Autore:
M.A. Corniche

ANDATA E RITORNO Il comandante informa che tra 1.388 km atterreremo per rifare il pieno. E non sono balle. La Passat Variant dall'animo verde e dal logo blu consuma davvero meno di molte utilitarie. È la compagna di viaggio di MotorBox nella scampagnata allo IAA, il Salone di Francoforte: 670 chilometri all'andata con l'arrivo sul Meno con una media di consumi di 4,8 litri per 100 km, più di venti chilometri con un litro. Wunderbar! Altri 670 km al ritorno, con l'arrivo a Milano che conferma il risultato: il display parla di 4,9 l/100, in altre parole 20,4 km/litro. Ue', consuma ‘na gott (per i non lombardi: perbacco, consuma nulla!)!

VIAGGIO NELLO SPAZIO Consumi ridicoli ed emissioni più che serie con i suoi 129 g/km di CO2 dichiarati, che le danno accesso a pieno diritto all'area incentivi. Prestazioni ecologico-risparmiose eccellenti considerando che la Passat Variant è grande come due Smart, con i suoi 477 centimetri di lunghezza massima. L'ideale per la gita tedesca, comoda per tutti anche sui posti posteriori dove trova spazio anche Gianluca, il regista dei nostri video, 190 cm per 100 kg di stazza, un bel tonnazzo per dirla in parole chiare.

ARMI E BAGAGLI E la troupe viaggia con una serie di borse, borsette e cavalletti che, unite alle quattro borse da viaggio, fanno un montarozzo di roba che spaventerebbe anche un autotrasportatore. Ma il portellone della Passat si apre come la bocca della balena di Pinocchio e non c'è bisogno di Geppetto per trovare un posto a tutto nei 600 e passa litri del bagagliaio, alto, largo e squadrato. Sette ore circa di viaggio, una bella prova comfort. La Passat oltre a essere spaziosa come una limousine è anche silenziosa, filtrando bene anche il rumore di rotolamento delle autostrade tedesche, rugose come la pelle dell'elefante.

LA CARICA DEI 110 I 110 cavalli a disposizione possono sembrare pochi per cotanto vagone ma in realtà la Passat è svelta e facile, riprende bene da poco più di 1000 giri, anche in quinta e con il nostro pieno carico. Solo in allungo il turbodiesel 2.0 perde smalto e deve cedere il passo ad auto più veloci nei tratti free speed tedeschi. Tuttavia, con un'adeguata rincorsa, la BlueMotion raggiunge comunque i 196 km/h di massima, quanto basta per viaggiare con una bella riserva di potenza entro i limiti imposti dal Codice.

FERMA E ZITTA Anche la guida cittadina è agile, fluida e lo Start&Stop fa silenzio ai semafori spegnendo il motore quando ci si ferma in folle, rilasciando la frizione. E dà una mano anche ai più imbranati, riaccendendo automaticamente il motore quando, dosando male acceleratore e frizione, se ne provoca lo spegnimento. In città, se si guida con piede felpato, la BlueMotion s'ingolla circa 7/8 litri ogni 100 km. Un altro risultato che non è affatto da disprezzare, considerata la mole non proprio da citycar.

SA CONQUISTARE Al di fuori della trasferta a Francoforte, le sospensioni morbide si dimostrano ottime pure per lisciare anche il fondo ondulato dell'appena rifatta Milano-Torino. L'assetto mostra invece la corda sulle ultime deviazioni/chicane tristemente sconnesse della A4, dove Paciossat va tenuta un po' a bada se si decide di fare i brillantoni. Un'auto forse non sexy, tirando le somme, ma che alla fine si rivela comoda, economica, ecologica, ben fatta e pronta ad affrontare ogni viaggio. Gira e rigira, restituirla a fine prova dispiace più del previsto.


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