Autore:
Silvio jr. Suppa

IT’S TRUE Non ha bisogno di presentazioni. Mustang: nome topico dell’America a quattro ruote. Quando ce l’avevano fatta vedere lo scorso anno, sempre dalla passerella del Cobo Center, quasi non ci credevamo: le linee, l’aggressività, i cavalli sembravano più da concept che da coupé destinata alle highway della Florida. Soprattutto dopo le ultime involuzioni Ford. Ma adesso la nuova Mustang arriva davvero.

GENUINA Rispetto al prototipo la versione definitiva è cambiata pochissimo. Sul montante posteriore si è aperto un finestrino, il cofano è liscio senza prese d’aria, modificati leggermente anche indicatori di direzione e bocca sul paraurti anteriore. Ma lo styling rimane lo stesso, da genuine american car con i tratti sportivi delle “muscle” anni Sessanta.

GUSTO DA SQUALO In coda i gruppi ottici sono divisi in tre listelli, un marchio di fabbrica per la Mustang come il tetto bianco per la Mini. Il padiglione scende come ti aspetteresti, il cofano motore non delude per lunghezza. Mentre sulle fiancate non manca la depressione a C. Ma è soprattutto il frontale, con calandra trapezoidale e profilo sporgente in avanti, “da squalo” nelle parole della Casa, a colpire per mix di cattiveria e gusto Sixties.

TRIP Il trip nostalgico continua all’interno, con volante a tre razze e centro nero copiato dal modello 1967, alluminio retrò e pack per annegare i passeggeri in americanissimi rivestimenti rossi. Ma non è stata dimenticata la cura qualitativa che latitava sulle serie precedenti e oggi è di rigore: fra le novità, la strumentazione illuminabile su oltre 125 colorazioni.

TRADIZIONI Anche meccanicamente la Mustang è molto classica, tanto da rischiare di deludere i più tecnologici. Motore V8 con una mandria di cavalli, cambio Tremec a cinque marce, retrotreno a ponte rigido: ricetta tradizionale come un dolce della nonna, spirito che più star-and-stripes non si può. È questo il bello della Fordina. A differenza di alcune sportive europee, lei non è edulcorata per niente.

PANHARD I progettisti hanno cercato un comportamento stradale da sportiva come si aspettano gli appassionati, con sospensioni anteriori MacPherson e posteriori a barra Panhard. Niente a che vedere con la raffinatezza di quadrilateri e multilink, ma la semplicità è il segreto delle muscle-car.

GT Piatto forte i motori, 4.6 V8 per la GT e 4.0 V6 per le versioni soft. Il V-eight ha perso ben cento cavalli rispetto al prototipo dello scorso anno, ma con i suoi 300 horsepower è propulsore più potente montato su una Mustang di serie. Interamente in alluminio, tre valvole per cilindro, fasatura variabile e condotti di aspirazione con controllo attivo del carico: fra i pistoni le chicche tecnologiche non mancano.

PURISMO USA Il quattromila rimpiazza, finalmente, il vecchio 3.8 aste e bilancieri: 202 CV, architettura più moderna con V di 60° e collettore di aspirazione in materiale plastico, ma ogni testata ha un solo asse a camme. Entrambi i propulsori sono accoppiati a un cambio manuale cinque marce, come optional è disponibile l’automatico con lo stesso numero di rapporti. Niente accenni però all’uso sequenziale: purismo assoluto.

SAFETY Dove la tecnologia si fa sentire è nella sicurezza. I dischi freni aumentano del 15% all’anteriore e del 12% dietro, con nuovo ABS e traction control disinseribile. Poi c’è il Personal Safety System, dispositivo che unisce agli airbag doppio stadio – capaci di gonfiarsi a seconda dell’entità dell’impatto – il sensore di peso per rilevare l’assenza di occupanti sul sedile passeggero, o la presenza di bambini.

WAITING FOR Tutto ciò è destinato ad essere presto su strada. Quando in Europa? Negli States si parla di model year 2005. E se la voglia di Mustang è già forte, i prezzi USA la fanno impennare. L’entry level tuttavia non costerà più di 20.000 dollari. Sempre meno di una Smart Roadster/Coupé...


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