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Volkswagen Tiguan 2011

Volkswagen Tiguan 2011

Due facce e due trazioni per passare dalla città al fuoristrada. E con il restyling di metà carriera la Volkswagen Tiguan è ancor più Touareg in piccolo. Ma le novità non si fermano al family feeling...
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Autore:
Luca cereda

NEL MEZZO DEL CAMMIN Il primo restyling della Volkswagen Tiguan arriva dopo 4 anni di carriera, circa 700mila aficionados in tutto il mondo e 35mila clienti in Italia. E in linea di massima non stravolge un modello che, soprattutto nello Stivale, abbiamo imparato ad apprezzare col tempo, se dell’intero venduto ben 12.900 sono state vendute nel 2010 (tre anni dopo il lancio). Un fenomeno commerciale dovuto, probabilmente, soprattutto a due fattori: uno è il suo look sobrio e poco appariscente, poco incline al colpo di fulmine ma ben predisposto alle storie lunghe; l’atro è senza dubbio l’introduzione, a fianco della 4x4, della versione a due ruote motrici, avvenuta nel 2009 nel pieno exploit dei suv compatti a trazione anteriore.

EFFETTO MATRIOSKA E’ dunque un rilancio vero e proprio, quello di Volkswagen con questo facelift. Non un semplice adeguamento della sua piccola alle linee della sorella più grande, la Touareg. Vero, l’effetto matrioska ora è ancora più evidente dopo il passaggio della matita di De Silva, che ha assottigliato gli occhi della Tiguan, ora con un taglio da auto più sportiva, e lavorato sulla mascherina, sviluppata in orizzontale come al solito, oltre ad aver semplificato le luci posteriori. Ma questo aggiornamento porta anche altro: nuove opzioni nella gamma motori, dai consumi tendenti al ribasso, un’offerta allargata di tecnologie votate ad aumentare confort e sicurezza, e un allestimento più ricco per la versione 2WD.

DOUBLEFACE Punto fermo rimane la doppia natura (onroad/offroad) della Tiguan, che certamente non nasce come auto da fuoristrada estremo ma che all’occorrenza sa attrezzarsi a dovere. Esteticamente la più avventuriera la si riconosce dal muso, che ha il mento sollevato per produrre un angolo d’attacco superiore (28° contro i 18° della versione onroad). La duplice personalità della suv compatta tedesca ha poi generato una scala di allestimenti un po’ cervellotica ma simmetrica sulle basi onroad e offroad.

TREND OR TRUCK? Il primo allestimento si chiama Trend&Fun, ed è quello base della Tiguan 2WD. Di serie offre ABS e ESP, freno di stazionamento elettronico, cerchi in lega da 16” modello Portland, climatizzatore semiautomatico, radio RCD 310 con lettore CD e MP3 e retrovisori riscaldati e regolabili. Nella versione ad angolo d’attacco maggiorato (che ha anche 4x4), l’equipaggiamento d’ingresso diventa Track&Field e propone in più cerchi in lega dal disegno diverso (sempre da 16” però), la mappatura offroad per il fuoristrada, un’ulteriore protezione sottoscocca e i mancorrenti neri sul tetto.

SECONDO PIANO Salendo di un gradino troviamo poi lo Sport&Style, allestimento top della Tiguan a trazione anteriore (ma disponibile anche per le 4Motion, sempre però con angolo d’attacco a 18°). Rispetto al Trend&Fun aggiunge il Climatronic, cerchi in lega da 17”, fendinebbia e luci di svolta dinamiche, regolatore di velocità, retrovisore interno fotocromatico, sensori pioggia, volante in pelle, vetri posteriori e lunotto oscurati. Su questo livello di equipaggiamento, ma su una base a quattro ruote motrici, l’allestimento prende infine il nome Track&Style e si differisce nel disegno dei cerchi, aggiungendo chiaramente anche la mappatura offroad e la protezione sottoscocca.

A RICHIESTA Altro discorso riguarda quanto si può aggiungere pescando dal mazzo degli optional e dei vari pacchetti, a partire dal tettuccio panoramico (in vetro stratificato, sollevabile e scorrevole) e dai rivestimenti in pelle in tinta con la plancia bi-gusto: nera nella superficie posteriore, sabbia in quella inferiore. Il reparto più indicato a riempire il carrello della spesa è però quello delle tecnologie-intelligenti.

