Autore:
Gilberto Milano

Prime immagini su una delle novità più attese del prossimo Salone tedesco. La Vectra mette la coda, e lo fa senza cercare trucchi estetici come quello di nasconderla con linee filanti, portelloni inclinati o montanti appena accennati. La coda c’è e si vede, con un montante così massiccio e inusuale che non mancherà di scatenare giudizi contrastanti. Una novità stilistica che più tedesca di così non si può, ma carica di personalità in una linea tutto sommato understatement, come d'uso a Rüsselsheim.

Resta la cintura alta, la fiancata massiccia, ma l’effetto ottico che se ne ricava osservando il gioco di contrasti tra l’inclinazione del vetro di coda e l’andamento quasi orizzontale del tetto, sembra riuscito nel suo intento: quello di mascherare una linea pericolosamente squadrata tipica delle auto da lavoro, trasformandola in qualcosa di elegante e slanciato.

Un contributo viene anche dai gruppi ottici posteriori, che spezzano la parte finale della fiancata in due tronconi separati, alleggerendo sensibilmente anche la linea del portellone. La coda ad andamento verticale, estremamente pratica e funzionale, ha quindi un portellone che svela un bagagliaio di 1.850 litri, che tradotto significa una capacità di carico paragonabile a quella della Omega.

Il segreto è nel passo lungo (2.830 mm), identico a quello di Signum, e dai 4.820 mm di lunghezza, 1.790 mm di larghezza e dei 1.500 mm di altezza. Con in più una serie di soluzioni pratiche come il FlexOrganizer, un’idea molto Germany oriented che permette di sistemare con ordine teutonico i bagagli. Due guide inserite nei pannelli posteriori laterali e un sistema flessibile di reti e di divisori ripiegabili consentono di suddividere il vano di carico in tante sezioni separate.

Alte soluzioni pratiche anche all’interno dell’abitacolo, come il Travel Assistant (a richiesta) visto per la prima volta su Signum, che comprende un sistema a scomparsa che come per magia svela dai sedili posteriori due tavolini ripiegabili, un contenitore termico, un portarifiuti, portabicchieri, due prese di corrente a 12 volt ed uno scomparto per un lettore DVD portatile, nonchè il modulo Twin Audio che permette a chi siede dietro di ascoltare programmi radio o CD diversi da quelli di chi sta davanti. Roba da far invidia a un campeggiatore professionale.

Nel caso dovesse servire, il divanetto posteriore a tre posti è suddiviso in due sezione asimmetriche (60:40) e ha un’apertura che collega l’abitacolo con il bagagliaio. A richiesta, il portellone posteriore è disponibile anche con un telecomando che permette di aprirlo e chiuderlo a distanza. Uno speciale rivestimento protettivo eviterà inoltre di graffiare il paraurti posteriore durante le operazioni di carico/scarico dei bagagli. E visto che la destinazione familiare può portare a esagerare con le gite fuori porta, a richiesta è disponibile anche un gancio di traino ripiegabile. Non si sa mai… E’ sistemato sotto il paraurti posteriore e nascosto alla vista.

Quasi ovvia la presenza di una ricca dotazione di sistemi di sicurezza: oltre all’autotelaio interattivo IDS (Interactive Driving System) con ESPPlus dell’ultima generazione per il controllo della tenuta di strada, il capitolo sicurezza è completato da una solidissima cellula abitativa, airbag frontali e laterali, airbag a tendina anteriori e posteriori e cinture di sicurezza a tre punti su tutti i sedili.

Ci sono inoltre, una pedaliera sganciabile di sicurezza (brevetto Opel), poggiatesta anteriori attivi, due poggiatesta posteriori regolabili in altezza e due attacchi ISOFIX per seggiolini di sicurezza per bambini sui sedili posteriori esterni.

La gamma delle motorizzazioni disponibili comprendono da subito quattro motori a benzina e tre turbodiesel, tra cui i tre nuovissimi propulsori in alluminio già proposti sulla Signum: il 2.200 benzina da 155 CV (114 kW), il 2.000 turbo benzina da 175 CV (129 kW) ed il 3.000-V6 turbodiesel CDTI common rail da 177 CV (130 kW). Al vertice della gamma c’è il 3.200-V6 ECOTEC da 211 CV (155 kW).