Autore:
M. A. Corniche

COLONNA PORTANTE Per anni leader delle SUV di medie dimensioni la Toyota RAV4 è stata superata in classifica da concorrenti con l’arma del prezzo dalla loro parte e l’opzione della sola trazione anteriore. RAV4 si è adeguata, con versioni di accesso poco sopra i ventimila euro e con versioni speciali ben dotate come la Toyota RAV4 White Edition, disponibili come tutta la famiglia nelle due opzioni di trazione 4x2 e 4x4. Ovviamente la RAV4 White Edition è bianca, di un bianco perlato che pare pulito anche se un consistente strato di smog si è impegnato nel tentativo di oscurarne la lucentezza, e - nella versione Lounge - dotata di interni in pelle grigio scuro, barre sul tetto e scudi sotto ai paraurti anteriore e posteriore.

SPAZI DA FAMIGLIA Dalla sua la Toyota RAV4 ha sicuramente la garanzia della qualità Toyota (messa nero su bianco per 3 anni/100.000 km, se ce ne fosse bisogno) ma anche uno spazio interno, in rapporto ai suoi 457 centimetri di lunghezza massima, da auto decisamente più ingombrante. Sedili anteriori grandi e comodi, spazio per chi siede dietro da limousine, con un divano profondo e tanto spazio per distendere la gambe. E un bagagliaio a prova di famiglia esigente, con 647 litri a disposizione se si viaggia in cinque. Un giga bagagliaio profondo, largo e alto per evitare al capofamiglia il solito gioco di Tetris a incastri per riuscire a trovare posto a tutto.

UN D-4D CHE PIACE Non guido una Toyota RAV4 dal 2013, dal lancio della ultima generazione, e al primo contatto mi sembra un po’ mollacciona, mi viene l’istinto di controllare la pressione degli pneumatici da tanto mi pare morbidona. Ne apprezzo subito, invece, la piacevolezza del suo motore D-4D, un duemila a gasolio da 124 cavalli e con una erogazione di coppia di 310 Nm tra 1.600 e 2.400 giri. Sulla carta non un motore brillantissimo, in rapporto anche ai 1.660 kg di peso, su strada, invece, un motore davvero piacevole: brillante, disponibile a riprendere bene da regimi vicini a mille giri anche con marce lunghe. Spinge sempre, spinge bene sia che si cerchi l’agilità, sia che si abbia bisogno di potenza per un sorpasso. Suo valido alleato è il cambio manuale a sei marce, veloce e preciso, quasi sportivo.

SOUPLESSE In viaggio inizio ad apprezzare la souplesse delle sospensioni, che assorbono bene avvallamenti e buche con grande nonchalance e senza effetti spiacevoli di rimbalzo e di scuotimenti tipici delle SUV, generalmente fastidiosi ai deboli di stomaco. La prova del nove sulle sospensioni arriva quando mi infilo tra le colline su strade martoriate da calanchi e piccole frane. Le sospensioni regalano un grande comfort a tutti senza togliere sensibilità e piacere di guida a me che sto al volante, e i bambini dormono senza sembrare quei cagnolini da lunotto con la testa oscillante tanto in voga negli anni 60 e 70 accanto ai cuscinoni ricamati. La Toyota RAV4 White Edition si arrampica bene grazie al suo cuore a gasolio e a un assetto che non rolla e che assorbe bene anche le buche più dure senza rimbalzi o scuotimenti a modificare la traiettoria.

PIATTO RICCO Come da tradizione jap, inoltre, la Toyota RAV4 2.0 D-4D Lounge White Edition (35.500 euro) ha praticamente tutto di serie: si possono aggiungere solo l'allarme (490 euro) il sistema Toyota Touch 2 con navigatore (800 euro, 1.000 se volete anche l'hot-spot wi-fi) e i sensori di parcheggio anteriori (400). 

ALZA UN PO' LA VOCE Tutto bene quindi? Un difetto la Toyota RAV4 ce l’ha, non è una campionessa di silenziosità. Non è la peggiore della classe ma in autostrada un rumore diffuso tra rotolamento di gomme, meccanica e aerodinamica non fa il paio con le sospensioni per rendere i viaggi da first class. La posizione di guida, apparentemente comoda, dopo qualche ora inizia un poco a stancarmi, forse a causa del volante ancora un poco orizzontale rispetto alle SUV di ultimissima generazione. 


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