Prova su strada
Seat Altea

Seat Altea

Dimenticate la Toledo e la Cordoba, le loro linee inguardabili e i loro interni spartani, ora c'è l'Altea a dare smalto al marchio spagnolo. Tutta un'altra cosa, con più classe, più qualità, più stile, più dotazioni e più prestazioni. A prezzi da pensarci su.
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Autore:
Gilberto Milano

COM’E’ All’inizio fu un tratto di pennarello su un foglio di carta, una linea curva che fluisce all’indietro come il profilo di un’onda del mare, o di una goccia d’acqua. Un tratto d’autore, firmato dall’italiano Walter de’ Silva appena lasciata la nebbia di Arese (era il capo del Centro stile Alfa Romeo) per il sole di Barcellona. Da lì a costruirle attorno un’auto è stata un’operazione da ragazzi. E’ nata così l’Altea, il modello che inaugura la rivoluzione Seat, una monovolume compatta dal carattere sportivo che adotta la sigla di MSV (Multi Sport Vehicle).

SORPRESA Dimenticate quindi la Toledo e la Cordoba, gli interni poveri e quell’aria da Cenerentola che avevano le Seat fino a ieri e preparatevi a girare la testa quando passerà per strada, come hanno fatto gli abitanti di Barcellona quando se la sono vista sfilare sotto gli occhi per la prima volta. Soprattutto, basta con i luoghi comuni e quell’atteggiamento di sufficienza verso il prodotto spagnolo: l’Altea è di un’altra stoffa, di un’altra generazione, di un’altra classe. Non azzarderemo confronti rischiosi con i prodotti Audi come hanno fatto i vertici del Gruppo Volkswagen sull’onda dell’entusiasmo, ma con questo nuovo modello la Seat si pone davvero su un gradino più alto di quello in cui è stata seduta finora. E come lei faranno tutte le future Seat. A iniziare dal design.

LA CURVA MADRE

Da buona ultima, l’Altea porta una positiva ventata di novità nel mondo delle monovolume compatte, originale, ben proporzionata in ogni parte, sportiva. La madre di tutte le curve, la linea maestra dettata da de’Silva ("linea dinamica" come l’ha chiamata l’autore) è impressa sulla fiancata, dall’estremità del faro anteriore fino ad avvolgere il passaruota e allungarsi sulla fiancata con un andamento a scendere.

SI CAMBIA

Un motivo stilistico che ritroveremo su tutte le future Seat. Così come i fari orizzontali a forma di occhio, la calandra a trapezio rovesciato con al centro l’enorme esse di Seat e il cofano con due vistose nervature che dai montanti anteriori spiovono in avanti fino ad avvolgere la calandra stessa. Se non bastasse, il paraurti integrato e le prese d’aria incorporate con griglie di aerazione a nido d’ape non lasciano dubbi sulla natura aggressiva dell’Altea. Senza dimenticare la più curiosa delle innovazioni: i tergicristalli verticali che scompaiono all’interno dei montanti del parabrezza.

OCCHIO AL PEDONE

Chi sostiene che la concept era più bella non sbaglia, ma dal dire al fare i vincoli cambiano e la nuova linea è frutto anche di obblighi di legge, come quello di pensare anche ai pedoni eliminando spigoli e curve pericolose. Il risultato è una vettura che cambia fisionomia e carattere in funzione del lato da cui la si guarda: aggressiva quando compare nello specchietto retrovisore, morbida nella vista laterale, elegante se vista da dietro.

MEGLIO DIETRO

La coda è forse la parte più riuscita e originale dell’Altea. Una coda pulita, con un disegno insolito, la linea del portellone che termina a filo del paraurti e due gruppi ottici di dimensioni contenute che diventano ancora più belli quando si illuminano, grazie al fascio di luce circolare. Una coda bella da vedere, con la solita gigantesca esse Seat al centro e il nome Altea (come quello di una cittadina spagnola) subito sotto.

IRRIDUCIBILI

Sportiva fuori e sportiva dentro. I sedili sono avvolgenti, quattro in tutto, con il quinto passeggero che dovrà arrangiarsi nello spazio rimasto, gli allestimenti scuri, con la plancia rivestita con un materiale simil-carbonio, il volante multifunzione a tre razze, la leva del cambio corta, gli strumenti circolari. L’Altea sarà anche sportiva ma resta un’auto da famiglia. O meglio: un’auto da famiglia mascherata da sportiva, per coppie di irriducibili ultra-trentenni non ancora convinti del nuovo ruolo in società e restii a trasmettere all’esterno un’immagine di sé troppo matura.

ACQUATTATA

Famiglia giovane con eventuale neopapà che non disdegna di spingere sull’acceleratore quando è solo o viaggia con gli amici, ma che ha bisogno di spazio, razionalità e flessibilità quando a bordo sale la prole. Le misure sono da monovolume media, con una lunghezza identica a quella della Citroën Picasso (4,28 metri), due centimetri in più della Renault Scénic, quattro e cinque in meno rispettivamente di Opel Zafira e Ford Focus. Da brava sportiva è invece la più bassa del gruppo con 157cm di altezza, contro i 159 della Focus C-Max e i 162 della Scénic, mentre in larghezza (177cm) altro indice di misura della comodità, chi opterà per la Altea dovrà rinunciare a 4cm nei confronti della Scénic e a 5cm in rapporto alla C-Max.

