Autore:
Luca cereda

SERVITO Così come se niente fosse, in una calda mattinata di mezz’estate, Audi se ne esce con un bel poker: il restyling completo della gamma A5, che comprende le varianti Coupé, Sportback, Cabrio e la pepata S5 (a sua volta declinata nelle tre differenti carrozzerie). Trattasi del classico ritocco di mezza carriera, niente di stravolgente, accompagnato dai soliti aggiornamenti di tappezzeria e tecnologie. E come ormai sempre più frequentemente accade, anche per l’Audi A5 il facelift va di pari passo con una rivisitazione dei motori in gamma e ad un restauro delle cilindrate all’insegna del downsizing.

TIRATINA Si può ben dire che, sotto le grinfie del visagista, l’Audi A5 non abbia voluto certo osare. Il restyling tocca il minimo possibile spostando lievemente l’asticella verso la sportività, ma senza stravolgere la presenza scenica sobria ed elegante che caratterizza la A5. Una tiratina agli occhi, dallo sguardo ancor più felino e high-tech (anche se tanto i fari bixenon quanto i led sono extra-cost), nuovo paraurti anteriore con prese d’aria più aggressive e, sul posteriore, un paraurti più tornito e gruppi ottici con la sagoma di sempre ma ridisegnati all'interno. Detto questo, depositiamo la lente d’ingrandimento e passiamo a parlare del resto.

DA NAVIGAZIONE Gli interni. Anche qui nessuna new entry eclatante, ma solo piccoli aggiornamenti. Parliamo di pulsanti che cambiano forma, di una nuova chiave d’accensione, di inedite fantasie per i rivestimenti dei sedili (a richiesta riscaldati e ventilati), ma anche di un sistema di infotainment MMI finalmente dotato di controllo vocale e connettività ad internet. Tra gli optional più tecnologici debutterà anche il dispositivo che riconosce quando il guidatore è stanco.

AL RIBASSO Modifiche meccaniche? Solo un leggero adattamento degli ammortizzatori e l’introduzione, su tutte le versioni dell’Audi A5, del servosterzo elettromeccanico. Quanto ai motori, a detta di Audi hanno beneficiato di alcuni piccoli interventi volti a migliorarne le prestazioni in termini di consumi (si parla di una riduzione media dell’11% dei valori dichiarati dai “cuori” in gamma) e di emissioni di CO2.

QUI BENZINA Passandoli in rassegna uno per uno, nel reparto a benzina ritroviamo all’ingresso il 1.8 TFSI, che grazie alla recente rivisitazione porta la cavalleria da 160 a 170 ronzini, cui segue ancora il 2.0 TFSI da 211 cavalli. Le novità più sensibili interessano però il peso massimo della gamma, il V6 FSI, che a causa della dieta imposta dal downsizing scende di cilindrata da 3.2 a 3.0 litri potendo contare comunque su ben 272 cavalli.

QUI GASOLIO Lato diesel, l’offerta parte dal 2.0 TDI da 177 cavalli facendo poi un salto triplo fino ai 3 litri di cilindrata dei TDI da 204 e 245 cavalli. Al momento non sono previste cilindrate intermedie, ma non è affatto escluso che la Casa ci faccia un pensierino. In ogni caso, i motori citati (compresi i benzina) si potranno abbinare a cambi manuali, CVT multitronic o a doppia frizione S Tronic a 7 rappoorti; la disponibilità di ciascuna opzione è legata alla scelta della trazione anteriore o di quella integrale (cui è riservata l’opzione S Tronic).

CON LA ESSE Vittima del downsizing è anche la più cattiva del gruppo, l’Audi S5, che in occasione del restyling vede anche scomparire il suo V8 4.2 litri da 354 cavalli per fare spazio ad un V6 sovralimentato da 333 cavalli. Un ridimensionamento di cui però le prestazioni non sembrano risentire, visto che ora la S5 dichiara un crono nello 0-100 addirittura inferiore a prima (da 5,1 si passa a 4,9 secondi). Per la S5, come per tutte le sorelle della gamma, tempi di lancio e prezzi post-facelift per il mercato italiano non sono ancora stati resi noti.


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