Autore:
Paolo Sardi

DI NOME E DI FATTO Ormai per la Smart quello di affibbiare ai suoi modelli un nome che ne indichi la destinazione d’impiego sembra essere diventato un gioco. Tutto ha preso il via con la nascita del progetto "forfour", ovvero "per quattro", la compatta cinque porte che a primavera arriverà sulle nostre strade e che, miracoli del marketing, è riuscita a fare parlare di sé più per la sua assoluta normalità che per altro. MEGLIO SPECIFICARE Una pensata, quella del nome, piaciuta talmente tanto ai vertici della Casa da convincerli a ribattezzare nelle scorse settimane "fortwo", e cioè "per due", la madre di tutte le Smart, la city-coupé. Certo viene da riflettere sulla considerazione che in Smart possano avere dei loro clienti, che senza quella precisazione a qualcuno sarebbe mai venuto in mente di utilizzare come scuolabus ciò che è poco più di un grosso casco con le ruote, ma tant’è…

ARRAMPICATRICE

La notizia del giorno è ora l’ufficializzazione del lancio nel 2006 della "formore" ("per più"). Letta così la cosa suona sin troppo ermetica e forse sarebbe meglio tradurre più liberamente con "per qualcosa in più". Al di là dei cavilli linguistici, invece, la denominazione è comunque carica di significati.

INTEGRALE

Dietro l’appellativo "formore" vi è infatti un ambizioso progetto tecnico e commerciale: questa sarà la prima Smart a trazione integrale e il suo lancio segnerà anche l’ingresso del marchio sul mercato americano. Agli States sarà infatti destinata la metà dei 60.000 esemplari della "formore" che usciranno ogni anno dallo stabilimento brasiliano di Juiz de Fora.

BICOLORE

Una SUV, dunque, ma nel senso di Smart Utility Vehicle, tengono a precisare con una punta di sfacciataggine dal quartier generale della Casa. Una vettura cioè che non si limiterà a seguire il fortunato filone delle off-road tuttofare ma che interpreterà questo ruolo mantenendo forte l’identità di famiglia. Assolutamente data per scontata la tipica colorazione a due gusti, la carrozzeria richiamerà per molti versi quella della "forfour".

GEMME

Un motivo di continuità sarà rappresentato dalla forma dei gruppi ottici. Quelli anteriori saranno infatti costituiti da due coppie di proiettori, uno grande e uno piccolo, ospitati in un muso piuttosto spiovente, mentre al posteriore è quasi certo che venga ripresa la soluzione delle tre gemme separate. In stile Fiat Brava, tanto per intenderci.

PIÙ GRANDE

A rendere impossibile la confusione tra le due vetture saranno invece la presenza sulla "formore" di una terza vetrata posteriore e, soprattutto, dimensioni sensibilmente maggiori rispetto ai 375 cm della "forfour". Per questa nuova Smart si può ipotizzare infatti una lunghezza ben superiore ai 4 metri, mentre sul fronte meccanico è assai probabile che si assista a una donazione di organi (motori e trasmissioni) da parte della Mercedes.

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