Autore:
Gilberto Milano

Una all’anno, come una magica medicina. E’ la cura Montezemolo riservata alla Ferrari tranquilla, quella delle auto stradali, da guidare con la patente B. Un modello nuovo ogni 12 mesi per scacciare la crisi e tenere alto l'orgoglio delle rosse anche sulle strade di tutti i giorni.

Nel 2003, in verità, la proposta di Maranello è stata un po’ opaca, una versione stradale della Modena Challenge passata quasi inosservata. Serviva una bella scossa, qualcosa di forte, un evento che facesse parlare il mondo, come le gaffe del nostro Presidente del Consiglio. Eccola allora la novità: una nuova versione della quattro posti di famiglia, la 456, ridisegnata da Pininfarina, già autore della versione attuale, ormai su strada da ben undici anni e con un solo leggero lifting all’attivo (nel 1998). Un miracolo di longevità.

Siamo ancora alla fase dei bozzetti - disegni ufficiali comunque – che si tradurranno in lamiera in gennaio, quando la nuova 456 sarà esposta al Salone di Detroit 2004. Tutto qui quello che è dato sapere, nessuna news sui motori, sulle dimensioni, sull’allestimento, sulla meccanica.

Se, tuttavia, dall’idea si passerà ai fatti, come da bozzetto e da intenzioni, ci sarà da stupirsi quasi come con la Enzo. Le linee non sono altrettanto estreme, vista anche la connotazione "da famiglia" della 456, ma decisamente inconsuete, con forti richiami rétro e con la totale assenza di linee rette. A cominciare dal cofano anteriore puntuto, che si abbassa verso la calandra fin sotto l’asse superiore delle ruote, con il risultato di avere due copriruota molto alti e spigolosi, con i fari integrati a seguirne l’andamento curvilineo. Un'idea che Pininfarina aveva già proposto in marzo con il suo prototipo Enjoy esposto al Salone di Ginevra.

Osservandola di tre quarti si nota meglio come lo spigolo dei copriruota sia parte di una linea ininterrotta che avvolge quasi per intero la nuova 456, definendo la linea di cintura e la forma della parte anteriore per disperdersi poi nella coda.

Vista lateralmente si apprezza la linea aerodinamica e proporzionata dei vari volumi, che dal frontale disegna l’andamento del tetto e si integra nella coda con un accenno di spoiler sul portellone del bagagliaio. Ma ciò che più caratterizza la fiancata è senza dubbio l’ampia zona scolpita che dal paraurti anteriore termina all’interno della portiera. Un motivo che richiama alla mente le Corvette Anni 50, e che contrasta con la bombatura dei passaruota posteriori.

L’assenza di montanti e i cerchi di foggia aggressiva aumentano la cattiveria della linea. Non ci sono particolari della coda, e non si capisce dai bozzetti se i fari posteriori sono i soliti occhi tondi o due nuove luci ad andamento verticale. La bombatura della coda vista dall’alto lascia però intuire che lo spazio per i bagagli sia adatto al numero di passeggeri.

Grandi novità anche nell’abitacolo, con quatto comodi posti, ben separati tra loro, quelli anteriori di foggia sportiva, avvolgenti e con conchiglia di sostegno sullo schienale. Anche qui dominano le linee curve, sia sulla plancia, che nella foggia dei sedili e delle portiere.


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