Autore:
Luca Cereda

TOH, CHE COINCIDENZA! Non più di qualche mese fa cercavo assiduamente la sua mamma. Un esemplare del vecchio modello, intendo, usato ma in buono stato, e soprattutto a buon prezzo, come auto personale. Un’impresa dalla quale dopo un po’ ho desistito. Poi, ironia della sorte, passano delle settimane e in redazione mi ritrovo la Toyota Yaris 2012, quella nuova, pronta a farmi compagnia per qualche tempo. E più passavano i giorni e più mi sembrava una lontana parente della Yaris che conoscevo…

LO YARIS Sapevo, in cuor mio, che la terza generazione della Yaris aveva preso un’altra piega: più maschile, più sportiva, meno utilitaria: mettetela come volete. Ma un conto è vedere (ai saloni e per strada) e un altro è toccare con mano. Non è solo lo stile, che da pacioso diventa quasi incazzato, con qualche spigolo in più e un padiglione molto arcuato. E’ l’intera ricetta che è stata stravolta. Tant’è che, una volta dentro, perdi un po’le coordinate. Il quadro strumenti? Lo cerchi al centro della plancia (la Yaris fu tra le prime a spostarlo), col suo tachimetro digitale, e invece te lo ritrovi banalmente a sinistra, trasformato in analogico. E se ti serve più spazio, ora sappi che non puoi più contare sul comodo divano posteriore scorrevole della vecchia Yaris. Più che l’abitabilità ne paga dazio la versatilità.

SPAZIO PER TUTTI Le misure crescenti della Toyota Yaris 2012 (arrivata a quota 389 cm di lunghezza e 251 di passo) consentono infatti una buona abitabilità, anche posteriore, malgrado l’uscita di scena del divanetto scorrevole. Il bagagliaio, totale 275 litri, ha una capacità paragonabile a quello della Polo, tanto per fare paragoni, ma niente di più. Ma man mano che si percorrono chilometri ci si accorge poi anche di preziose new entry, come l’efficiente tergicristallo monobraccio, che lavora certosino sull’ampio parabrezza. Non mancano neppure comodità di vario genere, dagli svuotatasche a multiple opzioni per ascoltare la musica (anche se USB e aux-in sono un po’ imboscate nel cassetto portaoggetti), in un abitacolo che abbandona l’arredamento da piccola monovolume per allinearsi allo stile delle compatte più tradizionali. Unica eccezione, parlando sempre di comfort, l’assenza di finestrini elettrici posteriori: si voga con la manopola anche negli allestimenti più ricchi.

ACCHITTATA Mentre la giuria popolare – dal benzinaio al vicino di casa, passando per i compari del calcetto – in maggioranza solleva il pollice approvando il nuovo look più testosteronico della Yaris (complici i plus della versione in prova, una Style full optional con spoilerino, tetto panoramico, cerchi da 16’’ e sedili sportivi con cuciture rosse), cresce con il tempo anche feeling con la macchina, che scopro cambiata anche alla guida.

TRATTALA MALE… La sensazione immediata è quella di un’auto ben piantata a terra e sorprendentemente reattiva. Aiutano in questo senso il nuovo assetto della Toyota Yaris 2012, con la carreggiata anteriore allargata di 1,5 cm, e i cerchi da 16’’, che però penalizzano un pochino il diametro di sterzo (non proprio cortissimo) nelle manovre di parcheggio. Tuttavia, a velocità sostenute lo sterzo dà risposte pronte trasmettendo una sensibile consistenza. Il che mi spinge sempre più spesso ad abbandonare la classica guida in punta di pedale, da citycar, per instaurare un rapporto un po’ più stretto e, ove possibile, concedermi qualche licenza sportiva. A patto che non si esageri, la nuova Yaris lo permette, senza mostrare eccessivo sottosterzo nelle curve prese alla garibaldina.

IRRIGIDITA La taratura più rigida delle sospensioni, poi, rende la Yaris 2012 piuttosto composta nel replicare a buche e dossi, pena solo qualche fastidio (sopportabile) per i passeggeri. Le premesse per godersi il suo inedito temperamento allegro sembrano dunque esserci tutte, salvo poi scoprire di non poter sempre contare sul giusto supporto del motore, malgrado i 99 cavalli del 1.3 benzina non siano pochi, in senso assoluto.

QUIIIINTAAA E SEEESSSTAAA La nota dolente non è lo scatto, tutto sommato discreto per la categoria (11,7 sec il crono nello 0-100), ma la ripresa. Sotto i 3.000 giri il milletre denota una certa pigrizia e le marce alte – quinta e sesta- hanno una rapportatura piuttosto lunga. Emissioni e consumi ringraziano, certo, ma nel misto occorre chiedere al cambio gli straordinari, scalando sovente la marcia, per godersi una guida spigliata.  

PASSISTA In autostrada viene invece fuori il lato migliore di questo benzina, che, a regimi superiori, si dimostra più brillante e capace di razionalizzare i consumi. Le sue doti di passista si accompagnano anche ad un’apprezzabile silenziosità. A disturbare sono piuttosto i fruscii aerodinamici, che iniziano a penetrare nell’abitacolo quando ci si avvicina a velocità autostradali. Tra una generazione e l’altra, la Yaris si è anche messa a stecchetto, perdendo qualche chilo: che qualche filtro fonoassorbente ne abbia fatto le spese?


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