Autore:
Alessandro Codognesi

PRENDI E SCAPPA L’occasione è di quelle ghiotte. “Ale, prendi tu la Toyota? È parcheggiata sotto casa mia”; queste le parole del capo, e visto il mezzo oggetto della discussione, non me lo faccio ripetere due volte. È lì la Toyota GT86, coperta da una velata di polvere, non riesce tuttavia a nascondere il suo sguardo da ragazzo di periferia, con quella punta d’arroganza. Sarà il rosso della carrozzeria con tanto di bandone nere? Forse…GUARDA IL VIDEO.

PRELIMINARI Come accade durante i preliminari, i primi chilometri servono a prendere le misure, a captare le prime, importantissime informazioni. Non avevo infatti partecipato al lancio stampa, quindi questa per me è quella che si dice la prima volta. E le impressioni sono tutte positive: fin dai primi metri, infatti, la Toyota GT86 regala quella sensazione di sostanza, di interazione pilota-auto che non mi capitava di sentire da un po’. È un dato di fatto che, nelle auto odierne, ci sia sempre più filtro (alias elettronica) tra i vostri comandi e la meccanica vera e propria. Non che la Toyota sia priva di tecnologie, ma dà subito l’impressione di essere viva, filtrata sì (ha pur sempre l’acceleratore elettronico) ma nemmeno troppo. Se fate una mossa azzardata non vi corregge come la maestra d’asilo.

TERRENO DI CACCIA Chiunque abbia un minimo di sano spirito sportivo, sa che questo genere di auto non vede l’ora di sgranchirsi le gambe tra un paio di curve ben assestate. E la Toyota GT86 non tradisce le aspettative, anzi: nei percorsi da speciale, colpisce l’equilibrio dei pesi, l’impressione è di essere vicini al 50:50 (ed effettivamente, è quasi così: 53% sulle tuote anteriori e 47 sulle posteriori), bilanciamento che rende la guida decisamente gustosa e coinvolgente, ma soprattutto equilibrata.

TP, WE LOVE U È vero, il motore non scalcia come un toro, ma tutto il resto conquista e coinvolge come poche altre auto odierne della stessa fascia. La trazione posteriore poi, aiuta non poco a divertirsi, mettendo in gioco il posteriore quando si spinge e permettendo di curvare con il gas. Certo, il giochino richiede un minimo di apprendistato per chi arriva da una trazione anteriore, tuttavia, tolti anche tutti i controlli elettronici, la Toyota GT86 rimane intuitiva e prevedibile, a dimostrazione che, se il progetto è valido, l’auto rimane guidabile anche senza controlli inseriti. Dopotutto, l’elettronica deve aumentare la sicurezza, non far stare in strada l’auto.

OK, LA SOSPENSIONE È GIUSTA Altro fiore all’occhiello della Toyota GT86 è come svolge il lavoro il comparto sospensioni. Quel gustoso mix tra il duro e il morbido, che assorbe bene ma senza scomporsi, che in definitiva permette di spingere senza il patema di perdere un’otturazione a ogni buca. Ma nemmeno concedendo troppo il fianco a rollio&beccheggio, che tanto infastidiscono il fanatico della guida sportiva.

ALL DAY ALL NIGHT Il vero jolly però, la Toyota GT86 lo gioca nella vita di tutti i giorni. Non fosse per gli striminziti sedili posteriori (meglio evitare di caricarci la consorte), verrebbe quasi da definirla un’auto comoda. I sedili sagomati offrono una seduta quasi perfetta, ben contenuta ma non costretta, e l’ampio bagagliaio (per un’auto di questo genere) accoglie bene anche gli ingombranti sacchi della spesa. Solo la bocca del portellone non è sviluppata in maniera molto razionale (bassa e allungata), ma rimangono dettagli. La sera poi, bazzicando nella movida milanese, ogni sosta è motivo di domande davanti ai locali: gli uomini tirano fuori il ragazzino che c’è in loro, si esaltano alla vista di un mezzo così sportivo ma tutto sommato abbordabile. “Sai che quasi quasi vado in concessionario, mi piace”, è solo una delle frasi più ricorrenti.

TIRARE LE SOMME Sportiva ma non estrema, sportiva ma versatile, sportiva ma in saldo. Questa è la GT86. Si è fatta attendere parecchio prima di sbarcare qui da noi e alcuni tra i più smaliziati si aspettavano qualcosa di più estremo, soprattutto per il motore. Ma, francamente, è bella così: un’auto semplice, di sostanza, con una potenza non esagerata (oggi ci sono in commercio trazioni anteriori da 300 cavalli) ma che punta dritto al cuore degli appassionati della guida sportiva. Ma soprattutto, non costando più di una normale Golf accessoriata, non farà sballare più di tanto il nuovo redditometro.


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