Prova su strada
Su strada con la Fiat Stilo Multi Wagon

Su strada con la
Fiat Stilo Multi Wagon

Nella bolgia di categorie e inglesismi, eccone uno nuovo nuovo. "Multi wagon", ossia il risultato di Multi Purpose Vehicle più Station Wagon. Questo è l'ultima creazione Fiat, la versione familiare (termine riduttivo, ben inteso) della Stilo. Il primo passo per il rilancio. Il primo cross over all'italiana.
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Autore:
Ronny Mengo

LA NOVITÀ Due concetti automobilistici uniti, una grande aspettativa, una coda più lunga: il riassunto. Al centro storico c’è un clima strano, ingiacchettato e formale: una conferenza stampa infarcita di termini anglofoni, una nuova creatura da presentare ai pezzi che hanno fatto la storia dell’auto italiana, sparsi a pochi metri di distanza. Brusii e scioperi nell’aria. E lei, una station wagon che station wagon non vuole essere. La miglior difesa è l’attacco.

MPV PIÙ BASSO

Parlano le dimensioni: 4,51 metri di lunghezza (per una larghezza di 1,75m e un’altezza di 1,57m) con un passo di 2,6 metri e l’ampiezza del bagagliaio di 510 litri, che diventano 1480 con i sedili posteriori abbassati, e più alta rispetto alle versioni a 3 e 5 porte, con una diversa posizione del piano di seduta del guidatore rispetto al terreno. Esattamente a metà tra quella di un MPV e quella di una SW, appunto.

SEGNI PARTICOLARI Superfici tese

, paraurti largo, linea di cintura che percorre la fiancata e si raccoglie a V sotto la targa. Vetri ampi e verticali (con quelli laterali posteriori e il lunotto di differente colorazione), montanti ben nascosti per non intervallare le superfici trasparenti che così riuniscono l’intero perimetro dell’auto, e barre portapacchi bicolore sul tetto. Forse la più armoniosa della famiglia Stilo. E poi un bagagliaio accessibile sia dall'abitacolo, sia da dietro, grazie alla soglia di carico abbassata, e il lunotto apribile (piacevole senza le cerniere a vista) per facilitare lo stivaggio di piccoli oggetti, sfiorando uno "switch" (che poi è un interruttore immerso nella gomma) sopra le luci della targa. Stessa cosa per il portellone, basta mettere mano al maniglione centrale e lasciarlo aprire in modo pneumatico (un po’ più ostica la chiusura, non sempre effettuabile con una singola manovra). Portellone che si può presentare in due facce (a seconda dell’allestimento): con modanatura che scende fino al paraurti o rifinito con uno sbalzo tra i fari e il paraurti.

BUONA QUALITÀ

Una familiare con l’abitabilità di una quasi-monovolume, assicurano in Fiat, grazie al sedile posteriore sdoppiato che scorre avanti e indietro (comodo), si reclina e si ribalta in modo indipendentemente. Abbassando lo schienale del passeggero e reclinando quello posteriore si ottiene una sorta di "chaise longue", mentre le diverse configurazioni interne arrivano a sfiorare la cinquantina. Non male. Il quadro di bordo con i quattro strumenti analogici e i display multifunzionali sono gli elementi dominanti della plancia, mentre la console centrale integra la radio (o il CONNECT) e il climatizzatore.

SCELTA Quattro i motori: due a benzina e due turbodiesel "Common Rail" (il brevetto, del resto, nasce qui), per una potenza che va dagli 80 ai 133 cavalli (59-98 kW). Sono il 1600 cc da 103 cv (76 kW) a 5750 giri (183 km/h, da 0 a 100 km/h in 11,4 secondi. Consumo combinato di 7,6 l/100 km) e il 1800 cc, sedici valvole da 133 cv (98 kW) a 6400 giri/min (200 km/h e 0-100 km/h in 10,8 secondi, per 8,3 l/100 km) per quanto riguarda i benzina. Per i diesel ci saranno il 1.9 JTD da 80 cv (59 kW) a 4000 giri/min (170 km/h, 0-100 km/h in 13,8 secondi e consumo combinato di 5,6 l/100 km) e il 1.9 JTD di 115 cv con intercooler e turbina a geometria variabile: la potenza massima è di 85 kW a 4000 giri/min (190 km/h, 0-100 km/h in 11,2 secondi e consumi di 5,6 l/100 km).

