Autore:
Alessandro Codognesi

THE LEGEND Per chi ha il cuore che batte a ciclo otto e ha benzina nelle vene, il Nurburgring è un mostro sacro. Diversamente da altre piste, il ‘Ring (questo il soprannome) è semplicemente La pista, quella dove fai il tempo solo se hai le palle di un toro ed esperienza da vendere. Circa 20 chilometri di curve cieche e avvallamenti, tutto condito dall’assenza quasi totale di vie di fuga. Troppi gli incidenti mortali da raccontare, tantissime le sfide che hanno solcato quell’asfalto di un ex strada statale. In altre parole, oggi la Nordschleife (così è chiamata la parte di pista aperta ai privati che vogliono cimentarsi) è il gotha delle piste, tant’è che molte Case automobilistiche, prima di lanciare sul mercato un nuovo modello, lo testano proprio qui, al ‘Ring.

RAGAZZO DI CAMPAGNA Tutto è nato da Facebook, un pomeriggio come tanti altri. Scorrendo l’Home Page, non posso fare a meno di notare che il mio amico Francesco Thor Nelson Merlini, classe ’89, ha appena postato in bacheca un onboard suo e della sua Nissan GT-R al ‘Ring. Quello che mi ha sconcertato era il suo commento al video, o meglio, il numero stampato: 7’19”. Un tempo che, per chi ne sa, è paurosamente vicino al record fatto dal collaudatore giapponese Toshio Suzuki proprio con la GT-R. Sono quasi incredulo, ma pensandoci bene, Fra non è proprio l’ultimo arrivato: dal 2005 al 2008 ha corso con i kart arrivando a livello mondiale, mica pizza e fichi. Ma il ‘Ring è tutta un’altra storia: fare certi tempi significa conoscere a memoria ogni singola curva (e su oltre 20 chilometri non è poco), oltre ad avere una bella tappezzata di quel pelo che cresce sullo stomaco.

GTR-RING D’altra parte, Merlo è uno di quelli che “vedi il ‘Ring e poi muori”. A detta sua (io non sono mai stato), una volta che hai girato all’inferno verde nessun’altra pista ti darà le stesse sensazioni. È come affrontare un animale selvaggio: la pista sembra cambiare dal giorno con la notte, non sai mai realmente come sarà la prossima curva. Ecco quindi perché, circa 2 anni e mezzo fa, Fra ha deciso: mi faccio la Nissan GT-R, a costo di rinunciare alla pizza il sabato sera. Obiettivo: fare un tempo degno dei migliori collaudatori al ‘Ring, delle altre piste non mi interessa nulla. Franciacorta? A detta sua, con la GT-R sembra di girare in un parcheggio…

INCOMPRENSIONI Non è stato però subito amore tra Francesco e la GT-R: acquistata tramite un canale diverso da quello ufficiale Nissan, era ignaro che la GT-R, per esprimere tutti i suoi 530 cavalli, dovesse girare esclusivamente con benzina 100 octane. Risultato? Prima uscita in pista, a Monza, lo passano tutti: M3, Porsche e chi più ne ha più ne metta. Qualcosa non va. A un certo punto, si affianca addirittura un Maggiolino, preparato certamente, ma pur sempre un Maggiolino. “Papà, se alla prima variante ci sta davanti, la metto su eBay domattina”. Ma grazie a una staccata furibonda, il Maggiolino è rimasto al posto che gli spetta. E meno male: una volta svelato l’arcano della benzina e ricalibrato tutto, una rullata al banco fa finalmente segnare 531 cavalli, non uno di meno. Ora sì che ci siamo.

SEGRETO DI PULCINELLA Non è un segreto che la GT-R sia la macchina perfetta per girare al ‘Ring: la sua trazione integrale evolutissima e il motore da caccia-torpediniere ne fanno un brutto cliente per qualunque mezzo, in qualunque condizione. Ed è venduta a prezzo da hard discount considerato ciò che offre: con circa 80 mila euro ci si porta a casa una bestiaccia in grado di polverizzare qualunque altro mezzo orbiti nell’intorno di quella cifra (per esempio una BMW M3). Merlo poi mi svela che, nel suo peso non proprio piuma, è racchiusa la chiave della sua tenuta di strada incredibile: grazie ai circa 1.800 chili di peso, l’effetto suolo del fondo piatto è rilevante già a circa 120 km/h, quando, per esempio, su una qualunque Porsche non lo è fino a circa 160-170 km/h. O detto in termini più coloriti dallo stesso Fra, “sembra voglia mangiarsi tutto l’asfalto che le capita davanti”.

IO LA TENGO COSÌ Per non avvantaggiarsi, poi, Francesco ha deciso di tenere la macchina così com’è uscita dalla fabbrica. Niente centraline mappate, assetti pompati, o altro. Solo l’impianto frenante, in particolare dischi e pastiglie, è stato sostituito, più che altro per una questione di surriscaldamento. Dopotutto, così non si può barare: con la macchina di serie, il tempo al ‘Ring sarebbe stato confrontabile al 100% con quello del suo “amico” Suzuki. Bisogna ammettere che la sua passione per il ‘Ring è al limite dell’ossessione, tanto che, parole sue, “se dovessero chiudere il ‘Ring, venderei immediatamente la GT-R: cosa la terrei a fare?”.

GIRA CHE RIGIRA In totale, Francesco ci ha messo circa un centinaio di giri prima di stampare il 7’19”, ma era già da un annetto che l’aveva in canna. Traffico, gomme non proprio in temperatura, tra una scusa e l’altra Francesco non era mai riuscito a scendere sotto il muro del 7’24”, fino al giorno fatidico. In realtà, chi ne sa dice siano necessari almeno 200 giri prima di poter affermare con certezza di conoscere il ‘Ring, ma a quanto pare non vale per tutti. Complimenti a Francesco quindi, e chissà che la prossima volta non ci sarò anch’io su quella macchina, magari per un 7’15”…Bando alle fantasie, godetevi il VIDEO onboard con tanto di spiegazione da parte del campioncino. Enjoy!