PORTATUTTO

La praticità si misura in una trentina di vani portaoggetti distribuiti un po’ ovunque, spazi che aiutano a mantenere ordine all’interno e a sistemare al meglio una quantità non indifferente di bagagli. Si va da un vano molto ampio con portabicchieri proprio sotto la consolle centrale, ai cassetti sotto i sedili anteriori, porta occhiali sulla portiera lato pilota, portabottiglia nei pannelli porta, portaoggetti a doppio fondo nel bracciolo centrale anteriore con caricatore di CD, portabicchieri e bottiglie ai lati dei sedili posteriori, portaoggetti e portalattine nel bracciolo centrale posteriore e bagagliaio a sorpresa.

DOPPI FONDI

Qui la novità è doppia, con un doppio fondo sotto la cappelliera dove nascondere alla vista oggetti non troppo spessi e pesanti, a un doppio fondo nel pavimento. Ampio anche lo spazio per i bagagli: la capienza normale è di 409 litri, che si trasformano in 1320 abbattendo i sedili posteriori. L’operazione è semplice e in un attimo il retro dell’Altea diventa un unico piano orizzontale con una comodità di carico a cinque stelle.

SOTTO CONTROLLO

Molte anche le novità tecniche. Costruita sullo stesso pianale di Audi A3, Golf V e nuova Skoda Octavia, l’Altea adotta delle sospensioni evolute, tipo McPherson all’anteriore e multibraccio (tre trasversali uno longitudinale) al posteriore. Nuovo anche lo sterzo elettromeccanico di tipo intelligente, con correzione automatica della traiettoria in rettilineo nel caso di colpi di vento. Di serie ci sono poi il controllo di trazione TCS, il controllo elettronico della stabilità Esp con l’aggiunta dell’EBA (Emergency Brake Assistance) per l’assistenza alla frenata in caso di inchiodate, e sei airbag.

DUE PIU’ DUE

Quattro i motori, tutti sopra i 100CV di potenza, in linea con il carattere dell’Altea: due a benzina disponibili dal lancio (17 e 18 aprile) e due diesel che si aggiungeranno in maggio. Si parte con un 1.6 da 102CV (75 KW) a 5600 giri e una coppia di 148 Nm a 3800 giri che sulla carta offre 181 km/h di velocità massima e 12,8 secondi nel 0-100km/h: non proprio una scheggia. E si prosegue con la novità più importante, un 2.0 litri a iniezione diretta FSI da 150CV (110kW) a 6000 giri, 200Nm di coppia a 3500 giri riservato finora all’elite dei prodotti del Gruppo VW. Con questo motore la Altea può permettersi velocità di punta di 206 km/h e accelerazioni da 0 a 100 km/h in soli 9,6 secondi.

PER RISPARMIARE

Non da meno sono i due diesel. Inizialmente arriverà il 2.0 TDi da 140CV (103kW) a 4000 giri e 320Nm compresi tra 1750 e 2500 giri. Un motore molto elastico con una velocità di punta di 201 km/h, un tempo di 9,9 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h e un consumo medio di 17,2 km/litro. Previsto anche un più tranquillo 1.9 TDi da 105CV (77kW) a 4000 giri, con 250 Nm di coppia a 1900 giri e consumi medi ristretti in 18,5 km/l.

CAMBIO SPORTIVO

Quattro anche i cambi: a cinque marce per i motori 1.6 benzina e 1.9 TDi; a sei rapporti per gli altri due motori. Le versioni più potenti Si e TDi da 140CV possono invece montare a pagamento un cambio automatico e sequenziale a sei rapporti tiptronic mentre solo sulla 2.0 TDi è disponibile a pagamento il sistema automatico DSG a sei marce, un cambio modernissimo e sportivo che riduce molto i tempi di cambiata.

REFERENCE

Due gli allestimenti disponibili: Reference e Stylance. Il primo, Reference, offerto in abbinamento solo con i motori 1.6 (17.950 gli euro richiesti) e 1.9 TDi (19.850 euro) monta cerchi da 16", cristalli oscurati, volante regolabili in altezza e profondità, alzacristalli elettrici anteriori, radio CD con sei altoparlanti, aria condizionata, doppio airbag frontale, airbag laterali e a tendina, ABS e TCS disattivabile, chiusura centralizzata, kit gonfiaggio gomme..

STYLANCE

Disponibile su tutte le motorizzazioni, monta in più il Climatronic a due zone, fari antinebbia, volante in pelle, alzacristalli elettrici posteriori, antifurto volumetrico, regolatore di velocità, radio-CD con otto altoparlanti, maniglie e retrovisori esterni in tinta con la carrozzeria, cerchi da 16". I prezzi salgono a 19.600 euro per la 1.6, ai 21.950 per la 2.0 FSI, mentre per le versioni diesel sono 21.500 euro per la 1.9 TDi e 23.100 per la 2.0 TDi

SPORT E STYLANCE

Per entrambe le versioni Reference e Stylance, è disponibile un pacchetto sportivo che ai cerchi a cinque razze da 16" aggiunge sospensioni più rigide, sedili sportivi e altre rifiniture interne. Arriveranno più in là, e per ora non ci sono indicazioni di prezzo.