QUANDO E A QUANTO Le sospensioni sono a ruote indipendenti di tipo Mc Pherson, davanti e a ruote interconnesse (semindipendenti) con assale torcente, dietro. Sicurezza: 8 airbag, due dei quali, quelli frontali, Multistage, quattro freni a disco e ABS integrato dal correttore di frenata EBD, poi ASR che limita lo slittamento delle ruote in accelerazione, i dispositivi EVA e HBA che aiutano a frenare a fondo in caso di panico, e l’ESP che in curva controlla elettronicamente la stabilità dinamica della vettura. Tre allestimenti (Actual, Active e Dynamic), 7 colori di carrozzeria, 6 rivestimenti interni differenti. Il 23 novembre un "porte aperte" darà ufficialmente il benvenuto alla Multi Wagon. Prezzi che partiranno da 15.740 Euro per la 1600 e da 16.480 Euro per la JTD.

COME VA

Appendiamo la giacca dietro, chiudiamo la portiera posteriore (il rumore non è così sordo, da tedesca) e ci accomodiamo davanti al volante a tre razze. La seduta in effetti è strana, non bassa, non alta: la leva per il comando manuale del sedile in senso longitudinale è laggiù, altezza pianale, un po’ faticosa da raggiungere. Cambia tutto con l’allestimento superiore: comandi elettronici sul fianco sinistro, tac. Prendiamo la 1.9 JTD da 115 cv.

CITY O NO

Diesel, quindi, e il rumorino lo ricorda. Si va: belli gli specchi laterali sfumati, buona la sensazione d’insieme che dà l’abitacolo. Sarà l’effetto del nuovo "amministratore delegato della qualità", figura comparsa da poco a Torino. Cruscotto chiaro, plancia elegante, consolle ordinata. Ci viene un colpo per la risposta dello sterzo, calamitato verso il centro appena si imposta una curva, un effetto binario del tram che tira ad allineare le ruote. C’è il perché, siamo in "city" (lo dice pure il display al centro del cruscotto) la funzione per parcheggiare con due dita, per renderlo iper-leggero. Sospiro di sollievo. Off, schiacciando il comando sul tunnel centrale e dopo pochi secondi, l’effetto calamita se ne va. Rimane comunque tarato sul leggerino, con la macchina che "sguiscia" un pelo ogni volta che si interviene sul volante.

RODAGGI

Da dire che l’auto in prova ha 1500 km di vita, quindi il comportamento piuttosto legato, da domenica mattina e occhietti cisposi, è abbastanza perdonabile. Il cambio manuale a cinque marce ad esempio, pretende che la frizione venga schiacciata fino in fondo e non lesina qualche impuntatura, dimostrandosi comunque buono nell’utilizzo morigerato che un mezzo da famigliole impone. Non fa una grinza l’impianto frenante, modulabile e pronto in caso di arresti repentini.

DIESEL DA VIAGGIO

Il JTD fa sentire i cavalli, spingendo deciso fino alla soglia rossa, poco più di 4500 giri, ma se ci si scorda di scalare, ritrovandosi sotto i 1800, tocca armarsi di buona pazienza prima di vedere un segno di vita. Per chi vuole un diesel più cattivello, la notizia è che arriverà, entro la fine del prossimo anno, il nuovo turbodiesel da 140 cv del Biscione, così come si attende un cambio a sei marce, come le ultime tendenze vogliono.

SICURA

Schiacciando un po’ nei tornantini sopra la città, la Multi Wagon tira fuori un assetto da tenere gli animi tranquilli: miagolano le gomme, ma lei non si scompone più di tanto, con la coda che c’è, sì, ma non alza la voce per richiamare attenzione. Mantiene la traiettoria, con un leggero sottosterzo, e insomma porta tutti a casa, senza svegliare il pupo nel seggiolino. Senza far innervosire il San Bernardo piazzato dietro, quello che si vedrà nel divertente spot televisivo in onda a partire dai prossimi giorni.
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