Autore:
Paolo Sardi

SE LO DICE LUI… Me lo ricordo ancora bene quel che disse il buon Gianluca, il cameraman – regista - montatore che è dietro quasi tutti i nostri video in occasione dalla prima prova della Skoda Superb Wagon: “Paolo, sai una cosa? Si viaggia proprio bene su questa macchina!”. Di solito fa il suo lavoro senza commentare troppo il mezzo su cui si viaggia e, abituato a fare da passeggero anche su ammiraglie e Suv di prima classe, non pensavo si facesse conquistare dalla maxifamiliare Skoda Superb. Da persona pratica qual è, invece, non si era fermato all’apparenza di forme che non fanno girare la testa e di un marchio che non permette ancora di vantarsi con gli amici del bar nonostante i progressi costanti e tangibili degli ultimi anni.

A TUTTO VOLUME Per apprezzare la Skoda Superb Wagon bisogna badare al sodo e viverla a 360°, sfruttandone giorno per giorno la grande versatilità. Alla faccia del taglio sfuggente nella zona del lunotto, la coda ospita un bagagliaio enorme, con una capacità standard di 633 litri e capace di fagocitare per esempio senza battere ciglio cavalletto, telecamera e trolley vari. Il vano, tra l’altro, è regolare, e, per fortuna, è attrezzabile con binari, ganci e barre fermaborse. Sacrificando i posti posteriori, il volume utile sale fino a 1.865 litri e in questo caso si possono caricare anche oggetti lunghi fino a 180 cm, per i piccoli trasporti eccezionali quotidiani.

IN GUANTI BIANCHI Se la stiva è ampia, l’interno offre un trattamento a cinque stelle, tanto nei posti anteriori, quanto – soprattutto – in quelli posteriori. Chi viaggia dietro è trattato in guanti bianchi, con la possibilità di accavallare le gambe o di stenderle a piacimento, anche se chi siede davanti regola il suo sedile come se fosse una chaise longue. Di sicuro non succederà a tutti di fare una ripresa a chi guida stando sul divano ma potrebbe capitare di sistemare un bimbo su un seggiolino e anche in questo caso i centimetri in surplus sono una vera benedizione. Il pilota e il suo secondo non sono certo trattati come chi stava nella sala macchine del Titanic. Il posto di guida è ampio e si adatta senza fatica grazie alle regolazioni chilometriche del sedile e del volante.

SILENZIO, SI VIAGGIA Una volta in movimento, la Wagon non ha molto da invidiare alle rivali dal marchio più blasonato e alle cugine più aristocratiche all’interno del Gruppo VW. Sin dai primi metri regala un comfort notevole, che si apprezza anche se non si ha il problema di ottenere immagini stabili pure sullo sconnesso. Le sospensioni digeriscono con disinvoltura buche grandi e piccole e, a completare il quadro, c’è una notevole silenziosità, che non viene meno neppure quando si decide di giocare alla roulette russa con i tutor in autostrada.

OFFERTA DEDICATA Se non si è maratoneti della corsia di sorpasso, se non si macinano decine di migliaia di chilometri all’anno e se si vuole tenere a lungo la macchina che si compra, la versione 1.8 TSI Elegance 4x4 può rappresentare una valida alternativa alle “solite” (ottime) turbodiesel. Il suo motore sovralimentato spinge infatti bene sin dai regimi più bassi e permette di viaggiare spediti senza dover tirare fastidiosamente una marcia dopo l’altra. I 250 Nm di coppia non fanno rimpiangere più di tanto il tiro delle sorelle a gasolio e quando c’è da completare un sorpasso l’allungo è vivace.

AL GALOPPO La Wagon non ha certo un fisico atletico e ma con un cuore così generoso può assecondare qualche prurito sportivo. Complici le carreggiate larghe, l’assetto controlla bene il coricamento laterale in curva e la macchina risponde in modo omogeneo ai comandi dello sterzo anche quando si fanno passare i 160 cavalli dal trotto al galoppo. Solo forzando il passo tende naturalmente ad allargare la linea impostata ma rimediare è facile anche per i meno esperti.  La trazione integrale permanente fa il resto e  assicura equilibrio e una buona motricità in ogni condizione, anche se per affrontare terreni innevati e magari anche in pendenza è sempre bene montare gomme invernali.


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