ASSIST Tra queste figurano il light Assist (anti-abbagliamento e con luci diurne a LED), il sistema di riconoscimento della stanchezza del guidatore, che ne analizza costantemente i comportamenti (tra cui angolo di sterzata, utilizzo dei pedali) e avvisa con un segnale acustico quand’è il momento di una pausa, il Park Assist di seconda generazione, il Lane Assist (l’assistenza attiva per il mantenimento della carreggiata). Per adeguare le prestazioni della Tiguan ad ogni tipo di situazione e di fondo stradale ci sono poi il DCC (la regolazione adattiva dell’assetto secondo tre differenti tarature: Normal, Comfort e Sport) e il differenziale a bloccaggio elettronico trasversale XDS, che aiuta a ridurre il sottosterzo in curva.

MOTORI Sei in tutto i motori previsti per il mercato italiano: quattro a benzina, tre a gasolio. I benzina partono dal 1.4 TSI da 122 cavalli (solo 2WD), per poi scalare altri due livelli di potenza con il 1.4 TSI da 160 cavalli e 240 Nm di coppia massima (anche 4Motion) e con il 2.0 TSI da 211 cv (anche con DSG). Nella gamma turbodiesel la new entry, limitatamente a questo modello, è il 2.0 TDI da 110 cavalli e 280 Nm di coppia massima, il più basso nei consumi (dichiarati) nella versione BlueMotion (5,3 litri/100 km); lo si può avere a solo trazione anteriore. Confermati dal vecchio listino il 2.0 TDI da 140 cv, candidato al ruolo di best seller e disponibile anche col cambio DSG (oltre che sulla versione 2WD), e il più potente duemila da 170 cv. Per tutti i motori di serie c’è un cambio manuale a 6 marce.

PREZZI I prezzi della Tiguan riutilizzata partono dai 22.900 euro della versione base ai 33.300 euro della Tiguan 2.0 TDI Track&Style 4Motion con motore da 140 cv e cambio DSG. La soglia più bassa di accesso al diesel è a quota 25.850 euro (quanti ce ne vogliono per la 2.0 TDI 110 cv a trazione anteriore), mentre per le Tiguan 4x4 si parte da un minimo di 29.050 euro. Finita qui?

AD ESAURIMENTO SCORTE Non proprio. Volkswagen ha infatti previsto per il lancio di questo restyling due versioni speciali denominate “Plus”, arricchite da un pacchetto di accessori compresi nella dotazione di serie delle varianti a trazione anteriore. Così la Tiguan Trend&Fun BluEmotion Technology “Plus”, con motore TSI da 122 cv o con il TDI da 110 cv, avrà in dote anche volante multifunzione, bluetooth premium, Park Assist, stereo RCD 510 e cerchi da 17’’ modello Boston; lo stesso vale per le Sport&Style BluEmotion Technology “Plus”, con 1.4 TSI  da 160 cv e 2.0 TDI da 140 cv, che avranno di serie il tetto e i cerchi da 18. Gli ordini sono già aperti, il primo porte-aperte è già fissato per il week-end del 17-18 settembre.  

COME VA Quella “Blu Acapulco” dà l’idea di toy-car, in verde perlato ci pare invece elegante e originale, rispetto alle solite suv e suvvette bianche, nere o grigie. E’ la prima considerazione prima di iniziare la prova (dove alla fine ci toccano in sorte sia l’una sia l’altra), ma non sarà certo il primo assillo del cliente. Se infatti il colore non sposta più di tanto il portafogli, per un’auto come la Tiguan, ben diverso è il discorso per la trazione integrale, la configurazione offroad e le relative motorizzazioni. Quindi, Track o non Track, integrale o 2WD? Questo è il dilemma.

COLPETTO Ma andiamo con ordine. Dentro la Tiguan è un’auto molto razionale, senza fronzoli ma funzionale. Con il restyling non è cambiato nulla di significativo, nell’abitacolo. La plancia ha un layout semplice, con i comandi sempre a portata di mano e dislocati con raziocinio teutonico. E sul display tutto resta costantemente sul radar di chi guida, se si regola a dovere la posizione di guida e la posizione del volante. L’unica spia (a forma di corsia) un po’ poco visibile è quella del Lane Assist, che quando entra in azione il dispositivo da arancio diventa verde. In compenso questo sistema interviene sullo sterzo con più discrezione di quanto ci aspettavamo, dando solo un leggero colpetto allo sterzo.

