Prova su strada
Su strada con laSubaru Forester my 2003

Su strada con laSubaru
Forester my 2003

Più moderna, in tutto e per tutto. E anche se viene da rimpiangere quel bello stile spartano della prima, vera Forester, la terza serie è perfezionata nella meccanica e ha interni adeguati al prezzo e alla categoria. Inarrestabile su fondi difficili come una vera fuoristrada, ha doti stradali a prova di negato del volante.
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Autore:
M.A. Corniche
COM’E’ È questione di gusti, è vero, ma la vera Forester è la prima serie, con uno stile spartano un po’ sovietico e un po’ USA anni ‘50. Ora la Forester è più moderna, ha una coda completamente differente e un frontale più importante. Ha fiancate dai tagli sportivi che sostituiscono i parafanghi da mezzo da lavoro. Insomma, è un po’ più fighetta, meno da intenditore, più adatta ai gusti di tutti. Più aggressiva e più Subaru davanti, più strana e disegnata dietro.

COLORI EUROPEI Finalmente, anche la Forester è disponibile con una gamma colori un po’ più estrosa rispetto alla solita, triste gamma jap. È disponibile anche la colorazione bicolore, come la Outback, con la parte bassa offerta in una gamma di grigi che staccano con il resto della carrozzeria.

INTERNI HI-TECH Lo stile dell’abitacolo è una evoluzione della impostazione della vecchia Forester, con un tocco hi-tech. Non manca il cassettino al centro della plancia, distintivo della Forester, ma cambiano i materiali, più moderni e piacevoli al tatto e alla vista, cambiano gli strumenti, semplici nello stile e facili da leggere, cambia la plancia, moderna, razionale e rivestita di un simil-alluminio dallo stile tecnologico. Più comodi e rifiniti i sedili, dotati anche di poggiatesta attivi che si protendono in avanti in caso di tamponamento per sorreggere le vertebre cervicali. Una rivisitazione riuscita, che non snatura la vera Forester. Almeno all’interno…

SPAZIO DA FORESTER Unico neo nella praticità della Forester è sempre stato lo spazio interno e su questo punto gli ingegneri del gruppo Fuji non sono riusciti a fare miracoli con ingombri esterni tutto sommato contenuti (445x173cm). La Forester è giusta per quattro con un buon bagagliaio, ma gli alti si scordino di allungare le gambe.

QUALITA’ Forse la qualità della vecchia Forester non era così tangibile a prima vista, ma non è mai mancata, sia nei dettagli, sia nell’affidabilità meccanica. Ora la qualità è più evidente, con finiture più curate e più visibili. C’è ancora la qualità nascosta, ma quella la raccontiamo noi: quella che per esempio si apprezza quando si riescono ad aprire e a chiudere le portiere quando la Forester è sospesa su due ruote diagonalmente opposte, segno evidente di una scocca rigida a prova di bomba.

MECCANICA RAFFINATA L’impostazione non cambia, con la solita, maniacale ripartizione equilibrata dei pesi tra destra e sinistra, tra davanti e dietro. Trazione integrale, giunto viscoso centrale, differenziale autobloccante al 25% posteriore, riduttore (abbinato al motore aspirato), Hill Holder (il freno automatico che si aziona quando si riparte in salita)… ha tutto e questa serie perfeziona nei dettagli la formula collaudata. Come gli ammortizzatori, ora a steli rovesciati come quelli utilizzati nelle competizioni (dove Subaru ha certo qualcosa da dire…), o il sistema autolivvelante meccanico per le sospensioni posteriori (evita di alzare la prua a pieno carico) o il cofano, in lega leggera.

TURBO O ASPIRATO La scelta del motore rimane tra due alternative, entrambe boxer come tutte le Subaru (fanno di tutto per mantenere il peso in basso…), quattro cilindri da due litri. Leggendo la scheda tecnica sembra che nulla sia cambiato: aspirato da 125 cavalli (92kW) e 184Nm a 3600 giri,  turbo da 177 cavalli (130kW) e 245Nm a 3600 giri. Gli stessi numeri della vecchia Forester. La differenza si nota, oltre che per la presa d’aria sul cofano, quando si butta l’occhio sui consumi, inferiori del 10%. È  il risultato di un approfondito lavoro di affinamento, con nuovi iniettori a 12 ugelli in grado di polverizzare meglio la miscela aria/benzina e con altri dettagli rivisti. Tutto uguale ma diverso.

PREZZI La nuova Forester costa un poco di più, da 24900 a 31980 Euro, ma costa meno con una dotazione che offre quasi tutto di serie. Due sono gli allestimenti disponibili per l’aspirato, uno solo per la turbo. La versione base (XQ) offre Abs, doppio airbag frontale, airbag laterali, autoradio con Cd, chiusura centralizzata con telecomando integrato nella chiave, climatizzatore automatico, lavafari, sedile guida regolabile in altezza, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori e tutti i dispositivi tecnologici citati nella prova, dalle sospensioni autolivellanti al differenziale posteriore autobloccante.

