Prova su strada
Subaru Legacy e Outback 3.0R

Subaru Legacy e Outback 3.0R

Motore boxer sei cilindri, tre litri, 245 cavalli per 1500 kg di peso. L'ultima sportiva di Stoccarda? No, l'ultima stella delle costellazione delle Pleiadi.
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Autore:
M.A. Corniche
COM'E' Un tremila a sei cilindri non è una novità in Casa Subaru, ma per essere montato sulla nuova generazione di Legacy è stato riveduto e corretto in profondità. Grazie a un lavoro attento e minuzioso gli ingegneri con la costellazione delle Pleiadi sul camice sono riusciti a spremere dai sei cilindri boxer ben 245 cavalli, con 297 Nm di coppia massima a 4200 giri, rendendo il boxer Subaru il tremila aspirato più potente tra i motori di grande serie.

SEMPRE IN TIRO Il sei cilindri è stato rivisto interamente e ora adotta un inedito sistema di alzata variabile delle valvole abbinato al sistema di fasatura variabile. Un lavoro attento anche ai consumi, con percorrenze medie dichiarate di poco più di 10 km/litro nel ciclo combinato e di 7,2 km/litro nel ciclo urbano per la Legacy Touring Wagon. Il consumo combinato è uguale per la Outback, un poco inferiore per la berlina (10,4 km/litro).

LOGICA MONDIALE Al sei cilindri è abbinato anche un nuovo cambio automatico, totalmente made in Subaru come tutto il resto, d’altronde: dal sistema antibloccaggio dei freni al controllo antisbandata, in Subaru sono intransigenti e per le loro auto, particolari nella attenta disposizione dei pesi e della trazione, si fanno le cose da soli, ad hoc. Anche il cambio automatico, un cinque marce a controllo elettronico, con posizione Drive, Sport e con comando manuale sequenziale è stato pensato per comunicare al meglio e agire di concerto con la trazione integrale e i sistemi di controllo elettronici. La logica di funzionamento è stata studiata dalla Pro-Drive, che fa correre e vincere le Impreza nel mondiale rally.

SOLO AUTOMATICA Come sempre in Subaru, lo schema di trazione per le auto con cambio manuale e quelle con cambio automatico è differente. La 3.0R, solo automatica, ha tre differenziali con quello centrale abbinato a frizioni comandate elettricamente che provvedono a distribuire la trazione alla bisogna, modificando in caso di perdite di aderenza il rapporto iniziale di 45,5% alle ruote anteriori e 54,5% a quelle posteriori. 

COME VA

Insomma, in un gioiello di carrozzeria realizzata piegando le lamiere in un origami automobilistico che punta a ottenere il miglior rapporto peso-resistenza, in Subaru hanno incastonato un vero gioiello di raffinatezza tecnica. E i numeri della scheda tecnica parlano chiaro. Come le sensazioni della prova su strada. Ho provato il nuovo tremila sul corpicione della Outback: 473 centimetri di lunghezza massima, 20 centimetri di altezza minima da terra (quanto i migliori fuoristrada), tetto rialzato e barre portatutto per un totale di 154 centimetri di altezza massima, ruote da 17 pollici con pneumatici misti.

SCHIACCIANOCI In teoria l’antitesi della sportività se non si considera un dato fondamentale, il peso, pari a 1545kg, quanto una Porsche Carrera Turbo, con un rapporto peso-potenza che affida a ogni cavallo il compito di portarsi a spasso poco più di sei chilogrammi. Un dato eccezionale che rende eccezionale la guida su strada della Outback capace di danzare con la grazia di una ballerina tra una curva e l’altra, tra un tornante e l’altro a dispetto delle sue dimensioni. Come mettere un tutu a un ippopotamo e vederlo volteggiare nelle figure dello Schiaccianoci di Tchaikowsky. Sembra di guidare in assenza di peso, se non per la gravità che tiene ben incollate le ruote al terreno.

PENNELLATE Lo sterzo è perfetto per guidare la Outback nelle traiettorie corrette ed è davvero un piacere pennellare ogni curva, più piacevole e divertente che con molte auto dichiaratamente sportive. Il tremila spinge bene sia ai bassi (a 1000 giri eroga circa 130Nm) sia agli alti regimi e non guasterebbe un rombo più cupo e meno educato per soddisfare timpani sportivi.

CICALINO Ottimo anche il cambio in qualsiasi configurazione: dolce in Drive, molto più diretto e attento alla strada (curve, discese e salite) e allo stile di guida se si sposta la leva a sinistra e si seleziona Sport. Divertente e utile in montagna il comando manuale sequenziale, malgrado un piccolo ritardo di risposta, e con un intelligente cicalino che avvisa se non può inserire la marcia desiderata evitando di trovarsi in pieno tornante in terza pensando di essere in seconda come avviene con altri cambi automatici che non avvisano.

GHIACCIO VIVO Facili da dosare i freni, anche se un impianto più potente forse sarebbe più adatto a chi sceglie l’Outback con il sei cilindri per divertirsi. Inutile dire che su neve e ghiaccio una Subaru si muove senza difficoltà, tanto meglio una Legacy o una Outback. La metto alla prova sul ghiaccio vivo con gomme estive per verificare sul campo le sue doti di trazione e i suoi sistemi elettronici di controllo. Con i sistemi disinseriti e un poco di attenzione, la Outback si muove bene e mantiene anche un buon controllo. Quasi come sull’asciutto con il controllo antisbandata VDC attivo che interviene frenando le singole ruote per correggere manovre sbagliate, come premere a fondo l’acceleratore in curva sul ghiaccio: perdona anche gli sprovveduti.

COLPO DI FULMINE Comfort attivo, grazie alla facilità e al piacere di guida, e comfort passivo, con un abitacolo silenzioso e sospensioni che filtrano bene la ruvidità della strada. Sulla Outback qualche fruscio aerodinamico in velocità, però, è di troppo. Comunque, chi la prova non ne vuole più scendere.


TAGS: subaru legacy e outback 3.0r

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