Autore:
Andrea Sperelli

E’ proprio lei, la super Porsche. Quella che ha destato clamore e malumori (dalle parti di Maranello) quando tre anni fa, in veste di prototipo, ha fatto la sua prima apparizione a Parigi sotto i riflettori del Mondial de l’Automobile rubando letteralmente la scena alla Ferrari Barchetta (erano una di fronte all’altra, ma tutti gli occhi erano per la Carrera GT).

Da lì a oggi, questo bolide di strada ne ha già fatta, e pure tanta. E da "show car" si è trasformata in realtà pura. Mantenendo, peraltro, tutto quanto aveva promesso.

La linea affusolata, che ricorda le Porsche da gara dei vecchi tempi, è rimasta pressoché immutata rispetto al prototipo. Lo stesso vale per i fianchi bassi e per la coda muscolosa, che ospita un "cuore" quasi da Formula Uno, montato a sbalzo: ovvero, un V10 di 5,5 litri per 612 CV e 590 Nm di coppia.

Quanto basta per far sì che la Carrera GT raggiunga i 200 km/h partendo da ferma in 9,9 secondi (i cento li tocca in appena 4 secondi, meno del tempo utile per leggere quanto scritto in questa parentesi…). La velocità massima dichiarata è di 330 km/h (come la Lamborghini Murciélago, meno della Ferrari Enzo: le due rivali nel mirino).

Tutto questo ben di Dio è trasmesso alle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a 6 marce, sviluppato "ad hoc" per il nuovo bolide di Zuffenhausen con il preciso scopo di contenere al massimo i pesi. Con una sexy silhouette lunga 4,61 metri, larga 1,92 e alta 1,16 metri da terra, la Carrera GT fa segnare sulla bilancia un peso forma di 1.380 kg.

Il merito è del largo impiego di materiali ultraleggeri: soprattutto alluminio e fibra di carbonio, oltre al magnesio per le ruote, con pneumatici 265/35 ZR 19" davanti e 335/30 ZR 20 al retrotreno.

A proposito, i freni, manco a dirlo, sono uno dei punti di forza di questa super berlinetta: grazie al sistema "Porsche Ceramic Composit Brake", già adottato dalla GT2, assicurano efficienza e decelerazioni da auto da corsa.

L’ultimo fiocco rosa del marchio tedesco, contrariamente a quanto si pensasse in principio, ha anche un tetto a copertura dell’abitacolo, che è riservato a una sola coppia ed è rivestito in pelle. Questo è costituito da due "conchiglie" di alluminio (del peso di 2,4 kg ciascuna) che una volta smontate possono essere riposte nel vano bagagli anteriore.

In Italia ne arriveranno trenta esemplari, già tutti assegnati a un manipolo di appassionati che per averla hanno staccato un assegno di 500 mila euro, iva esclusa. Il primo dei 1.000 esemplari (ma le richieste erano superiori alle 2500 unità) sarà consegnato al suo proprietario entro fine anno.

Quanto alle prestazioni, oltre ai numeri scritti qualche riga sopra, va ricordato che Walter Rohrl, campione di rally del passato e storico collaudatore della Casa tedesca, ha pubblicamente dichiarato che è stata la prima Porsche ad averlo impressionato!

Chi ha orecchi per intendere…


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