Autore:
M.A. Corniche

DI GOLF IN GOLF Ho ancora in box la mia Golf GTI del 1985 e di Golf, negli anni, ne ho provate tante. Ma, ogni volta, la Golf riesce a stupirmi. Dovremmo tenerne sempre una in redazione per utilizzarla come riferimento quando proviamo altre auto. Perché la Golf è, da sempre, un riferimento per la qualità e anche i suoi concorrenti la tengono come benchmark.

IL FAMILY TEST Oggi provo la Volkswagen Golf TGI, l’anagramma della mia GTI ha un serbatoio standard 50 litri per la benzina e, sotto al piano di carico, ha un serbatoio da 15 kg per il metano. La impegno in una prova famiglia, con due seggiolini per bambini sul divano posteriore e, nel bagagliaio, quanto serve a tutta la famiglia per un fine settimana in montagna.

TUTTO ESAURITO Il primo test, quindi, è quello del carico. Sono abituato a pensare ad auto più grandi quando mi muovo con famiglia e voglio provare a stipare nella Golf TGI tutto quanto siamo abituati a portarci appresso, indispensabile, utile e superfluo. Lascio a casa la cappelliera e sfrutto il bagagliaio fino all’altezza dei poggiatesta posteriori e, magicamente, ci sta tutto.

QUALITA' DIFFUSA Avevo provato questa settima generazione alla presentazione internazionale, non dovrei stupirmi. Eppure la sua qualità continua a colpirmi ogni volta. È difficile anche da descrivere, di auto di ottima qualità ce ne sono tante ma la Golf ha qualcosa di magico. Non è soltanto la qualità dei materiali della plancia, il rivestimento in vellutino delle tasche delle portiere, la qualità dello schermo e del software del suo sistema di infotainment (optional) o di ogni pomellino. È una qualità diffusa che va dal materiale alla qualità dinamica, dalla sensazione olfattiva a quella acustica, con un grande comfort anche in velocità.

L'IDIOZIA STA NEL MEZZO La prima prova è quella del pieno di metano. Ormai con sedici euro non si fa più nemmeno in pieno a una moto ma è quanto spendo. Tiro fuori gli spiccioli dalla tasca dei jeans e mi metto in viaggio verso la montagna. Metto presto alla prova la qualità del suo telaio e dei suoi freni con due idioti, di quelli così abituati a viaggiare in mezzo che a una chicane per lavori non seguono le linee disegnate sull’asfalto ma continuano la loro marcia diritti invadendo, senza nemmeno rendersene conto, la corsia di sinistra. Frenata da gran premio su fondo a salti e la Golf ci sta, arriva al limite ma non molla, fa per saltare sulle sconnessioni ma rimane incollata all’asfalto ed evito i due imbecilli con la loro espressione da scemi contenti dipinta in volto.

SINFONIA Sospensioni morbide ma perfette, l’assetto della Golf TGI lo apprezzo anche sulle curve di montagna, dai tornanti alle curve più ampie e veloci. La Golf TGI è morbida, comoda ma rimane stabile e precisa anche se forzo un poco l’andatura. Lo sterzo è perfetto nel peso e nell’indicare alle ruote dove andare e l’assetto segue di conseguenza.

16 EURO PER 300 KM Anche il motore 1.4 TSI da 110 cavalli (due in meno rispetto alla mia GTI del 1985) fa la sua parte. Alimentato a metano, poi, mi sembra giri anche meglio, più silenzioso e morbido. Spinge bene dai bassi e non si perde lungo la marcia dell’ago del contagiri verso la zona rossa. Anche in salita non perde mordente malgrado il carico. Con i due serbatoi pieni il computer di bordo assicura 900 chilometri di autonomia, 600 a benzina e 300 a metano. Con il metano ho superato le previsioni, ho percorso 320 chilometri che, considerando che all’andata ero di fretta, è un gran bel risultato. Una buona autonomia che sopperisce alla carenza di distributori di metano. Con 16 euro per più di 300 chilometri, però, vale la pena anche di uscire dall’autostrada per fare il pieno. Risultato irraggiungibile anche per la più economica della auto a gasolio.

A CONTI FATTI Il prezzo è da Golf: con l’allestimento Comfortline il prezzo parte da 23.800 e con 6/700 euro di optional avete tutto quanto serve e anche di più. Ma a 18.900 euro grazie al contributo Volkswagen e delle Concessionarie Volkswagen, il prezzo della Golf TGI è più che interessante. 


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