Autore:
Paolo Sardi

IN PRIMA PERSONA I libri di storia parlano chiaro: nella sua storia l'Abarth ha ottenuto la bellezza di 133 record. Tra questi ce ne sono due che hanno un posto davvero speciale nel cuore degli appassionati dello Scorpione. Mi riferisco a quelli fatti registrare nell'accelerazione sul quarto di miglio e sui 500 metri all'Autodromo di Monza nell'ottobre del 1965 dalla 1000 Monoposto record nella Classe G. L'impresa merita è nella leggenda per un motivo semplicissimo: al volante in quella occasione c'era Carlo Abarth in persona, che non esitò a mettersi a dieta e a perdere ben 30 kg per rientrare nell'abitacolo, dopo non aver trovato un pilota di suo gradimento.

SEGNI PARTICOLARI A Torino vogliono celebrare il 50° anniversario di quel duplice primato con una versione speciale, l'Abarth 695 biposto record svelata al Salone di Francoforte. Tirata (toh, che coincidenza...) in 133 esemplari, la 695 biposto record sfoggia una livrea Giallo Modena movimentata da dettagli in grigio titanio, quali baffo anteriore, maniglie porrta e maniglione posteriori, oltre che dal logo smaltato 695 record. Tra gli altri segni particolari vanno segnalati il cofano in alluminio e, all'interno, i sedili a guscio in carbonio, la strumentazione con grafica dedicata e la targhetta identificativa.

DEGNA EREDE Da un punto di vista meccanico, l'Abarth 695 biposto record ricalca lo schema vincente della 695 biposto vulgaris. Gli highlight della sceda tecnica sono dunque il peso di soli 997 kg e la potenza di 190 cv erogati dal motore 1.4 turbo T-Jet per un rapporto peso/potenza di 5,2 kg/cv e una potenza specifica di 139 cv/litro. Sul fronte trasmissione spicca il differenziale autobloccante meccanico abbinato stavolta a un cambio manuale tradizionale (e non a uno a innesti frontali come di norma). 


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