Autore:
Luca Pezzoni

REPLICA ORIGINALE Altro che scuse. Normative sulle emissioni, benzine con piombo che non si trovano, Registri storici per controllarne l'autenticità. Ritorna un pezzo di mito delle corse e ritorna sotto mentite spoglie. Tutto uguale, tutto perfetto. Per di più, progettata da ingegneri teutonici con i 4 anelli ricamati sulla camicia, mica banalmente su licenza. Si proprio quelli dell'Audi, che hanno guardato al passato, per un attimo, ricordando il tempo in cui i bolidi con gli anelli si chiamavano Auto Union.

E ADESSO PEDALA Hanno preso la Type C, trionfatrice in ben 10 Gran Premi nell'anno di grazia 1936, e l'hanno ricostruita identica. Da vedere. Poi i tempi sono cambiati, e allora indecisi tra l'FSI, il TDI o il prossimo ibrido che verrà della Q7 hanno deciso di onorare fino in fondo lo spirito, semplice, dell'epoca. Hanno scelto i pedali. Niente climatizzatore: aggiunge peso.

COLPI DI SOLE? La domanda sorge, come direbbe qualcuno, spontanea. No, non sono impazziti, tutt'altro. L'operazione si inquadra perfettamente nel mondo automotive moderno, fatto di produzione, tecnologia, gamme che si allargano e tanta, troppa a volte, immagine. Dietro l'auto a pedali c'é un impegno preciso e un unico obiettivo: dare lustro ai 4 anelli. Ricordando a tutti, fan e clienti specialmente, quanta storia e quanti successi si nascondono dietro berline come l'A4 o supercar come la R8, che si trovano dal concessionario. Immaginate che figurone vedere una Type C pedal car splendere in vetrina a fianco della vostra prossima auto. Quella vera.

LINEA GIOCATTOLO In questo bizzarro gioco di rimandi, citazioni e commistioni tra gioco, storia, realtà e obiettivi di mercato, in Casa Audi sono partiti da una certezza. I dati di vendita. Ma non quelli certificati dall'UNRAE. A dettare la linea sono stati i negozi di... giocattoli. Il modellino storico più venduto della Casa è proprio la Type C. Roba da appassionati certo, difficile trovarlo all'autogrill. Ma pare che collezionisti e appassionati facciano la fila per averlo. E allora l'operazione inizia a posare su basi solide.

SCALA 1:2 Anche il dimensionamento sembra profilato nel modo giusto. Replica in scala 1:2 le dimensioni originali. Quanto bastaper accogliere comodamente bambini viziati alti fino a 1,35 cm ma anche, magari, i loro genitori rattrappiti o ricorrendo a qualche modifica al seggiolino, proprio come sulle moderne F1. Anche solo per fare una foto. O per dimenticare subito dopo aver firmato il contratto, che per i cerchi da 18" della nuova berlina hanno speso uno sproposito.

IN PELLE E RAFFINATA E che non si tratti solo di un gioco lo confermano gli interni. Con sedili e volante - rimovibile - in pelle, lavorati a mano. Telaio space frame in alluminio, non stiamo scherzando, epannelli della carrozzeria sempre in materiale nobile. Anche se poi ripararlo in caso di botte costerà di più. Spiegatelo ai bimbi. Pure il "propulsore" a pedali, prescindendo dall'elemento umano, offre il meglio del mercato, con sette marce, roba da far invidia a ciclisti professionisti. Come i freni a disco.

999 Come in tutte le operazioni di immagine ben studiate non manca il tocco di esclusività. Che deriva - fatale contrappasso in tempi di produzione industriale e massiva - dalla promessa di numeri ridotti. Solo 999 esemplari. Non uno di più. E se volete sapere il prezzo non pensate di sfogliare il nostro listino interattivo. Dovete chiamare in concessionaria e non aspettatevi di cavarvela con pochi euro. Si parla di un prezzo di listino prossimo ai 10.000 euro, su strada. L'immagine si costruisce anche facendola pagare.


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