MEGLIO IN QUATTRO Buona anche la visibilità in ogni direzione, garantita da una finestratura intelligente, e apprezzabile è anche il fatto che si possa ottenere un adeguato controllo della strada senza per forza assumere una posizione di guida da vedetta. Per chiavi, occhiali e cianfrusaglie varie, poi, c’è sempre un posto a portata di mano, oltre alle solite tasche, al bracciolo e a un bagagliaio sufficiente per una vacanza (va da un minimo di 470 a un massimo di 1.510 litri). Lo spazio per gli umani è altrettanto sufficiente, ma chi eventualmente pianifica l’acquisto di una suv come la Tiguan in alternativa a una station wagon (e ci sono, stando alle ricerche di mercato di VW) tenga conto che, dietro, in due si sta comodi, in tre un po’ strettini.

CUSCINO Inutile dire che, per un uso prettamente cittadino, la versione a trazione anteriore è preferibile, a maggior ragione ora che si può avere con un allestimento più ricco (lo Sport&Style): consuma meno e costa meno. E di base la Tiguan è un’auto agile e confortevole: non ti stanca sui lunghi viaggi, tiene bene la strada e può contare su sospensioni che addolciscono l’impatto con le superfici sconnesse. Se poi si può contare su un aiuto dell’elettronica, come il DCC che permette di modificare il settaggio per il fuoristrada, tanto di guadagnato.

OK SOFT Scegliere la versione onroad oppure offroad (Track&Field e Track&Style), con i differenti angoli d’attacco (da 18° o da 28°), e decidere di investire nella trazione integrale, dipende dunque dalle singole esigenze e dalle condizioni in cui abitualmente ci si trova a guidare. Quanto all’offroad, durante il test abbiamo avuto modo solamente di attraversare un breve tratto di fuoristrada “soft”, che più che altro ci ha dato modo di apprezzare, una volta di più, l’ottimo lavoro delle sospensioni nel cullare chi guida sui percorsi più brulli. Ma sulle sue capacità di guadare i fossati ci riserviamo di rimandare un giudizio ad un test più specifico.

RAMPICHINO In salita, però, se è 4x4 la Tiguan riparte come un gatto e sicura (grazie anche all’aiuto dell’assistenza alla partenza in salita), arrampicandosi sui tornanti sterrati senza destare la minima preoccupazione a chi è al volante. Per gli habitué del week end sugli sci può rivelarsi una degna compare.

2.0 TDI 140 CV Considerato che – a livello di mercato – il diesel la farà da padrone (il mix previsto da VW è addirittura di 15% contro 85% a favore del gasolio), nel test abbiamo provato i 2.0 TDI da 140 cv e 170 cavalli. Il primo è candidato d’ufficio al ruolo di best seller della gamma: un po’ per la nomea che si è creato, un po’ perché, anche sulla Tiguan, si rivela effettivamente un motore all’altezza della situazione. Disponibile sia sulle 2WD sia sulle 4Motion, ha una coppia che dà il meglio di sé tra i 1700 e 2500 giri/min e che, in generale, non manca mai di fornire la giusta spinta. Se poi a gestire i rapporti c’è il DSG (consigliato), chi guida si risparmia pure lo stress di scalare potendo comunque contare su una cambiata tempista.

2.0 TDI 170 CV Oltre che parco – si parla di consumi dichiarati attorno ai 6 litri netti ogni 100 km – questo duemila turbodiesel è anche silenzioso. Ma a sorprendere di più sotto questo aspetto è forse il fratello maggiore, il 2.0 TDI da 170 cavalli. I suoi cavalli in più non fanno sentire più di tanto la voce – a testimonianza del buon livello di insonorizzazione di cui gode la Tiguan – ma danno quella brillantezza in più avvertita soprattutto nella parte di prova in montagna, dove la Tiguan saliva come Contador sui drappelli, spesso senza necessariamente ricorrere alla marcia più bassa grazie a un motore che, per il resto, si fa apprezzare per l’allungo poderoso.


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