Autore:
Silvio jr. Suppa

CONTRATTI A vederla per la prima volta si rimane perplessi, come di fronte a qualcosa che non ci si aspettava. Quella fiancata bombata ma sportiva, con i parafanghi che sembrano i muscoli contratti di un gattone, non impedisce di fare il paragone con la PT: i rigonfiamenti sono gli stessi, cambia il padiglione molto più filante. E l’impressione è di aggressività ma anche di morbidezza.

PREPARATA

Una coupé come solo gli americani potevano disegnarla; non a caso la GT Cruiser è nata Oltreoceano. Presentata per ora come prototipo a un salone di preparatori ufficiali, però col benestare di mamma Chrysler che potrebbe prendere in considerazione l’idea di produrla. I tecnici sono partiti dalla scocca di una Convertible – arriverà negli States i primi del 2004 – e hanno applicato il cappello di lamiera, un hard-top integrato nella struttura.

BUTTER

Il risultato è una due porte performante e burrosa nello stesso tempo, forse incapace di convincere tutti. Specie per la coda, un po’ tozza e piatta: ma la colpa è anche del coperchio bagagliaio che sembra ritagliato dalla multispazio e incollato lì, sotto lo spoiler. Scelta non proprio felice, la sensazione è di salutare il dinamismo col fazzoletto, però l’accesso al vano di carico è molto pratico. Sarebbe meglio se si decidesse di increspare un po’ l’acciaio…

BUM!

Dentro, lo stile è genuine American: accostamenti tono su tono – e sono toni acuti – ed eccessi come i diciotto altoparlanti dell’impianto audio da 900 watt. Mentre si ascolta musica a palla si può fare manovra con un visore per la retromarcia, incorporato nello specchietto interno. Così anche se non senti il bum te ne accorgi lo stesso. I posti sono 2+2, perché in quattro sulle sportive vere non ci si va mai.

GIUNONICA

Con una linea più giunonica di una ristoratrice bolognese anche la sostanza non è da meno. Alla GT Cruiser Coupé ha lavorato un team di tuning denominato SkunkWerks, e formato in parte da ingegneri impiegati per la stessa Chrysler alla divisione Performance Vehicle Operations (PVO). L’assetto è stato ribassato con apposito kit, poi arricchito da quattro perle misura 235/35 R 19. I freni sono irrobustiti con pinze a due pistoncini e, immancabile, adesso c’è il doppio terminale di scarico.

SALIVAZIONE

. Pezzo forte il motore: 2.4 turbocompresso da 235 CV, mica tarallucci. E se qualcuno aveva da ridire sulle forme forse comincerà a emozionarsi di più. Anche perché prima o poi un tale reggimento di cavalleria potrebbe fare capolino sulla PT Cruiser italiana. Che, come è noto, parte da millesei.