Autore:
Paolo Sardi

VITA DA STAR Come tutte le star si è fatta attendere un po'. Dopo essersi fatta ammirare all'inizio dell'anno nel più recente film di 007, Casino Royale, e aver sfilato al concorso di eleganza di Pebble Beach, l'Aston Martin DBS sta finalmente per concedersi dal vivo anche al pubblico europeo. Il debutto nel Vecchio Continente avverrà a settembre sulla passerella del Salone di Francoforte mentre per vederla su strada sarà necessario aspettare ancora un po', fino al primo trimestre del 2008.

PANCIA A TERRA La linea ricalca fedelmente quella dell'esemplare guidato da Daniel Craig nei panni di James Bond. La DBS sviluppa in chiave sportiva le linee della DB9 da cui deriva, traendo ispirazione dalle DBR9 GT1 da competizione, senza per questo perdere classe ed eleganza. Lunga 4.721 mm, larga 1.905 e alta 1.280, la DBS sembra acquattata a terra. Le carreggiate sono allargate e i passaruota si stiracchiano per ospitare cerchi da 20" con gomme anteriori 245/35 e posteriori 295/30.

VOLA SENZA ALI Le appendici aerodinamiche sono a loro volta leggermente più vistose del solito. Il fascione paraurti ha un andamento piuttosto tormentato, con prese d'aria più ampie e numerose per portare una maggior quantità di aria fresca al vano motore. Anche le minigonne sono più pudiche e scendono verso l'asfalto per rendere più efficace il lavoro del diffusore che fa bella mostra sotto la coda. Grazie alla sua capacità di aumentare il carico sul posteriore in velocità, rende inutile il ricorso a uno spoiler che sporcherebbe la tipica pulizia delle linee Aston Martin. Davvero un lavoro di fino, quello fatto dagli ingegneri aerodinamici, visto chela DBS può infrangere il muro dei 300 km/h, per toccare i 302.

A PIENI POLMONI A consentire questa andatura c'è un'evoluzione del V12 6.0 della DB9, rivisto soprattutto nell'alimentazione, con condotti ridisegnati per far respirare meglio i cilindri agli alti regimi. La potenza massima sale a 517 cv a 6.500 giri, con un picco di coppia di 570 Nm a 5.750 giri, scaricata a sulle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a sei marce e un differenziale autobloccante. Simili numeri permettono anche di liquidare la pratica 0-100 in soli 4,3 secondi.

IL CHIP VIGILA Telaio e assetto si annunciano all'altezza di tanta meccanica. La DBS ha una struttura in alluminio, con elementi in magnesio e ampio utilizzo anche di carbonio, specie per la carrozzeria. Ciò assicura un'eccellente rigidità, con un peso ragionevolissimo, pari a 1.695 kg. Le sospensioni sono a ruote indipendenti, con schema a quadrilateri deformabili e ammortizzatori attivi grazie alla tecnologia Adaptive Damping System dotata di cinque programmi di funzionamento selezionabili dal pilota. Anche il controllo elettronico della stabilità ha due funzioni diverse, quella normale e quella Track, pensata apposta per l'impiego in pista. Non meno raffinati sono i freni ventilati di tipo carboceramico, impiegati per la prima volta su un'Aston Martin da strada.

DI TUTTO, DI PIU' Come tradizione della Casa, la tecnologia va a braccetto con la cura artigianale nella realizzazione dell'abitacolo, rigorosamente a due posti. I sedili sono rivestiti in pelle e Alcantara, il pomello del cambio e la pedaliera sono in alluminio, mentre sui pannelli portiera non mancano particolari in carbonio. La dotazione di serie è completissima, cosa che rende ancor più apprezzabile il basso peso dichiarato. Ne fanno parte tra le altre cose i sensori di parcheggio anteriore e posteriori, il navigatore satellitare, i sedili a regolazione elettrica, lo stereo Dolby Pro Logic II, il climatizzatore automatico e pure un ombrello. Come dire che mancano giusto le diavolerie di Mister Q e la pistola d'ordinanza dell'MI6. Quanto al prezzo, resta ancora da definire.


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