COME VA

Entri e sprofondi in basso. Domanda: ma non è una monovolume? Già, ma sportiva. Volendo si può viaggiare bassi come su una coupé, col sedere a rasoterra. La linea cintura alta dell’Altea suggerisce però di dare qualche colpo alla leva del sedile e alzarlo quanto basta per non dover allungare il collo. Chi, nonostante tutto, decida di lasciare il sedile basso dovrà fare i conti con l’escursione del volante: si regola anche in altezza, ma si blocca presto, costringendo gli sportivoni di statura un po’ sotto la media a guidare con le braccia all’insu.

FACE OFF

All’interno, il carattere sportivo lo si respira appena seduti, coccolati da sedili avvolgenti, dal volante in pelle a tre razze leggermente ovalizzato nella parte bassa della corona, la leva del cambio corta ben a portata di mano, da tessuti scuri, finto carbonio sulla plancia e pochi vani portaoggetti a vista. Se non fosse per il parabrezza da solarium e i due montanti anteriori grossi come l’avambraccio di un culturista si potrebbe anche cedere alla fantasia e sentirsi su una vettura sportiva.

GIU’ LA SCHIENA

E non serve voltarsi all’indietro per tornare in sé: i sedili posteriori sono due soli, con uno strapuntino centrale per un terzo passeggero che all’occorrenza diventa un bracciolo con due portabicchieri. Persino il lunotto è ridotto. Che ci si trovi su una monovolume lo rivela solo lo spazio posteriore, ampio anche per persone di statura alta. E gli schienali ribaltabili dei due sedili dietro. Solo gli schienali però perché nella Altea la parte bassa del sedile rimane dov’é.

DESAPARECIDOS

La novità dei tergicristalli che spariscono nel montante è originale, ma alle velocità più elevate si paga con un fruscio in più provocato dal vortice d’aria che si forma all’interno. Anche il motore si sente, il diesel in particolare, ma ha un suono compresso che si addice al carattere dell’Altea. Oltre ai 3500 giri diventa però un po’ troppo invadente.

SIATE SERI

Meglio comunque non farsi prendere troppo dall’entusiasmo e rimanere con i piedi per terra: l’Altea è sempre una monovolume, con il baricentro alto, sensibile ai colpi di vento anche se ben piantata a terra, con un assetto rigido ma non troppo, giusto per evitare ai passeggeri il mal di mare quando il pilota va di fretta. Sul misto la Altea si comporta né più né meno come le concorrenti, soffrendo nelle curve prese allegramente, ma rifacendosi nei lunghi viaggi con un comfort da berlina.

2.0 TDI

Sarà probabilmente questo il motore più richiesto per l’Altea. Un quattro cilindri con una coppia sostanziosa disponibile sin dai primi giri del motore (da 1750). In città è subito pronto allo scatto e la selezione delle marce ben rapportata. Si tratta sempre di spingere 1430 kg di auto più passeggeri ma i 140 cv svolgono bene la loro funzione e da semaforo a semaforo la sportività della Altea viene tutta fuori. In autostrada si possono tenere medie elevate senza pensare troppo ai consumi, che secondo quanto dichiarato dalla Casa nell’extraurbano superano i 20km/litro di media. Per chi ha meno esigenze sportive e guarda con maggiore attenzione ai consumi c’è anche a disposizione il 1.9 TDi da 105 cv, più tranquillo di base e con un consumo combinato che rasenta i 20 km/litro.

2.0 FSI

Più silenzioso del diesel e con 10 cavalli in più di potenza, è un motore che eguaglia nelle prestazioni il diesel di pari cilindrata. La preferenza si giustifica solo con un maggiore comfort di guida (è sicuramente meno nervoso) e con una silenziosità da berlina di classe che si addice a chi con l’Altea deve percorrere molti chilometri. La grinta è un po’ stata sacrificata al rispetto dei limiti antinquinamento, ma quando serve i 150 cavalli si sentono tutti. Si fanno i 13 km con un litri di benzina, che salgono a 16 in autostrada, ma si riducono a 10 in città.

1.6 BENZINA

E’ il più piccolo della famiglia ma pur sempre dotato di 102 cavalli. Sulla carta si direbbe sottostimato per una vettura ingombrante e pesante come l’Altea. In realtà non soffre di nessun complesso di inferiorità con i fratelli maggiori e messo alla prova si è difeso bene. E’ anche lui silenzioso e docile, adatto per chi sa di usare l’Altea prevalentemente in città e non deve percorrere molti chilometri in un anno. Il comfort è alto, la velocità massima rispettabile (181 km/h) e i consumi quasi identici alla 2.0 FSI. Costa comunque 1650 euro in meno. Che non sono pochi. Il via alle vendite nel week end del 17 e 18 aprile.

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