalleria in abbondanza, trazione integrale e  prestazioni fuori parametro accompagnate da una carrozzeria e un format ancora vivibili nel day by day. Per inseguire un quadro dinamico all'altezza del blasone in casa Audi non hanno fatto compromessi: il taglio alla bilancia di oltre 400 kg rispetto alla RS5 si deve non solo al propulsore più leggero ma anche all'utilizzo spinto di alluminio per quasi tutta la carrozzeria. E dove non c'è l'alluminio c'è il carbonio utilizzato per cofano e portellone e molti altri particolari. Tutta la carrozzeria della nuova quattro pesa solo 150 kg. E il propulsore 183 kg. Pure i sedili pesano quasi la metà rispetto ad unità tradizionali: 18 kg.

MOTORE ACCESO Tornando per un istante al motore pentacilindrico da 2,5 litri con iniezione diretta TFSI ci sono i numeri, con la potenza massima di 408 cavalli costante tra 5400 e 6500 giri e una coppia di 480 Nm sempre disponibile da 1600 a 5300 giri, e tanti altri particolari decisivi. Come la struttura complessiva che ne ha permesso il montaggio in senso longitudinale per accorciare il muso del concept. Nella TT invece la posizione è trasversale.  I consumi, moderna ossessione, sono dichiarati nell'ordine dei 12 km al litro. Ma una quattro che omaggia la Gruppo B del tempo che fu non vive di solo motore.

SUCCULENTA Ed allora si potrebbero citare tante raffinatezze che rendono la nuova sportiva a dir poco succulenta. Ci sono sospensioni a trapezi al posteriore con molle e ammortizzatori separati, mentre davanti ci sono cinque bracci con supporto rigido in alluminio. Oppure i dischi dei freni carboceramici che uniscono mordente e risparmio alla pesa: solo loro tolgono altri 4 kg rispetto a quelli in acciaio. E poi c'è la trazione integrale di ultima generazione, che a trent'anni di distanza continua ad affinarsi e in condizioni normali distribuisce la coppa motrice in proporzione 60 al posteriore e 40 all'anteriore. Ma in base alle condizioni si arriva anche all'85% dietro o al 70% all'anteriore. Inoltre sull'asse posteriore agisce anche un differenziale che arriva a trasmettere se del caso quasi l'intera coppia ad una sola ruota, mentre in fase di accelerazione spinge maggiormente sulla ruota esterna per contrastare sotto o sovrasterzo.

SUGGESTIONI Non mancano quindi motivi di interesse e suggestioni per chi guarda all'evoluzione tecnica di un'intuizione  nata quasi per caso sul finire degli Anni 70 (vedi articolo "30 anni di quattro") ma poi sviluppata scientificamente da Audi. Ecco perché le citazioni d'antan e postmoderne, vedi i passaruota rigonfi, i fari anteriori al Led che da accesi richiamano le geometrie dei gruppi ottici quadrati della progenitrice e tanti altri particolari non sono fuori posto. Anzi, le memorie del passato contestualizzate nell'avanguardia tecnologica rappresentano al meglio il successo raccolto dalla Casa con gli anelli. E allora i pulsantoni laterali su una plancia moderna e costruita intorno al guidatore fanno oggi quasi tenerezza, mentre prendere in mano l'annuario confrontando la gamma Audi degli Anni Settanta con quella odierna fa pensare con inquietudine al percorso a gambero di altri marchi, un tempo con maggior blasone e oggi immalinconiti.


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