Autore:
Ronny Mengo

La faccia – scopriamo l’acqua calda – è quella della cinque porte, con la sua brava calandra di casa a cinque punte, i gruppi ottici sfuggenti, il parabrezza molto inclinato, insomma un feeling quasi sportivo per essere una paciosa macchina da famiglie.

La vista laterale si alleggerisce con l’aggiunta della coda: saranno le barre sul tetto, sarà l’alettoncino che spunta dalla sommità del lunotto, sarà il terzo cristallo dal taglio dinamico. Armoniosa, questa station, pure compatta.

 

Sono tre i propulsori incaricati di portarla a spasso: il turbodiesel Mazda Responsive Common-Rail di 2000 cc di cilindrata, da 121 o 136 cavalli di potenza (Euro III) e il quattro cilindri 2.0 litri a benzina da 141 cv. Più avanti arriverà una versione cattiva: la Sport, equipaggiata con un 2300 cc, la trazione integrale permanente e la trasmissione automatica "Activematic".

 

L’abitacolo non darà problemi di spazio ai cinque a bordo, mentre i 505 litri di volume di carico del bagagliaio, in configurazione standard, non costringono a uno stivaggio delle valigie in stile tetris. C’è poi il sistema "Karakuri" della fila posteriore, che con una semplice manovra trasforma i sedili in un piano di appoggio supplementare.

Il tutto condito con un animo sportiveggiante: il baricentro basso, lo sterzo diretto, il potente impianto frenante e le sospensioni specifiche, garantiscono – garantiranno, si sostiene in Casa – un’agilità insolita per il segmento di appartenenza.


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