Autore:
Silvio jr. Suppa

NEW OPEL Nessuno correrà il rischio di scambiarla per quella vecchia. E nemmeno per un’auto che viene da Russelsheim, a meno di non aver visto le ultime proposte da salone che pungevano solo a guardarle. Alla Opel hanno deciso di cambiare. Se il Blitz saettante sulla calandra era sempre associato a carrozzerie squadrate e sostanziose come un panetto di burro, adesso l’Astra vuole essere hi-tech e aggressiva come la migliore concorrenza. Ford docet

GARANZIA

Non per questo la compact teutonica si è trasformata di colpo in un mostro, anzi nel cofano rimane una garanzia motoristica che si chiama Ecotec e che spinge le famiglie in Opel da anni. Si parte da un millequattro da 80 cavalli, pochi ma da battaglia, e si arriva a un due litri che di cavalli ne mette insieme 200, ma ci sono anche due novità, il duemila turbo con 170 CV e il 1.4 Twinport da 90.

CDTI

E si rinnovano anche i diesel con un 1.9 che batte per 150 a 140 (cavalli, naturalmente) perfino il 2.0 dell’Audi A3. Tanto che DTI non basta più, ci vuole una nuova targhetta con la C di common-rail per fare miglior figura sul portellone, fra le inedite coperture traslucide delle luci. Grandi luci in coda, ottime per farsi vedere anche da lontano mentre si sorpassa un tir sotto la pioggia, che fanno il paio con quelli anteriori.

STRABISMO

Elaborati pure loro come il resto del vestito, i fari, oltre ad essere stati appuntiti col taglierino dei designer, hanno ricevuto anche l’attenzione dei tecnici. Il risultato è l’AFL o Adaptive Forward Lighting, cioè la possibilità di vedere il fascio luminoso che segue la strada in curva ruotando come quello di altre auto teutoniche, bavaresi per la precisione. Un’anteprima nel segmento.

SOSPENSIONI ELETTRONICHE

Novità assoluta anche le sospensioni a controllo elettronico disponibili sugli allestimenti top. Lo schema base era già assai moderno senza bisogno di chip, con barre di torsione sagomate a U al posto delle molle elicoidali per le sospensioni posteriori. Ma gli ingegneri hanno voluto aggiungere il tocco hi-tech, il sistema IDSPlus: gli ammortizzatori sono a regolazione continua (CDC) e su tutto governa l’elettronica autoadattiva che regola gli ammortizzatori in tempo reale in funzione delle variazioni del fondo stradale o dello stile di guida. Ma, volendo, anche la mano del pilota può intervenire sull’elettronica premendo il tasto Sport. E qui viene il bello, perché cambiano anche acceleratore e sterzo: la farfalla si fa più sensibile, il servo elettroidraulico si indurisce.

SEI MARCE

Un trucchetto degno di una mediopiccola last generation, i cui proprietari si suppone mangino tecnologia a colazione. E siano ben contenti di quel pulsantino che fra l’altro varia le decisioni della trasmissione automatica per il regime di cambiata. In fatto di "matic" si può scegliere se liberarsi della frizione col classico automatico oppure con l’Easytronic, a seconda del motore, mentre sul pomello del cambio manuale per la prima volta è stampato il numero 6 sulle versioni più prestanti.

STRETCH

Altre cifre che salgono sono quelle delle dimensioni: più 14 centimetri in lunghezza (adesso sono 425), due in larghezza (a quota 173) e quattro verso l’alto (147). Con il tetto a quasi un metro e mezzo da terra l’Astra assomiglia un po’ alla Toyota Corolla e ad altre compatte recenti, ma mantiene invariato il passo di 2 metri e 61 che cinque anni fa era un record. Ovvi gli aumenti di carreggiate.

IN PRIMAVERA

La new Opel arriverà a settembre al Salone di Francoforte ma, per vederla su strada con carrozzeria a cinque porte, bisognerà aspettare il tepore della primavera 2004. E già si prospettano la tre porte sportiva e la wagon.