Autore:
Luca Cereda

MENU RICCO Se da qui al 2019 il piano di Suzuki prevede 20 modelli nuovi – tutti di segmento A, B o C, con Baleno e Ingnis in cima alla lista– considerate pure questa Vitara S una piccola entrée di benvenuto, anche se di sostanza. Con lei debutta infatti, in Europa, il nuovo motore Suzuki 1.4 turbobenzina Boosterjet da 140 cavalli, 20 in più dell’altro benzina della gamma Vitara, il 1.6 da 120 cv. Ingredienti principali: downsizing e una buona dose di pepe.

IN NUMERI Boosterjet è una famiglia di motori a tre e quattro cilindri (qui sono quattro) a iniezione diretta di nuova generazione, che combinano cilindrata ridotta e sovralimentazione. Più coppia ai bassi regimi e un maggiore piacere di guida sono le promesse di questo millequattro, che lavora con una pressione di alimentazione fino a 200 bar e spalma – secondo la scheda tecnica - il massimo dei suoi newtonmetro, 220 (40% in più del millesei) in un range piuttosto ampio, che va dai 1.700 ai 4.000 giri. Il picco di potenza, 140 cv, si tocca invece a 5.500 giri/min, mentre consumi ed emissioni (sempre dichiarati) si fermano 5,4 l/100 km nel misto e 127 g/di CO2, crescendo di un’inezia se al posto del manuale a 6 marce c’è l’automatico (5,5 l/100 km e 128 g/km).

TI (RI)CONOSCO, MASCHERINA Per riconoscere una Suzuki Vitara S, però, non è necessario sollevare il cofano o girare la chiave: basta uno sguardo. I designer giapponesi le hanno cucito addosso qualche personalizzazione che va dalla mascherina più sportiva al trio spoiler-cerchi-tetto neri, passando per modifiche minori come i led anabbaglianti bordati di rosso, le luci fendinebbia con contorno nero, le calotte specchi satinate e l’estrattore sportivo. Tutti elementi che distinguono la Vitara spicy dalle altre Vitara, insieme a rivestimenti interni in pelle con cuciture rosse, strumentazione dalla grafica più sportiva e pedaliera in alluminio.

UN SOLO OPTIONAL Oltre alla veste ad hoc c’è un allestimento che include, di serie, tutte le dotazioni previste per la Vitara, compresi lo schermo touch da 7’’ (con Apple Car Play e Mirror Link), il regolatore di velocità in discesa e la trazione integrale All Grip con funzioni Sport, Snow (per ottimizzare la trazione sui fondi sdrucciolevoli) e Lock (che prevede uno slittamento limitato dei differenziali e trasmette la coppia motrice alle sole ruote in presa). A conti fatti, dunque, l’unico optional resta il cambio automatico di tipo CVT (1.500 euro). Per prezzi di listino di 27.600 euro per la Vitara S manuale, in vendita da dicembre, e di 29.100 euro per la Vitara S automatica, in arrivo solo a primavera.

COME VA Dalle parole ai fatti giungono conferme. In questo primo contatto la Vitara S dimostra effettivamente di avere un piglio che alle sorelle manca, ma soprattutto sorprende per elasticità: non serve tenerlo costantemente su di giri perché spinga a dovere. La riserva di coppia consente, all’occorrenza, anche di affrontare una piccola salitella marcia appena più alta di quella ideale, senza patemi. Il timbro, poi, è di quelli che non assillano i timpani, mentre il cambio manuale a 6 marce ha qui una rapportatura piuttosto azzeccata e garantisce sempre una discreta ripresa.

OK, IL PESO E’ GIUSTO I 140 cv del Boosterjet vanno anche d’accordo con i 1.285 chili (sotto media per questa tipologia di auto) della Vitara S, che tra le curve si lascia guidare con brio e senza eccessivi coricamenti. Il top lo si raggiunge settando la modalità “Sport”, che regala risposte ancora più pronte del motore quando il destro chiama gas. Resta da capire invece quanto questo turbobenzina, che non teme tirate di collo dagli sportivoni, si sposi ai consumi di quest’ultimi; senza risparmiarci troppo, in questa prova siamo andati più vicini ai 7 l/100 km (indicati) che ai 5,4 l/100 km dichiarati dalla Casa. Ma sospendiamo il giudizio in attesa di un test più approfondito. 


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