Autore:
Silvio jr. Suppa

Nella pletora di vetture urbane e suburbane che inondano il Giappone si aggiunge una nuova Subaru, già vista come concept car al Salone di Tokyo e oggi ufficialmente destinata alla produzione. Dimensioni a parte, la nuova citycar nipponica si distingue per il frontale, che fa subito pensare allo styling più recente delle Pleiadi, quello introdotto da tale Zapatinas, fino a un anno fa designer con residenza a Torino e posizione di prestigio al Centro Stile Fiat (leggi responsabile).

Forse non tutti i subaristi ne saranno molto convinti, ma almeno l’effetto minicar-nipponica è scongiurato. E lo è anche dietro la mascherina: niente tricilindrici ansimanti, ma quattro bei cilindri che respirano benissimo grazie alla fasatura Active Valve Control System. Peccato che non sia dato di sapere quanti sono i centimetri cubi. Ma la trasmissione a sette marce fa ben sperare… Sono noti invece i consumi, naturalmente da record: 24 chilometri con un litro di benzina, accompagnati da un livello di emissioni inquinanti anch'esso ai vertici della categoria.

Compatta, ma con quattro porte più portellone e quattro posti, la R2 sarà venduta solo in Giappone per ora, con una scelta di 11 colori differenti per la carrozzeria e due soluzioni per gli interni: classici o sportivi. Questi ultimi sono semplici ma non spartani come ci si aspetterebbe su questo genere di vetture, per di più giapponesi, con la consolle centrale sporgente e rialzata (tipo monovolume) su cui poggia il cambio, a leva corta e a portata di mano.

Sulla scelta del nome, molto stringato, la Casa ha intrapreso la strada della semplicità e della facilità nel ricordarlo. Oltre che rendere omaggio a una omonima Subaru del passato la R-2 del 1969.


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