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Saab 9-5 2011

Saab 9-5 2011

Forme aeronautiche e rispetto della tradizione, nello stile e nel feeling. Per la nuova Saab 9-5 un buon inizio di un nuovo corso.

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Autore:
Isabella Galli

COM’E’ Devo essere sincero. Quando ho visto le prime foto della Saab 9-5 2011 ho pensato che a Trollhättan avesse preso il sopravvento un team di designer alieni. Mi sono ricreduto appena ho visto la prima 9-5 dal vero, in strada, in mezzo al traffico. A ben vedere, la trovo decisamente chic, con uno stile inconfondibile e alieno sì, ma alieno dalle solite pieghe e curvature che si copiano a vicenda alcune sue concorrenti.

PRIMO 900 SVEDESE La vista più originale della Saab 9-5 2011 è indubbiamente la coda. Allungata come quella di una coupé, con il lunotto grande, dalla forma ad arco rovesciato e quasi orizzontale, un disegno ereditato dalla Saab 900 degli Anni 80 sapientemente rivisitato. Manca all’appello il pratico portellone che le 900 sapevano ben mimetizzare nella linea sportiva della coda e che le trasformava in wagon sotto mentite spoglie. Ma la 9-5 wagon è in arrivo.

CARLINGA Se la coda è la parte che colpisce di più, il tre quarti anteriore merita altrettanta attenzione. L’origine aeronautica del marchio Saab (ovvero Svenska Aeroplan AktieBolaget, aeroplani svedesi S.p.A.) è onorata dallo stile della nuova Saab 9-5. L’ispirazione del tre quarti anteriori è chiaramente la carlinga di un aereo. Il frontale è pulito, con gli elementi tipici delle calandre Saab separati tra di loro e senza fronzoli o fregi inutili. I fianchi sono bombati come una carlinga e la linea dei vetri con i montanti anteriori neri e sottili riproduce la V del parabrezza di un aereo, linea sottolineata dal baffo cromato che incornicia soltanto la parte inferiore dei vetri laterali.

NUOVO CORSO Uno stile pulito e inconfondibile, con dettagli originali, come i vetri azzurrati dei fari, e con l’unica stonatura nella finta griglietta di estrazione dell‘aria nella parte bassa del fianco, dietro al parafango anteriore, che sembra posticcia. Unica esca per gli amanti dello stile superdisegnato e, alla fine, pacchiano. Il progetto 9-5 nasce sotto la bandiera General Motors ma è da sperare che il nuovo proprietario di Saab, Victor Muller, appassionato patron di Spyker, segua questo nuovo corso che pare ben impostato.

AVVOLGENTE Il rispetto della tradizione continua all’interno della 9-5 2011. La plancia è avvolgente come tradizione comanda e si ritrovano tanti piccoli dettagli tipici del Grifone svedese. Come l’accensione sul tunnel centrale, motivata ai tempi dal bloccacambio meccanico sulla retromarcia, o il Night Panel, funzione di più recente introduzione, che lascia illuminato soltanto il tachimetro per la marcia notturna nel buio nordico e italico senza distrazioni. Gli aghi degli strumenti sono verdi e, al centro del tachimetro, un display tondo (150 euro per Linear e Vector) mostra tutte le info di bordo, dalla pressione degli pneumatici ai dati di viaggio fino a un tachimetro a rullo come alcuni altimetri aeronautici.

CINQUE METRI Le dimensioni sono generose (5 metri) e così lo spazio all’interno, per cinque posti comodi in larghezza e anche in altezza, malgrado la forma da coupé della coda. Sul fronte bagagli la nuova Saab 9-5 tiene fede alla tradizione di bagagliai sconfinati. Manca il portellone ma, aldilà dei numeri di scheda tecnica già piuttosto interessanti, 515 litri, lo spazio è da wagon. Il bagagliaio è lungo come un traforo alpino e la bocca di carico è sufficientemente ampia per caricare colli ingombranti senza dover richiamare tutti i santi del calendario. Gli schienali dei sedili posteriori si abbassano in avanti, lasciando spazio a oggetti lunghi o creando un nuovo spazio piatto per i bagagli. Anche in questo caso le porte posteriori sono ampie e sono riuscito a farci passare una bicicletta smontata e chiusa nella sua borsa.

MOTORI Sul fronte meccanico la nuova Saab 9-5 si presenta con una scelta di motori piuttosto articolata. Tre sono i motori a benzina, a partire dal 1.6 Turbo da 180 cavalli, 230Nm a 2200 giri, un duemila Turbo (anche BioPower) da 220 CV, 350Nm a 2500 giri e un 2.8 V6 Turbo da 300 CV, 400Nm a 2000 giri. A gasolio la 9-5 offre due versioni del medesimo duemila, 2.0 TiD e 2.0 TTiD, con 160 o 190 CV e 350 o 400Nm a 1750 giri. Cambio manuale di serie per tutte le 9-5 a quattro cilindri, automatico a sei marce Saab Sentronic di serie per la 2.8T e optional per 2.0T e 2.0 TiD. Trazione integrale XWD disponibile per 2.0Te 2.0 TTiD, di serie per la 9-5 2.8T. C’è tutto, mancherebbe un turbodiesel più grande per inserirsi tra le concorrenti più blasonate.

