Autore:
Davide Varenna

ENNESIMO CAPITOLO Risale allo scorso settembre il suo debutto: vestita di un rosso acceso, la prima e-Tron ha dato il via ad una saga che oggi giunge al suo quarto capitolo. A Ingolstadt hanno voluto iniziare con due coupé, poi la sigla e-Tron si è trasferita sulla concept A1 di Ginevra, ed ora giunge a battezzare una variante spyder. Come si può capire dalle prime foto di Parigi, quest'ultima Signorina degli Anelli deriva proprio dalla seconda vettura della saga: la coupé accorciata che ha esordito in gennaio a Detroit.

BELLA SCOPERTA Dunque, quella di Parigi non è una concept del tutto sconosciuta, anche se dalle foto si può osservare come i designer della Casa tedesca non si siano limitati alla sola asportazione del tetto. Seppur le differenze siano minute, già all'anteriore si scova qualche novità: la griglia single frame e le prese d'aria sotto i gruppi ottici sono ora riempite da fitte lamelle cromate, ben più eleganti dell'accostamento di listelli orizzontali e verticali del modello d'origine.

PIÙ SLANCIO Dopo il lungo cofano solcato da una nuova nervatura ad "U, il parabrezza si erge sottile e, grazie all'assenza dei montanti, prosegue nei vetri laterali senza alcuna interruzione. Una soluzione che incide non poco sull'aspetto della vettura, facendola sembrare ancor più lunga di quei 13 cm che ha guadagnato dalla versione coperta. Grande dinamismo è dato anche dalle minigonne dal design rinnovato, mentre i cerchi a razze più diradate sembrano alleggerire tutta la vista laterale. Grande attenzione è stata data proprio alle ruote da 20 pollici: il motivo a turbina, che migliora l'aerodinamica, è composto da ben 66 elementi, realizzati con materiali leggeri quali il carbonio e l'alluminio.

SI RIFÀ IL LATO B Se muso e fiancata riservano solo qualche novità, nella coda tutto è di nuova fattura. Al posto della sottile "C" a LED della coupé, ora si ritrovano dei bei gruppi ottici "pieni", annegati in una fascia scura che tanto ricorda la R8 spyder. Insieme all'estrattore della stessa tinta, questa gioca un ruolo fondamentale nel rendere il posteriore più snello e aggressivo, facendo cadere nel dimenticatoio il piatto lato B della sorellona.

ORA È IBRIDA Nella presentazione parigina sono state confermate anche le anticipazioni tecniche che vi avevamo svelato con i primi bozzetti. A muovere la e-Tron spyder ci sono ben tre motori: due elettrici all'anteriore, con una potenza complessiva di 88 CV, e un V6 3.0 TDI al posteriore che, tramite un cambio a doppia frizione a 7 rapporti, scarica a terra i suoi 300 cavalli (ben 50 in più rispetto a quelli generati dall'ultimo 3.0 diesel montato sulla nuova A8).

GRANDE AIUTO La trazione integrale, i pesi contenuti (1450 kg totali) e la perfetta distribuzione delle masse (50:50), sono gli ingredienti principali per esaltare le sue ottime prestazioni, con 4.4 secondi nell'accelerazione 0-100km/h e 250 km/h di velocità massima (limitata elettronicamente). A ciò corrispondono consumi da favola: aiutato dai due motori ed emissioni zero, il V6 brucia solo 2.2 litri ogni 100 chilometri, emettendo 56 g/km di CO2.

NASCONDINO Difficile ricaricarla senza aver prima letto il libretto delle istruzioni: la presa di corrente della e-Tron è infatti nascosta sotto il logo anteriore, a fianco di un piccolo schermo che indica il livello di autonomia della vettura. Completata la ricarica si potranno percorrere 50 chilometri spinti dai soli propulsori elettrici, a patto di non superare la velocità massima di 60 km/h. Per avere migliori prestazioni ed effettuare percorrenze più lunghe bisognerà invece impegnare anche il grosso diesel, che vi scorrazzerà senza soste anche per più di 1000 chilometri.


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