Autore:
Luca Pezzoni

VOLANTESHIRE Le scoperte che vengono dal Warwickshire si chiamano "Volante". Non hanno le ali, ma trasudano classe, puro spirito British e si concedono poco. Nell'albo di Casa Aston Martin la DBS Volante diventa il sedicesimo modello dedicato agli appassionati della guida scoperta, pochi in una storia quasi centenaria (AM nasce nel 1914). Prende tutte le caratteristiche tecniche e di portamento della DBS chiusa e offre 12 cilindri disposti a V con 510 cavalli pronti al galoppo. Arriva a fine estate su strada, ma a Ginevra sfila in passerella.

FASCINATION STREET Le linee guida estetiche rimangono quelle conosciute dell'ultima generazione Aston Martin. Un portamento unico costruito intorno a pochi tratti ben delineati: la calandra antropomorfa disegna una bocca pronta a respirare e viene circondata da due occhi affilati. Da lì partono le linee muscolari attorno al passaruota e ben definite a livello dell'abitacolo.

BAULETTO E BOCCHE DA FUOCO Tutto si chiude in un bauletto ben proporzionato, i fari allungati e inconfondibili e due bocche da fuoco cromate, con gli scarichi che fanno capolino dal fondo aerodinamico. Senza troppe stravaganze ma con una definizione compiuta e neppure bisognosa di barocchismi. La lezione fascinosa di Henry Fisker, che ora disegna le sue auto ma prima disegnava le Aston, vale ancora oggi a distanza di anni. Un altro Padre Nobile della DBS, almeno a livello di concept originario, deve essere ricercato in William Towns autore della DBS originaria degli Anni 60.

FINEZZE DI CARBONIO Esattamente come accade per la DBS chiusa, rimangono le raffinatezze che non si vedono, ma si sentono al volante. Il cofano, il coperchio del baule e molti altri particolari della carrozzeria ad esempio sono in carbonio. Tutto il resto della carrozzeria in alluminio. Anche gli occhi vengono coccolati: i sette strati di vernice e un trattamento brevettato di lucidatura della carrozzeria garantiscono la vista degli esteti, impossibile accorgersi di variazioni di colore o intensità cromatica al variare delle superfici.

SCOPERCHIATA Rispetto alla DBS chiusa protagonista di Casino Royale cambia -evidentemente - il taglio del tetto.Con la capote in tela, che da chiusa e in color cuoio regala ancora più fascino, mentre dopo averla scoperchiata si nasconde dietro il tonneau cover. La copertura riveste anche un ruolo muscolare: disegna due gobbe sportive alle spalle dei sedili regalando un'aria compiuta alla modalità da passeggio.

VIVIBILE Prima di approfondire i temi relativi a cavalleria e prestazioni esagerate non rimane che sottolineare la vivibilità delle DBS al capitolo interni. Non si tratta di una limousine, mariesce ad offrire due posti per bambini al posteriore, buoni anche per trasportare piccoli oggetti o la sacca da Tennis, oltre ad un bagagliaio accettabile. Le misure del resto sono importanti: la DBS Volante è lunga 472 centimetri, larga 190 e alta 128. Il passo misura 274 centimetri, mentre il peso alla bilancia segna 1810 kg.

SARTORIALE Il cockpit non cambia rispetto alla DBS con il tetto, rimangono le linee guida essenziali da Gran Turismo, con un ambiente ben definito e fatto di materiali pregiati, poca plastica e tanto carbonio (quello vero non le finte modanature) anche dove non ti aspetteresti. Ad esempio, viene usato pure perle maniglie delle portiere e persino i tappetini sono in apposita fibra leggera, in modo da limare tutti i grammi possibili. Rimane pure l'esclusività dell'Hi-Fi firmato Bang&Olufsen con logiche di funzionamento pensate anche per la guida a cielo aperto. Due casse si alzano nell'abitacolo quando l'interruttore viene posizionato su "on", forse un filo kitch...?

CUORE A V Sotto il lungo cofano anteriore, quasi un omaggio al bolide nel centenario futurista, c'è lo stesso cuore meccanico che ha debuttato nel 2007 con la DBS coupé. Dodici cilindri disposti a V, 510 cavalli erogati a 6500 giri e una coppia massima di 570 Nm di coppia massima raggiunta poco più in basso, a 5750 giri. Madai 1500 giri arriva l'85%. La doppia scelta per il cambio accontenta nostalgici, con il manuale a sei marce, oppure l'automatico ZF con disposizione transaxle "touchtronic", sempre a sei rapporti.

PADDLE E DRIVE L'automatico, trapiantato con gli adattamenti del caso dalla DB9, si accompagna perfettamente ad una Volante che vuole essere estrema nelle prestazioni come nel piacere. Con un tocco sulla posizione D si viaggia senza patemi in modalità completamente automatica, mentre per sgranare le marce non mancano i paddle al volante (in morbida pelle per i polpastrelli ma fatti nello scheletro di magnesio per non pesare sulla bilancia).

MELODIA A proposito di piacere, le prestazioni (velocità massima di 307 chilometri orari e 0-100 in 4,7 secondi) non ammettono discussioni. E le melodie migliori arriveranno non tanto dall'HI-FI, per quanto eccellente, ma dalle speciali valvole bypass allo scarico che rendono la voce del V12 bella rauca e profonda ai bassi e sempre più argentina agli alti. La DBS che diventa Volante non tradisce quindi lo spirito Aston, e regala uno scalino verso l'alto in termini di prestazioni e raffinatezza a chi proprio non si può accontentare della DB9.

ADATTIVA Un continuo inseguimento di diversità nei particolari ed eccellenza tecnologica, nella dotazione di serie come negli optional. Alla prima categoria appartiene l'Adaptive Camping System, ovvero il sistema che fa diventare le sospensioni intelligenti, adattandole continuamente allo stile di guida. Tutto grazie ad una doppia serie di valvole e all'elettronica specifica per la versione scoperta. Sono regolabili in cinque posizioni differenti ed esiste poi anche una modalità "circuito", per i Gentleman Driver, che alla Domenica preferiscono la pista al green.

DIAMANTATA Alla seconda categoria invece appartengono i cerchi. Anche per la DBS Volante si possono ordinare quelli da venti pollici con dieci razze fatti d'alluminio alleggerito, con superficie diamantata e finiture color grafite. Oltre ad assicurare un risparmio sul peso complessivo di 8kg sulle masse non sospese (quindi che si sentono al volante), sono il complemento ideale per i freni in carboceramica. Forniti di serie e che, solo loro, ne fanno guadagnare altri 12 rispetto a dischi tradizionali.

QUESTA O QUELLA? Il prezzo, non ancora annunciato, dovrebbe superare, di almeno una decina di migliaia di euro, quello della Coupé corrispondente. E nel frattempo i fortunati fruitori dell'Haute Couture a motore potranno dibattere su quale sia la scoperta più bella, o se vogliamo giusta, del reame. Aston Martin DBS Volante o Ferrari California, questo è il problema. Sulla carta, ma probabilmente anche su strada, l'unica risposta plausibile ci sembra: "entrambe".

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