COME VA Vale sempre lo slogan: “sulla Forester non si sale, né si scende”. L’altezza del sedile, infatti, non è bassa come quella di un’auto normale, e nemmeno alta come quella di una fuoristrada o di una monovolume. Comoda. Anche quando si è seduti al volante, non si sta troppo in verticale, con una seduta da auto normale, ma quel poco più in alto che non guasta per avere una visibilità panoramica. Anche ai lati, con una visibilità a prova di incrocio obliquo e dietro, grazie al nuovo lunotto basso. Peccato che il volante sia regolabile soltanto in altezza e non in profondità.

PRATICA Poco cambia, malgrado l’aspetto più moderno, dell’impostazione della plancia e dei comandi. Tutti i comandi si raggiungono comodamente, nel cassetto centrale sulla plancia si possono mettere oggetti da tenere a portata di mano senza distrarsi dalla guida e anche la levettina che inserisce le mezze marce si può utilizzare facilmente come una leva del cambio, tirando la frizione. Chi ha le gambe lunghe ha sempre i fari puliti, poiché aziona spesso con il ginocchio sinistro il grande tasto dei lavafari posto a sinistra del volante.

TUTTA UN’ALTRA COSA La cura anti-spartano non è solo estetica, ma soprattutto di sostanza. Dove la Forester è molto differente dalla vecchia Forester è nel comfort. La Forester è molto silenziosa e molto comoda, poco rumore meccanico e aerodinamico (grazie a nuove guarnizioni delle portiere e al Cx che passa da 0,38 a 0,35) e un comfort di marcia assicurato dai nuovi ammortizzatori anche in fuoristrada.

MULO MECCANICO Sulla carta non si vede, ma i motori rivisitati hanno un tiro ai bassi regimi da mulo di alpini. La versione aspirata, soprattutto, affronta con la prima corta e il motore al minimo senza toccare il pedale dell’acceleratore anche le salite. Ideale per muoversi in fuoristrada. Il turbo, con meno di 50 cavalli in più, sembra un altro motore, sempre più esuberante e con la potenza disponibile anche a regimi bassi, rendendo la guida facile e divertente, i sorpassi diventano uno scherzo e ci si diverte parecchio.

FRENI La dotazione è diversa sulle due versioni, dischi anteriori da 15 e tamburi al posteriore per l’aspirata, dischi da 16 anteriori e da 15 al posteriore per la turbo. La Forester sembra sempre che freni poco, con il pedale sempre piuttosto morbido e sulla turbo sembra che i freni si stanchino un po’ se si guida con il piede pesante su strade tuttecurve. Ottimo è il nuovo Abs made in Subaru (loro fanno tutto in casa) che interviene dolcemente e millimetricamente, quasi senza avvertirne il pilota. La turbo ha anche il ripartitore di frenata tra i due assali.

BEN AGGRAPPATA Il nuovo assetto dà molta più confidenza, la Forester si inclina meno nelle curve e sembra ancora più incollata (o calamitata, come recita lo slogan Subaru) al terreno. Se sulla versione aspirata l’assetto sembra quasi sportivo, la turbo riesce invece a mettere alla prova i nuovi ammortizzatori che sembrano morbidi, anche se il beccheggio e il rollio della vecchia Forester sono soltanto un ricordo. Facile e pulita l’aspirata, davvero a prova di errore anche nelle manovre brusche da inesperto panicato. Più impegnativa ma altrettanto facile e più divertente la turbo, con cui si gioca con l’acceleratore e lo sterzo per pattinare come in un balletto. Un vero giocattolone.

FUORISTRADA La Forester si arrampica e passa dove molte fuoristrada dichiarate tali hanno problemi. Le foto della gallery di MotorBox sono eloquenti. Angolo di ribaltamento da brivido, artigli sotto le ruote, 19 centimetri da terra, motore disponibile a scendere fino a 500 giri… con la Forester è difficile fermarsi davanti a salite impervie o a laghi di fango. È anche molto confortevole e facilissima da guidare nel fuoristrada leggero e meno leggero. Chissà perché la turbo non ha le mezze marce. Il riduttore raddoppia i rapporti consentendo di trovare le marce di mezzo tra i rapporti normali. Ottimo nella guida sul misto con l’aspirata (si usano la terza, la terzaemmezzo, la quarta, la quartaemmezzo…) e per la guida in fuoristrada sarebbe utile su entrambe. Ma la turbo è considerata sportiva…

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