Autore:
Luca Pezzoni

ALFA DIVERSA La 8C: un'Alfa fuori dagli schemi e molto diversa dal resto della gamma. Non solo per il prezzo, si parla di 190.000 euro, rispetto alla più costosa delle auto col Biscione. Diversa anche nella genesi: cuore e telaio si contaminano con Tridente e Cavallino e nella scheda tecnica non manca la tanto desiderata trazione posteriore e lo schema transaxle per cambio e sospensioni. E poi una linea che trova il punto d'incontro tra passato e futuro, tra leggerezza della guida a cielo aperto e memoria storica, con lo scudetto anteriore e i doppi occhi tondi posteriori. Tanta semplicità (non ci sono orpelli) ma anche tanti muscoli.

ANTENATA Un'auto manifesto che serve a farne desiderare il possesso a pochi trendsetter, e a far sognare il resto del popolo Alfa, che leggerà trasfigurato nella 8C Spider qualche riflesso della propria auto. Ma anche un omaggio per nostalgici, che penseranno alle glorie di un tempo e alle vere supercar, le stesse che rivaleggiavano con le Ferrari e che hanno fatto la storia delle gare a motore. Proprio come la 8C, prodotta tra la fine degli Anni Trenta e l'inizio degli Anni Quaranta. Vinse quattro Mille Miglia e si ricorda come una delle auto più veloci prima del secondo conflitto mondiale. Un'auto che presenta numerosi punti in comune con la nipotina, dal numero dei cilindri, otto, allo schema transaxle. Come la tiratura limitata: all'epoca solo 43 esemplari.

ICONA A MOTORE Le icone servono a questo, e tutti i costruttori - se davvero vogliono essere premium - non possono fare a meno di giocare al rialzo con sogni travestiti da auto. La stessa Audi R8 ha poco in comune con la gamma da grandi numeri. Uscendo dal simbolismo rimangono le certezze: dopo la 8C competizione del 2007 arriva l'annunciatissima versione con tetto tagliato. Una delle star del prossimo salone di Ginevra. Si concede in anteprima con scheda tecnica completa. Anche in questo caso la passerella sarà per gli occhi di tutti, ma solo 500 fortunati potranno mettersela in garage.

BASE CONSOCIUTA Punto di partenza è la 8C Competizione in versione chiusa. Come naturale, la Spider ne riprende in gran parte le linee guida stilistiche e dimensionali. Tutte le forme curvilinee sembrano nascere o trovare sfogo nelle quattro ruotone, accompagnate dai cerchi a 5 fori tagliati. E creano un coefficiente di deportanza negativo per aumentare la stabilità, nel rispetto della forma piegata alla funzionalità. A decorare il frontale ci sono i gruppi ottici incorporati nei parafanghi gibbuti, mentre ai lati si pavoneggiano puntuti i due baffi che circondano la reinterpretazione dello scudettino triangolare.

BIANCO E NERO E proprio la tinta candida esalta i rapporti tra superfici piene e vuote. Tra bianco e nero. Tra la semplicità delle linee e lo sbucare di alcuni vezzi, come la presa d'aria triangolare subito dopo il parafango, anche questa memoria storica della 8C antebellica, e i fendinebbia anteriori, che sembrano sospesi. O ancora i due fanalini posteriori tondi e a led, apparentemente tradizionali, quasi scontati, ma che proprio per la semplicità delle linee riescono a guadagnare il centro della scena. Qualche elemento stilistico - per stessa ammissione della casa - lo ritroveremo anche nelle prossime novità della gamma.

NUOVE PROPORZIONI Nessuno stravolgimento e nessuno sforzo particolare. Se la 8C piaceva prima continuerà a piacere, o viceversa. Il lavoro di taglio non ha traumatizzato l'equilibrio, anzi, la versione scoperta sembra acquisire ulteriore personalità. Complici i fianchi posteriori rialzati che diventano ancora più evidenti per la mancanza di tetto e montante posteriore. Anche le proporzioni, seppure immutate, sembrano diverse. Del resto alcuni dettagli come gli specchi e la cornice del parabrezza verniciati in nero sono funzionali a creare un effetto finale che rende la Spider ancora più bassa e rastremata. La capote sceglie, senza indugiare su metalli robotizzati, la tela multistrato per rispettare leggerezza e tradizione.

PELLE ITALIANA Dall'esterno all'interno si notano corrispondenze di tono racing ed esotico. Si intravedono da fuori i due gusci dei sedili, sotto sono in carbonio fuori in pelle Frau a ricordare il buon gusto e l'arte del saper fare tricolori, che definiscono la spider come una due posti secchi votata al piacere. I quattro scarichi posteriori che sbucano (sembrerebbe in misura maggiore) dritti e cromati dal fondo del paraurti posteriore ci ricordano che la 8C non è solo un esercizio stilistico. Ma una vera auto sportiva con un cuore meccanico nato vicino a Maranello. Chi ha avuto modo di provare la coupé non ha mancato di sottolinearne il comportamento stradale, assimilabile a quello di celebrate supercar e per certi versi - agilità e genuinità - ancora superiore.

TRANS Del resto come potrebbe essere altrimenti? La base telaistica rimane di origine Maserati ma il taglio a passo e peso hanno dato una personalità propria alla 8C Competizione. La Spider non potrà che confermare la tendenza. Stesso discorso per la cavalleria. Il propulsore rimane il medesimo 8 cilindri da 4.691 centimetri cubi, con 450 cavalli a 7700 giri e una coppia di 480 Nm a 4750 giri. Il cambio a sei marce semi-automatico e la trazione posteriore definiscono gli elementi base della guida sportiva. Mentre lo schema transaxle, con cambio e differenziale al treno posteriore, regala una distribuzione dei pesi e dei carichi in accelerazione ottimale.

CARBONIO BENEFICO Il quadro dinamico trova ulteriori conferme raffinate nelle sospensioni in alluminio a triangoli alti, nel compatto telaio in acciaio e nella carrozzeria di carbonio, nei cerchi da 20 pollici con pneumatici extralarge (245/35 davanti 285/35 dietro) e nei freni carboceramici Brembo. Che non garantiscono solo mordente ma anche - grazie al minor peso - una riduzione delle masse sospese. Nel caso i cinquecento fortunati desiderassero salvacondotti elettronici non manca il sistema di stabilità VDC, tarato per assicurare il massimo del gusto e il minimo dell'invadenza. Tecnologia, esotismo e memoria storica del passato.

OTTIMISMO Per fare il salto in alto la 8C ha chiesto qualche aiutino alle cugine di Modena. Frullando il tutto in una reinterpretazione originale della Istant Classic all'italiana. Qualcuno potrebbe obiettare che così stando le cose ci sia poco di Alfa Romeo. Discorso ozioso e discutibile: intanto si tratta di una proposta costruita attorno ad un concept univoco e le contaminazioni fanno parte del mondo automotive moderno. Poi mancava da tempo un'Alfa "manifesto" e la 8C, ora in versione "aperta", rappresenta una continuativa dichiarazione di ottimismo sul futuro. E allargando l'orizzonte, i sogni a motore fanno comodo a tutti: finché le auto sono in grado di entusiasmare ci sarà sempre qualcuno disposto a comprarle.

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