Autore:
Paolo Sardi


IL MARE D'INVERNO Lo ammetto: quando mi è stato detto che avrei dovuto convivere in autunno inoltrato con una Saab 9.3 Cabriolet ho storto un po' il naso. Perché non provarle a luglio, certe auto?! Fuori stagione, le scoperte mi hanno sempre messo addosso una gran malinconia, proprio come il mare in inverno. Forse la colpa va anche agli inverni passati, alcuni anni or sono, a bordo della mia vecchia Alfa Spider 1.600. Di loro non serbo 'sti grandi ricordi, con spifferi e infiltrazioni puntuali nel ruolo di guastafeste.

QUATTRO STAGIONI Con il senno di poi devo riconoscere che il mio scetticismo non avrebbe potuto essere più ingiustificato. Complice Giove Pluvio che si è preso una vacanza (chissà, forse a spese della Saab), la 9.3 Cabriolet ha saputo ribaltare ogni pregiudizio, rivelando inattese doti da auto jolly, buona per tutte le occasioni e per tutte le stagioni.

TRIPLO STRATO Il merito va soprattutto alla capote e alla sua ottima fattura. Confezionata con tre strati di tessuto che vestono attillata un'intelaiatura in acciaio e magnesio, isola l'abitacolo in modo eccellente. Di sibili e spifferi non c'è traccia, neppure a velocità sostenuta. E, come nei pannolini, il triplo strato è sinonimo pure di tenuta stagna: anche infilata frettolosamente in un autolavaggio, la 9.3 Cabriolet si dimostra perfettamente impermeabile.


NON PER TUTTI Il travestimento da berlina riesce benino anche per quanto riguarda l'abitabilità. Le porte ampie e i sedili scorrevoli permettono di raggiungere facilmente il divano anche a chi non ha trascorsi a ginnasta. Peccato solo che lo spazio sia un po' angusto. Per chi ha un'altezza sotto la media, i problemi sono limitati, mentre gli spilungoni devono rassegnarsi ad assumere una posizione vagamente fetale. Lungi però dal lamentarsi: le rivali che fanno meglio sono una vera rarità.

OPEN AIR Il discorso non cambia neppure per il bagagliaio, più ampio di quello di molte compatte da famiglia. La sua capacità è infatti di 352 litri in condizioni normali e di 235 con la capote abbassata: niente male, anche se così il volume utile si sviluppa tutto il lunghezza e in larghezza, non in altezza. L'operazione di scoperchiamento si compie non solo da fermo ma anche a velocità inferiori ai 30 km/h. Basta premere l'apposito pulsante per soli 20 secondi per vedere il tetto ripiegarsi a ferro di cavallo e scomparire come se nulla fosse dietro l'abitacolo.

ESTATE FOR EVER I vortici d'aria che arrivano ai passeggeri anteriori sono pochi e di ridotta entità, quale che sia l'andatura. In questi casi basta dunque alzare un po' il bavero e il riscaldamento, facendo uscire l'aria calda nei piedi o dalle bocchette frontali e la magia dell'estate può essere ricreata sempre. Pure se il clima sarebbe buono più per una fiaccolata sugli sci e per un bicchiere di vin brulé.

MARCHIO DI FABBRICA Sulla 9.3 Cabriolet non è solo l'aerodinamica a essere particolarmente curata. L'ergonomia segue i tipici canoni Saab, con alcune soluzioni mutuate dal mondo aeronautico. La plancia è leggermente arcuata, rivolta verso il pilota e può essere per gran parte oscurata di notte con la funzione Night panel. La chiave di avviamento è come sempre tra i sedili, ben profilati e comodi anche dopo lunghe percorrenze, oltre che perfettamente regolabili.


AL TIMONE Il volante ha una posizione piuttosto verticale e ha dimensioni imponenti, che fanno sentire come al timone di un'imbarcazione. La sensazione di padronanza della situazione che offre è notevole, anche se, a ben vedere, non ce ne sarebbe neanche grande bisogno. La 9.3 Cabriolet si muove con autorevolezza nel misto, con il telaio che dà prova di buona rigidità e non flette più come un tempo quando affronta le curve a spron battuto e lo sconnesso più tormentato.

BASTA E AVANZA Ciò vale anche per la versioni più potenti, come la 2.0T Aero, dotata di ben 211 CV, che permettono di passare da 0 a 100 km/h in 8 secondi netti. Sono numeri che forse non bastano a fare della 9.3 una vera sportiva ma a rendere la guida gustosissima, quello sì. E per un'auto come questa è tutto quel che serve.


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