MILLESEI? Se il millesei fa un po’ sorridere su un’auto lunga cinque metri, la sua scheda tecnica è seria: 220 km/h e 9,5 secondi per lo 0-100km/h, meglio del 2.0TiD con 215km/h e 9,9 secondi (10,1 con cambio automatico). Anche sul fronte dei consumi tiene botta, con 7,6 l/100km dichiarati nel ciclo combinato contro 5,3 (6,8 con automatico).

AEROLINEAR Anche la scelta degli allestimenti non turba la tradizione, con i tre ormai classici pacchetti: Linear, Vector o Aero. Linear è la base di partenza, con prezzi dai 36.850 euro della 9-5 1.6T Linear ai 60.350 euro della 9-5 2.8T Aero. Per una 9-5 2.0 TiD Vector con cambio automatico il prezzo parte da 41.950 euro, 100 euro in più rispetto alla 9-5 2.0 TTiD Vector da 190 cavalli.

COME VA La Saab 9-5 2011 è un’auto ben disegnata. Ha fascino e si stacca completamente dalle berlinone sue concorrenti grazie a linee tonde e morbide che non ricordano nessun’altra auto e con la sua coda allungata che ricorda soltanto le Saab 900. La trovo molto chic, fuori dai soliti schemi, dalle solite berline che tutti comprano o anelano di comprare, fuori dalla banalità dei soliti marchi e dei soliti status symbol ormai consunti.

NONIKEA Dal punto di vista qualitativo non ha nulla da invidiare a quegli status symbol, sia nella cura dell’esterno, sia nella qualità dell’interno. La plancia della Saab 9-5 2011 è ben fatta, i pannelli delle portiere ben disegnati, i comandi hanno il giusto feeling e la giusta praticità svedese. I sedili sono grandi e comodi, come le poltrone della prima Saab 900 realizzate a mano da mobilieri svedesi. Pecca soltanto di qualche ingenuità elettronica, come il navigatore da 2.900 euro con schermo da 8 pollici che ha una grafica ormai superata come l’head-up display, completo nelle funzioni ma dalla grafica un po’ grezza.

BONG BONG BONG La posizione di guida della Saab 9-5 2011 è ben studiata, sufficientemente sdraiata per chi ama stare in basso e con l’opzione tramviere sempre disponibile per chi desidera dominare la visuale. Il volante è troppo piccolo, non ce n’era bisogno per trasmettere l’idea di sportività, e, per gli sdraiati, potrebbe scendere ancora di un centimetro nella sua regolazione. Un volante un poco più grande non avrebbe levato nulla alla guida veloce e precisa ma avrebbe reso la posizione, e la guida stessa, più comode. Seduti al posto di guida salta all’occhio uno strumento ormai abbandonato che un po’ mi ipnotizza, il manometro del Turbo, omaggio alle vecchie Saab 900 come il caratteristico e discreto bong che ricorda l’azionamento delle frecce.

LEVIGATRICE Comoda la nuova Saab 9-5 lo è davvero. È molto silenziosa e il suo passo lungo (284cm) offre la sensazione di solidità e di essere ben piazzata sulla strada. La sua solidità di telaio si abbina bene a sospensioni non troppo rigide che da un lato non fanno perdere nulla sul fronte della precisione e del piacere di guidare e dall’altro rendono la 9-5 stabile e confortevole anche sulle strade calancate degli Appennini, sopportando bene salti e avvallamenti, profonde cicatrici sull’asfalto e microfrane, senza scomporsi e senza far scomporre i suoi ospiti. Il peso, circa 1800 kg, è in linea con le cinque metri e non si fa troppo sentire, è ben distribuito. La prova costume si fa nei sorpassi.

SORDINA È molto silenziosa anche quando si spreme a fondo il suo duemila a gasolio per velocizzare un sorpasso, che sale di giri rapidamente ma è ben soffocato da una insonorizzazione attenta. Il duemila è un motore pronto e reattivo ben abbinato a un cambio automatico a sei marce. Anche in autostrada reagisce bene all’acceleratore, e rende la marcia fluida su qualsiasi percorso, cittadino o extraurbano.

160 0 190? Quando si tira a fondo si capisce che qualche cavallo in più non guasterebbe per avere più birra e, soprattutto, per avere più muscoli a fronte del peso della nuova 9-5. La scelta è tra la comodità di un cambio automatico sufficientemente sveglio con 160 cavalli o i 30 cavalli e 50Nm in più della TTiD ma con il cambio manuale. Se in questo 5/10% delle condizioni di guida normali vorrei qualche cavallo in più, nel restante 90/95% il buon quattro cilindri e il suo sei marce bastano e avanzano.

STRADISTA I consumi sono interessanti: a fronte di 6,8 l/100km dichiarati nel ciclo combinato, la mia media è 7,8, con città, autostrada e statale senza sprechi ma anche senza perdere tempo. Quanto basta perché i 70 litri del pieno consentano di avvicinarsi ai 900/1000 chilometri di autonomia senza economie.


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