Autore:
Silvio jr. Suppa

ACQUA Se la copertina da scooter non basta, se quando si scende dalla moto vi sentite come se aveste appena ricevuto un gavettone, i casi sono due: ci si compra la Smart, oppure ci si compra un quadriciclo. Quando il portafoglio può diminuire di almeno diecimila euro, sempre escludendo eventuali optional annessi e connessi. Magari considerando pure gli interni in pelle e il set bagagli Vuitton dedicato, per la signora. Oppure non resta che l'altra via.

INCUBATRICE Le microscopiche macchinine urbane - con quattro ruote e molti meno cilindri - sembrano un po' city-car nate a sette mesi, da mettere nell'incubatrice. Il peggio è che spesso costano quanto una mille vera. Ma volendo si può fare uno sforzo produttivo, soprattutto se l'idea proviene da menti nipponiche.

CINQUEMILA EURO La InnoVech è un'azienda creata a Hong Kong, addirittura col supporto del Politecnico locale. L'obiettivo era proprio quello di produrre un mezzo cittadino senza patente e senza troppi problemi: più che una Casa automobilistica, un'auto con la Casa intorno. La My Car è riciclabile al 70%. E sembra che la precisione degli ingegneri giapponesi sia riuscita a fare il miracolo anche sul versante economico. Prezzo base indicativo: 5.000 euro.

GIOVANI MANI Una spesa che fino a qualche mese fa non sarebbe bastata per una Panda (oggi non basta per la portiera di una Panda) e dovrebbe offrire una quasi-automobile tagliata su misura per il centro. Oltre che per le giovani mani dei quattordicenni inesperti. Con una lunghezza di due metri e 57 - sette centimetri più di una Smart - fare manovra dovrebbe essere facile quasi come mettere il cavalletto a uno scooter. Ed è difficile farsi mettere in crisi da una larghezza di 140 cm.

CATENA La meccanica è quella classica da quadriciclo, compreso il passo ultracorto da 169 centimentri (11 meno della mini-Mercedes biposto). Scooteristico il cambio a variatore, con tanto di trasmissione finale a catena, mentre il differenziale posteriore avvicina un po' di più la My Car al mondo automotive. Interessante la possibilità di scegliere fra ben cinque motorizzazioni a benzina, dai miseri 50 fino a 250 cc.

DA 50 A 250 Anche un cinquantino può essere una bella occasione per avvicinarsi a qualcosa che di ruote ne ha più di due, ma dai sedici anni in su meglio tenere in considerazione le versioni 125, 150 e 180. Completa la sfilata delle unità termiche (montate posteriormente) quella da un quarto di litro. Ma in futuro, ed è qui il bello, arriveranno anche i propulsori elettrici con potenze da 4 a 15 kW.

BY GIUGIARO Il tutto è stato vestito da Giugiaro, mica pizza e fichi. Messi via i fogli di calcolo, per la linea in Giappone hanno preferito rivolgersi al know-how italiano e i risultati si vedono. Non solo perché le forme sono piacevoli - finalmente non si vedono improbabili fanalerie riprese da utilitarie obsolete - ma soprattutto per la cura di realizzazione.

PARTICOLARI Le maniglie di apertura perfettamente integrate nella nervatura laterale, l'assemblaggio dei paraurti, il terminale di scarico triangolare, gli specchi retrovisori, le feritoie sui passaruota posteriori, la fattura del quadretto strumenti: elementi che sugli altri quadricicli ricordano l'opera di certi falegnami approssimativi. Qui invece, c'è la qualità dei mobili made in Italy. Nonostante l'aspetto vagamente plasticoso.

QUADRICICLICA La My Car obbedisce ai dettami costruttivi "quadriciclici", fuori è in polimero termoformato. Inevitabile percepirlo. Ma è costruita bene, e parte del telaio in estrusi d'acciaio rimane in bella vista sull'allestimento aperto. Oppure volendo si può ordinare come optional l'Air top, cioè il tetto rigido. E nella lista degli accessori rientrano anche le portiere, con quella destra dotata di apposita finestratura spia-marciapiedi. Interessante per prevenire gli urti ma anche per un'occhiata fugace alla eventuale fauna a bordo.

GADGET Dentro è da notare l'attacco per il lettore MP3. Che insieme a videocamera digitale, indicatore meteo, sensore di parcheggio e DVD-player fa parte di una linea di accessori dedicati, da lanciare in futuro con la speranza che incantino i teenager. Al di là del fascino dell'auto in se stessa, l'intento è quello di convincere i buyer adolescenti a comprare anche il corredo di gadget.

GOLF Nel frattempo, oltre alla versione due posti, alla InnoVech preparano una pick-up e un allestimento "golf". Nulla a che vedere con la Volkswagen più famosa d'Europa, si parla della variante da tappeto erboso per portare mazze e palline. Così se qualche genitore apprensivo non vuole comprare la quattro-ruote al figlio per fare il figo davanti al liceo, potrà sempre acquistarla lui per fare il figo sui campi.


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