Autore:
Paolo Sardi

SOLO PER POCHI Chi, incuriosito dalla piccola foto della maquette qui sopra, avesse saltato a pie' pari il sommario o l'avesse letto frettolosamente, prenda fiato e si metta il cuore in pace: a Gaydon non hanno alcuna intenzione – almeno per ora – di mettersi a produrre una piccola con cui competere nel segmento A. La loro idea è un'altra: confezionare con la Cygnet una specie di tender per i clienti che, acquistata un'altra Aston Martin Doc, non se la sentono di avventurarsi con quest'ultima nella giungla metropolitana.

TENDER Difficile quindi che questo prototipo dia vita a un vero e proprio modello a se stante a listino: con ogni probabilità andrà a costituire più una riga a margine dell'elenco degli optional delle altre macchine. Il tutto secondo il principio tanto caro alla nautica che prevede che lo yacht grande stia alla fonda e che si raggiunga terra con un mezzo un po' agile.

DA DEFINIRE Per questo genere di proposta, all'Aston Martin hanno pensato di rivisitare la più furba ed esclusiva tra le piccole in circolazione, ovvero la iQ, già di suo caratterizzata da un prezzo non proprio popolare. Su questa base in Inghilterra applicheranno una carrozzeria tutta loro, con gli stilemi tipici del marchio, e confezioneranno un abitacolo all'altezza della tradizione del marchio, per far respirare l'aristocratica aria di casa al guidatore.

L'USATO CHE VALE L'acquirente, tra l'altro, potrà ostentare la sua piccola come uno status symbol, anche se viene da chiedersi quanta gente sarà in seguito disposta a comprare una Cygnet usata per far poi credere di avere un'altra Aston in box… C'è quasi da scommettere che alla fine la vettura varrà più di seconda mano che da nuova. Inutile comunque per il momento parlare di costi e allestimenti: tutto si definirà a ridosso del lancio, che non avverrà prima del prossimo anno.


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