Autore:
Luca Pezzoni

CONTROPIEDE Basta con le Case automobilistiche troppo attaccate a schemi conosciuti, o con addetti ai lavori che non riescono a vedere altro che le solite auto, al massimo ibride o a idrogeno. Ecco un'azione in contropiede. Viene dalla Svizzera ed è frutto di un approccio a mente libera,senza clienti acquisiti da conservare. Si chiama Acabion GTBO. Una proposta, magari stramba, su cui riflettere.

FUTURO (IN)CERTO Forse esagerano un po' i consulenti della Mikova System, che considerano la GTBO come la risposta al futuro della mobilità. Ma riesce difficile negare che su alcuni punti molti automobilisti, vessati da auto con masse a vuoto da ricorso urgente dal dietologo e troppi spazi inutilizzati, potrebbero concordare.

PRIMO, SECONDO E TERZO La Acabion trova la sua ragione di esistere nell'unione di tre punti cardinali. Primo: la riduzione drastica del peso complessivo assicura un risparmio energetico del 25%. Secondo: se il veicolo ha forme aerodinamiche spinte all'estremo, tipo un delfino ma noi preferiamo vederci un missile, si risparmia un altro 35% di dispendio energetico per muoversi. Terzo: le auto di oggi sono spesso sovradimensionate e viaggiano quasi sempre vuote, meglio farne una cucita addosso all'inquilino. Si risparmia un altro 35%.

LESA MAESTÀ Con una turbina e senza lesinare in cavalli, aerodinamica e materiali leggeri avremo una supercar/moto/missile quasi oltraggiosa. Da far impallidire una Bugatti Veyron in accelerazione e un Apecar diesel quanto a consumi. Poi, non manca l'attenzione al tema del momento:un piccolo ibrido con motore elettrico da 2KW che arriva a dare manforte, per fare retromarcia e muoversi in città e a velocità ridotta. Con inquinamento ridottissimo in rapporto alle prestazioni - sempre - e ad emissioni zero in circostanze cittadine.

NUMERI DA CIRCO I numeri promessi - ancora da confermare nella realtà e da testare su strada nel complesso - dicono che la velocità massima autolimitata a 450 km/h potrebbe arrivare a 600 e soprattutto si raggiungerebbe in solo 25 secondi. Il consumo di benzina (inutile andare a gasolio) sarebbe attorno ai 40 km/l viaggiando sui 100 orari, e ancora superiore ai 10 km al litro a trecento! Tanto per gradire. Un sogno reso possibile anche da un rapporto peso potenza dal libellula: 550 cavalli per 350 kg.

SOFISTICAZIONI Non che manchino le sofisticazioni. Il propulsore turbo a benzina da 1,3 litri che esiste anche in versione "700 cavalli" non sembra essere stato trovato proprio per strada. Anzi, ad essere un po' ficcanasi si scopre che parte della meccanica deriva dalla Suzuki Hayabusa, che già di suo é un missile a due ruote. Ovviamente con le modifiche del caso; un bel tesoretto da cui partire. Telaio e gusci aerodinamici sono in carbonio e a nido d'ape.

STILE LIBERO Nei piani della casa la GTBO verrebbe cucita addosso ai clienti esattamente come un vestito. Stile libero. Unico punto fermo la meccanica, con la sofisticazione maggiore nell'approccio progettuale e nelle ruote. Ce ne sono quattro ma spaiate due a due. Le due "centrali", con quella posteriore che sembra da dragster,aiutate dalle altre due rotelle laterali che la tengono in equilibrio da fermo e se si va piano.

TAGLIA E PARTICOLARI E poi le misure che possono variare ma devono fare riferimento ai 4,5 metri di lunghezza, uno di larghezza e 1,2 d'altezza. Altrimenti tutti i punti cardinali vanno a pallino. Interessante evoluzione la possibilità di avere ruote e "rotelle" maggiorate con caratteristiche e battistrada votati all'offroad.

STRADE DIGITALI Altrettanto visionaria invece la dotazione informatica della GTBO. Dotata di PC allo stato dell'arte che governa i sistemi di bordo ma anche - in futuro - collegata in rete e via Internet a un sistema di guida e trasporto telematico. Che secondo la visione Acabion consentirà di scegliere se guidare o essere trasportaticomodamente a destinazione, magari leggendo il giornale, su apposite autostrade dedicate. Bello, ma per adesso ci sembra un traguardo lontano.

GIOCATTOLO Auto, missile, moto, aereo? Vedremo per omologazione e patente cosa si deciderà. Come per i prezzi, che al momento sono da nababbi ma vengono promessi al tempo della produzione in serie attorno ai 60.000 euro. Rimane il dubbio che la Acabion sia solo un gioco, un sogno di mezza estate o un colpo di caldo. Non riusciamo proprio a immaginare la casalinga di Voghera che raggiunge il supermercato o la figlia all'aeroporto ripiena di bagagli con un siluro su ruote. Tantomeno fidandosi del computer di bordo che la trasporta a 300 all'ora seguendo quella della vicina.

CUM GRANO SALIS Però i punti cardinali come riduzione delle superfici frontali, downsizing e auto su misura del cliente, così come gli sviluppi della meccatronica, sono argomenti seri e di estrema attualità. Affrontati, magari in modo meno estremo, anche da stilisti comeGiugiaro con la Vadho e Case automobilistiche (Golf twinturbo...) tradizionali. O da alcune factory che costruiscono sogni e vestiti d'acciaio esclusivi su basi "sicure" (Fisker Tramonto). Come sarà l'auto del futuro?


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